giovedì 17 maggio 2018

SI MUORE TUTTI DEMOCRISTIANI


Si muore tutti democristiani 
di Il terzo segreto di satira
con Marco Ripoldi, Massimiliano Loizzi, Walter Leonardi
Italia, 2017
genere: commedia 
durata, 89’

Stefano, Fabrizio ed Enrico sono amici di lunga data, legati dagli stessi ideali e dagli stessi sogni. Insieme gestiscono una piccola casa di produzione, con la speranza di tornare a realizzare documentari a tema sociale, mentre ora debbono accettare riprese di matrimoni e spot in cui prevalgono le scelte compromissorie. Quel tanto desiderato progetto sembra finalmente arrivare, insieme a un considerevole guadagno economico. Chi lo propone, però, non è propriamente 'immacolato'.
"Il terzo segreto di satira" al suo primo lungometraggio affronta un tema su cui è sempre bene interrogarsi: fino a che punto è possibile accettare i compromessi?
I protagonisti si trovano dinanzi a un'offerta difficile da rifiutare per quanto è allettante, ma scartare quel po' di ideale sopravvissuto sarà la cosa giusta da fare?
Il gruppo affronta l'argomento con spirito e arguzia immutati, ma fatica a prendere le giuste misure sul piano della sceneggiatura. Passare dal tempo breve del cortometraggio o dal contatto diretto con il pubblico a un film di 89 minuti crea indubbiamente delle difficoltà, ma in questo caso i problemi sono particolarmente evidenti. Ci sono situazioni, come quella della richiesta dello spot proveniente dal sindacato e dall'ANPI, che funzionano nel momento in cui vengono proposte, anche grazie alla misura che Paolo Rossi offre al suo sindacalista ormai un po' usurato. Quando, però, la si ripete, e si reitera anche lo spot, si rischia la tautologia. 
Ciò accade anche, per esempio, con tutto la digressione relativa al desiderio di partecipare al G8 di Genova, finalizzata a rivelare un dettaglio non secondario della vita di uno dei tre, che invece, essendo troppo lunga, finisce con lo spezzare il ritmo della narrazione. Nonostante tutto, non mancano i momenti esilaranti, uno per tutti la scena con Peter Gomez e Lilli Gruber, che testimoniano la qualità della satira e dell'autoironia non banale degli autori.
Riccardo Supino



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