mercoledì 30 settembre 2015

Video: Mario Tennis: Ultra Smash ha una data in USA 20 Novembre Si attendono notizie per l'Europa!!

 Fonte gamesurf

 

 

 

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Nintendo ha reso noto tramite il profilo Twitter della sua divisione USA la data di release di Mario Tennis: Ultra Smash: il baffuto idraulico e i suoi amici torneranno a calcare erba, cemento e terra battuta il 20 Novembre.

 

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Ora non ci resta che attendere notizie per l'Europa su Mario Tennis Smash... Guarda il Trailer Giù

Una nuova modalità PvP per Warface (Guarda il Video)




Fonte Gamesurf

 

 

 

 

 

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Francoforte sul Meno (Germania) 30 set 2015 Preparati a cacciare o essere cacciato, ora che Crytek ha annunciato la nuova modalità di gioco PVP "Bag & Tag" di Warface.[b] [b]Con azione Free for All a 16 giocatori, “Bag & Tag” introduce una nuova vastissima mappa PVP basata sul deserto del Mojave. Quando cala il buio e le nubi annunciano tempesta, i giocatori potranno combattere per il primo posto in classifica, eliminando ogni nemico in vista e raccogliendo i dog tag dalle vittime abbattute. I giocatori accumulano punti bonus con la raccolta dei dog tag, cioè possono aumentare le loro possibilità di vittoria rovistando tra le spoglie di guerra.

La mappa ispirata al Deserto Mojave offre ai giocatori una vastissima landa desolata utilizzabile come campo di battaglia. Le luci del crepuscolo creano accattivanti possibilità di agguato, e i soldati più temerari finiranno presto vittime di nemici più calcolatori, nell’atmosfera spietata della modalità di gioco Free for All.

 modalità Bag & Tag rappresenta l'ultima aggiunta alla lista di sfide cooperative e competitive di Warface, in continua espansione. I giocatori possono sperimentare tutto quello che il gioco ha da offrire scaricandolo gratuitamente dal sito warface.com o Steam.


Fallout 4, il video di questa settimana parla del Carisma



FONTE GAMES.IT

Episodio numero 4 della serie "sai cosa ti rende SPECIAL" di Fallout 4. In questo caso ci concentriamo su un'abilità che serve sempre, nella vita come nel gioco: il carisma. Tutti i dettagli nel comunicato che segue e nel video che trovate in fondo alla pagina.

 

 

Alla Vault-Tec, ci stiamo dando fare per preparare tutti all’eventualità di un annientamento atomico con la nostra serie di istruzioni sui sette attributi fondamentali che ti rendono… S.P.E.C.I.A.L.

Nel capitolo di oggi ci concentriamo sul Carisma per spiegare meglio come negoziare con i brutti ceffi e farti guadagnare la fiducia degli abitanti della Zona Contaminata. Condividi questo video attraverso il link di YouTube qui sotto, per aiutare i tuoi concittadini a sopravvivere.

Per altri consigli utili dalla Vault-Tec, sintonizzati la prossima settimana e scoprirai tutto su come l’Intelligenza è la chiave per scovare nuove opportunità e adattarsi alla vita in superficie. Ricorda, la ricostruzione della nostra grande nazione potrebbe dipendere da te, per cui studia questi materiali con attenzione per assicurare la tua sopravvivenza e prosperità in superficie.

Previsto per la pubblicazione mondiale il 10 novembre 2015 su Xbox One, PlayStation 4 e PC, Fallout 4 è la nuova frontiera dei giochi a mondo aperto, dove ogni secondo è una lotta per la sopravvivenza e ogni scelta ti appartiene.

Per ulteriori informazioni sul gioco, visita www.Fallout4.com.

 

 

 fallout-4-serie-special-carisma

RITORNO ALLA VITA

Ritorno alla vita
di Wim Wenders
con James Franco, Charlotte Gainsbourg, Rachel McAdams
Germania/Canada/Francia/Svezia/Norvegia, 2015
genere, drammatico
durata, 118'


Per il ritorno al cinema di finzione, dopo i riconoscimenti di stima ricevuti per i documentari su Pina Bausch ("Pina") e Julio Ribeiro Salgado ("Il sale della terra") Wim Wenders sceglie di ripartire esattamente dallo stesso punto in cui si era interrotto il suo cammino ("Palermo Shooting", girato in Italia nel 2008) , e cioè da un tipo di cinema che fa del tempo e del suo divenire la discriminante capace di creare la cifra estetica del suoi film, e, conseguentemente, di trasformare l'impianto narrativo delle storie in un flusso ininterrotto di immagini e parole; e ancora, passando sul piano dei contenuti il principale strumento di una ricerca che non si ferma sulla soglia dei comportamenti ma ne analizza le ragioni, arrivando a sondarle in quei territori dell'animo umano dove essi hanno origine. Nel caso poi di "Ritorno alla vita", il suo nuovo lavoro presentato in anteprima mondiale all'ultimo festival di Berlino, dove il regista ha ricevuto il premio alla carriera, ci sembra che la metodologia del regista sia diventata ancora più radicale nel diradare tutti quegli appigli che normalmente danno modo allo spettatore di metabolizzare le asperità di certo cinema d'autore. Wenders al contrario rilancia le caratteristiche cinematografiche che hanno distinto le sue opere più famose, risultando monacale, tanto nell'utilizzo dell'immagine degli attori (da James Franco, in una parte che sembra fare il verso a quelle assegnate agli attori dei suoi lavori, a Charlotte Gainsbourg, e senza dimenticare Rachel McAdams), spogliati o quasi di ogni aspetto riconducibile al loro essere parte integrante dello star system europeo e hollywoodiano, quanto nel procedere del narrato, impostato su un serie continuata di "falsi movimenti" che, nel minimalismo motorio presente all'interno delle singole sequenze, impostate su una staticità che riguarda tanto le figure umane che il paesaggio circostante, sembrano rimandare contemporaneamente alle difficoltà dello scrittore Tomas Eldan, romanziere di successo alle prese con una prolungata mancanza d'ispirazione e alle conseguenze del senso di colpa scaturito dal fatto di aver provocato, seppur in circostanze che non dipendono da lui, la tragica morte di un bambino.

Assecondando la sceneggiatura origjnale del norvegese Bjorn Olaf Johansen Wenders procede considerando il binomio arte vita, legato alle premesse che danno vita alla crisi del protagonista, in maniera simbiotica, e in un rapporto di dipendenza reciproca che, nelle mani del regista, riesce a non essere irrispettoso nei confronti del dolore provocato dalla perdita di una vita umana; oltre a ribadire dal punto di vista teorico, come la creazione artistica, almeno nelle espressioni più alte, non possa fare a meno dell'urgenza derivata dal vissuto di un'esperienza personale e intima.


Considerando poi che il "ritorno alla vita" del protagonista, e in sottordine della madre e del fratello del bambino scomparso, si avvale di una fotografia - di Benoit Debie - che nella perenne oscurità degli interni, sembra voler raffigurare il baratro psicologico e il senso di morte che ne pervade il tormentato calvario, non appare peregrina l'ipotesi che Wenders utilizzi la storia del film per riflettervi la propria filosofia esistenziale, impostata secondo i dettami di una religiosità (cristiana) che in "Ritorno alla vita", trova riscontro in una concezione salvifica del dolore; implacabile, come quello che attanaglia lo scrittore ma necessario per fare pace con i propri demoni. Come si evince dagli sviluppi sentimentali e lavorativi di cui sarà oggetto la vita del protagonista al termine del suo percorso d'espiazione. In questo senso l'attitudine emotiva di Tomas, con il suo procedere erratico e meditativo e le sue insoddisfazioni sentimentali fa si che il film di Wenders stabilisca più di una similitudine con gli approdi raggiunti dall'ultimo cinema del grande Terence Malick. Con meno scioltezza e qualche lungaggine di troppo da parte del regista tedesco.
(pubblicata su ondacinema.it)

DARK SOULS 2 SCHOOLAR OF THE SIN COME NON LO AVETE MAI VISTO

 

 

FONTE  vg247.it

 

 

Qualcuno ha deciso di raccogliere tutto quello che rende l’Internet un non-luogo spaventoso ed esilarante e riversarlo con violenza in Dark Souls II.

Il modder Krisis18z ha creato un mod che riveste – letteralmente – il mondo di Drangleic con tutto il peggio – o il meglio, questione di punti di vista – delle meme internettiane.

Il risultato è un bad trip che continuerà ad angosciare i vostri sogni per anni e anni.

Guardate a vostro rischio e pericolo.

 

 

Pubblicate 13 video guide di Diablo 3 reaper of Souls


CIAO RAGAZZI



QUI PUBBLICO LA PLAY-LIST DI DIABLO 3 REAPER OF SOULS IL NUMERO 13 A BREVE SARÀ PUBBLICATO. LA LISTA SARÀ IN CONTINUO AGGIORNAMENTO. VI RICORDO CHE GIORNO 16 PUBBLICHERÒ LA VIDEO GUIDA DI DRANGON QUEST HEROES PS4 VI ASPETTO SUL MIO CANALE, POSSIBILE DIRETTA STREAMING SUL CANALE YOUTUBE. STO VALUTANDO QUESTA OPZIONE, VOI RAGAZZI COSA NE PENSATE. SE CONDIVIDETE SCRIVETE QUI SUL BLOG OK 

News: Syberia 3: il primo trailer riassume l'intera trilogia



Fonte Games.it


Syberia 3 arriverà nel 2016 e migliaia di fans sono già in fibrillazione da alcuni mesi, da quando cioè questo terzo capitolo è stato annunciato, a distanza di oltre dieci anni da Syberia 2.

 

 

Ancora si conosce poco di questo titolo, se non che uscirà su PS4, Xbox One e PC, ma oggi scopriamo l'aspetto più importante di tutti: la sua realizzazione artistica è stata affidata ancora a Benoit Sokal, il disegnatore delle altre due uscite. La protagonista sarà sempre lei, Kate Walker, e anche la casa di produzione, la francese Microids, si occuperà dello sviluppo. Insomma, non cambia niente? E invece no, cambia molto.

Per rimarcare questo scostamento dal passato, gli sviluppatori pubblicano oggi un lungo trailer della durata di oltre 6 minuti in cui ripercorrono l'intera trilogia. Si può già notare il passaggio dalla grafica del primo Syberia, uscito nel 2002, a Syberia 2 uscito due anni dopo. Ora, a quasi 12 anni di distacco, ci si attende uno stacco generazionale notevole, ma nel trailer la parte dedicata a Syberia 3 dura purtroppo poco, fatta quasi tutta di artwork usciti dalle mani di Sokal, e solo una manciata di secondi dedicati ad una scena tratta dalla nuova generazione di piattaforme. Questo "ripasso" farà sicuramente piacere ai tanti giocatori che hanno provato i primi due capitoli del gioco, e non fa di certo male nemmeno a chi magari all'epoca era un bambino e si avvicina per la prima volta adesso al franchise. E poi chissà, magari è un'apripista per l'ennesimo remaster, siamo sicuri che farebbe felici molti utenti.

 

 

martedì 29 settembre 2015

Guarda lo strepitoso video Cancellato di #Rare di #ConkerGetin'Medioeval



Fonte Gamesurf

 

 

 

 

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 L'ultimo titolo pubblicato della gloriosa serie Conker di Rare è stato Live and Reloaded, apparso su Xbox (la prima) ormai oltre 10 anni fa: se volete rinfrescarvi la memoria, ecco la nostra Recensione. Dopo di quello, il buio: come sappiamo, Rare è passata sotto l'egida di Microsoft e da allora ha cominciato a sviluppare titoli d'altro genere.

Nonostante ciò, Rare ha deciso di rendere pubblico un video relativo ad un progetto abbandonato, il cui titolo sarebbe stato Conker Getin' Medioeval. Eccolo a voi:






Chissà se, giunto a compimento, questo gioco avrebbe avuto successo; o chissà se, con questa mossa, Rare non intenda solleticare l'interesse dei fan in modo da convincere Microsoft a riprendere in mano lo sviluppo del gioco. Restando in argomento, vi ricordiamo che il 4 Agosto è uscito su Xbox One Rare Replay, una selezione dei titoli della software house per i suoi 30 anni di attività: trovate Qui la nostra Recensione.

Guarda il nuovo trailer di Dragon Quest Heroes



FONTE EUROGAMER.IT

 

Square Enix ha pubblicato un nuovo trailer per Dragon Quest Heroes: l'Albero del mondo e le radici del male.

Il nuovo video presenta il Re Doric e spiega i personaggi del gioco, oltre a dispensare consigli su come sconfiggere le creature impazzite a causa di una maledizione.

Dragon Quest Heroes includerà al lancio una serie di contenuti scaricabili gratuitamente. Si tratta dei contenuti aggiuntivi già rilasciati in Giappone.

Il lancio è fissato al 26 ottobre: buona visione!






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PlayStation 4: il firmware 3.00 arriva domani 30 settembre leggi le Novità

ps4

Fonte tmag.it

 

 

 

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Sony ha annunciato che il firmware 3.00 per PlayStation 4 sarà disponibile da mercoledì 30 settembre, ossia domani.

Ora in beta, l’aggiornamento permetterà di condividere filmati da massimo dieci secondi su Twitter, salvare immagini nel formato PNG non compresso, fare streaming su YouTube e inviare sticker nei messaggi.

Inoltre, il firmware introdurrà una sezione dedicata al PlayStation Plus, dove si potrà verificare la data di scadenza dell’abbonamento o i giochi gratuiti e le offerte del mese.

Spazio anche per un hub incentrato sugli eventi di gioco, dove potercisi anche registrare, e uno spazio per le community basate su “qualunque cosa voi scegliate”.

Pubblicate 10 video guide di Diablo Reaper of Souls


CIAO RAGAZZI

 

 

ASPETTANDO I NUOVI GIOCHI CONTINUO LE MIE VECCHIE VIDEO GUIDE, MA IL 16 OTTOBRE VI RICORDO CHE PUBBLICHERÒ LA PRIMA VIDEO GUIDA DI DRAGON QUEST HEROES PS4  

lunedì 28 settembre 2015

POINTS OF VIEW: INTERVISTA A ROBERTA MATTEI


Roberta Mattei è una delle protagoniste di "Non essere cattivo" il film di Claudio Caligari che è stato appena scelto per rappresentare l'Italia alla prossima edizione degli Oscar. Per inauguare "Points of View" il nuovo spazio dedicato alle interviste di personaggi appartenenti al mondo del cinema abbiamo pensato a lei. Ecco quello che ci ha raccontato.

 

Roberta, sfatiamo il concetto che tu sia una ragazza di borgata

Sono nata a Roma e vissuta a Spinaceto, in una via degradata, vicino alle baracche di via del Mandrione . Una zona dove la violenza era imperante e in cui, condividendo l’esistenza, di gente di ogni tipo, compreso gli zingari che abitavano nel mio stesso palazzo, ho preso coscienza di una quotidianità diversa da quella che avevo immaginato. Dal balcone di casa osservavo l'umanità che era in strada, e i tossici che ne fa facevano parte. Le mie giornate così, finivano per perdersi negli occhi e nella sofferenza di quelle persone. Di ragazzi come  Cesare e Vittorio, i personaggi principali di “Non essere cattivo”, ne ho visti tanti.

La tua è prima di tutto una formazione teatrale. Quando e come sei arrivata a salire sul palco


Da piccola passavo delle ore a guardare le commedie di Eduardo De Filippo che mia madre registrava da Palcoscenico, il programma della Rai che si occupava di teatro. A parte la fascinazione per quello che vedevo, ad attrarmi era il senso di famiglia che dal palco e l’idea di un lavoro collettivo e itinerante. A 12 anni fu lei che pensò di iscrivermi all’associazione culturale di Spinaceto che i miei, poco la morte dei due proprietari, iniziarono a un po’ per caso gestire. Li inizia la mia gavetta, studiando e frequentando i vari laboratori di recitazione. Poi a 20 anni, dopo essere stata scartata dai teatri di Genova e Torino decisi a fare un provino per entrare al Centro sperimentale.


E come andò in quell’occasione


Fu divertente, perché non avendo preparato nulla, improvvisai un pezzo tratto da “La Locandiera” di Carlo Goldoni, che sapevo praticamente a memoria per averla vista rappresentata non so quante volte da una compagnia che in quel periodo si esibiva all’associazione. Tra gli esaminatori, c’era pure Lina Wertmuller, la quale rimase così colpita dalla meridionalità della mia fisiognomica,  da suggerirmi di accentuarla attraverso la  crescita delle sopracciglia.


Quindi sei riuscita ad entrare

Si, però, insomma…fu un’esperienza infelice, perché mi sentivo fuori luogo rispetto al mio desiderio di diventare un’attrice di teatro. Così, in piena crisi d’identità, e per una serie di fortunate coincidenze mi imbattei Roberto Valerio che oggi è diventato un regista di fama, e che allora mi ingaggiò per rappresentare una piece di Pier Paolo Pasolini, il mio artista di riferimento. Il reading tratto da una “Una vita violenta”, che ho portato in giro per l’Italia, nasce da quell’incontro, e dalla decisione di iniziare a collaborare con Valerio, che vi ha partecipato in fase di scrittura.



Mi pare di capire che i tuoi genitori sono stati importanti per la realizzazione delle tue aspirazioni artistiche.

Moltissimo. Vengo da una famiglia di mentalità aperta e di radici contadine, che in ogni occasione mi lasciato un’assoluta libertà culturale. I miei sono calabresi, e soprattutto da mia madre, che ha sempre avuto una spiccata predisposizione artistica, ho imparato a fare le cose con calma e a dare il tempo agli eventi di manifestarsi secondo la propria predisposizione. Un po’ come avviene nella coltivazione dei campi, che va di pari passo con il ciclo naturale delle stagioni.

 

Successivamente è arrivato il film di Caligari e il personaggio di Linda.

Be non esattamente. Prima di quel film avevo fatto molta gavetta televisiva, lavorando in diverse fiction e in un medimetraggio. Quelle esperienze, mi hanno insegnato a stare davanti alla macchina da presa, dove, contrariamente al teatro, sono il volto e gli occhi a fare la differenza. In “Non essere cattivo” avevo fatto il provino per interpretare Viviana ma Caligari, dopo avermi vista, mi disse che ero perfetta per il personaggio di Linda. Nonostante il minutaggio ridotto, il ruolo era complesso, perché nell’arco di poche scene dovevo essere in grado di rendere, da una parte la tenacia di una madre disposta a lottare con tutte le sue forze pur di assicurare una futuro migliore a lei e al figlio; dall’altra, il sentimento di una donna che, nell’incontro con Vittorio, intravede la speranza di riuscire a cambiare vita.


Come sei riuscita a entrare nel ruolo

Sul set il Maestro non mi ha dato indicazioni, e quindi, per costruire il personaggio sono partita come sempre dall’analisi del testo. Nel farlo, mi sono tornati utili i miei trascorsi, che mi hanno permesso  di portare dentro al film situazioni che in qualche modo avevo già vissuto. In più, ero abituata al clima di complicità tipico della marginalità raccontata da Caligari, in quanto, sin da bambina, avevo vissuto in un palazzo che ospitava gente d’estrazione umilissima, e persino famiglie Rom. Conoscevo le dinamiche che si stabiliscono quando l’unica cosa su cui puoi contare è il rapporto d’amicizia con un'altra persona, che in sostanza è quanto succede ai protagonisti del film, che non posseggono nulla, a parte la loro fraterna amicizia. Ma la riuscita di questo processo non sarebbe stato efficace, se a stimolarlo non ci fossero state l’urgenza e la verità da cui nascono le opere di Caligari. Non potrei mai recitare in un film  in cui non credo, perché il pubblico se ne accorgerebbe in un attimo.

A questo proposito, mi sembra che l’amicizia tra Cesare e Vittorio sia regolata da una sorte di codice d'onore.

Io non parlerei di codice d'onore, bensì di un codice di borgata, fondato su un sentimento di assistenza reciproca, e su un meccanismo d’amicizia e di sottile fiducia, che fa da collante al loro rapporto. Per descriverlo con il cinema, mi viene in mente l’amicizia virile raccontata da  Martin Scorsese in “Mean Streets”.


Volevo chiederti se tu e gli altri attori vi siete resi conto che stavate partecipando a un film così importante.

Se dovessi giudicare da quello che è successo a Venezia direi di no, perché dopo la proiezione sono successe cose incredibili. A parte i dieci minuti di applausi, quello che mi ha colpito è stato vedere le facce della gente, l’emozione che non riusciva a trattenersi. Mi ricordo di Jasmine Trinca e del suo abbraccio commosso al termine del film. E di noi attori, il lacrime come dei bambini. Sul set eravamo coscienti di girare con un maestro del cinema ma nessuna poteva pensare all’entusiasmo e alla benevolenza con cui “Non essere cattivo” è stato accolto.


Parliamo invece di te come donna.

Nella vita mi potrei paragonare a Elettra, perchè in lei ci sono tutti gli eccessi del mio carattere. Sono una persona idealista e pronta a battermi contro le ingiustizie del mondo. Ho un'empatia molto sviluppata che mi porta a percepire l’ambiente in cui mi trovo e le falsità che vi dimorano. Questo ha una conseguenza sulle mie scelte lavorative, in cui scarto le proposte scadenti senza tenere conto dei vantaggi economici che ne deriverebbero. I miei occhi ti dicono sempre quello che penso come pure il mio stato d'animo. Pur restando una persona positiva, sono spesso attraversata da un misto di  gioia e  di tristezza; da quel velo di malinconia che dal punto di vista artistico è molto creativo. Direi quasi che sono patologicamente appassionata della malinconia e che in un certo senso la coltivo
   
E invece da spettatrice cosa ti piace

Scelgo molto le cose del passato, e quindi mi piacciono attrici come Tina Pica e Franca Valeri che davvero amo molto. Se invece penso a quelle di oggi ti dico Loredana Simioli, che in "Reality" faceva la moglie del protagonista. Tra quelle straniere invece mi viene in mente il nome di Cate Blanchett, mentre parlando di registi, a parte Caligari, dico David Cronenberg. 
di Adele De Blasi e Carlo Cerofolini

UN MONDO FRAGILE

Un mondo fragile
di Cesar Acevedo
con Haimer Leal, Hilda Ruiz, Edison Raigosa, Marleyda Sot
Colombia, Francia, Paesi Bassi, 2015
durata, 97'
 
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Nel corso degli anni  una parte di cinema proveniente dai paesi più disagiati ha contribuito ad alleviare il senso di colpa di quella parte del mondo che, attraverso l’empatia  provocata dalla visione dell’altrui sofferenza, ha trovato il modo per sublimare gli eccessi di benessere presenti nella propria condizione. Il risultato è stato quello di un appiattimento generale che è pesato soprattutto sulla qualità delle immagini, costrette ad una semplicità il più possibile corrispondente a quella del soggetto in questione. In controtendenza lavora invece “Un mondo fragile” di Cesar Acevedo che, nel raccontare la vita grama di una famiglia di contadini costretta a lavorare  i campi in condizioni di semi schiavitù, prende a riferimento il lavoro di pittori come Andrew Wyeath (Christina’s World) e Jean Francois Millet, componendo sequenze di straordinaria bellezza paesaggistica e figurativa. In casi come questi, la riuscita del film si sposta su problematiche di segno opposto rispetto ai modelli precedenti. Perché se è vero che lo sguardo del regista riesce a restituire la sofferenza dei protagonisti con una dignità e un rigore che lo mette al riparo dalle accuse di facile populismo, d’altro canto la meraviglia delle composizioni visive rischia di entrare in contrasto con la necessità di restituire senza filtro il sangue delle vittime. Detto che la discussione rimane aperta e che “Un mondo fragile” non si è fatto mancare nulla in termini di premi, ricevendo quello di migliore opera prima all’ultima edizione del festival di Cannes, per quanto ci riguarda la decisione di collocare i personaggi all’interno di lirismo visivo come quello immaginato da Acevedo, ci sembra il modo scelto dal regista per risarcirli di tanta afflizione.

Pubblicate 9 video guide di Fallout New Vegas + DLC


 

Ciao Ragazzi

 

 

Nel Mentre Aspetto i Nuovi Giochi di Cui Dragon Quest Heroes Ps4 che mi arriverà giorno 16 ottobre continuo la mia video guida di Fallout New Vegas, Ho Fatto il Culo al Bastardo che mi a Sparato all'inizio del Gioco che si chiama Benny!! 

News: Annunciato la Beta Raid di Guild Wars 2: Heart of Thorns (Video)



Fonte Gamesurf

 

 

 

 

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ArenaNet, publisher e sviluppatore dell'acclamato franchise Guild Wars, ha svelato questo weekend al TwitchCon di San Francisco, il trailer di lancio e ha annunciato il prossimo beta event di Guild Wars 2: Heart of Thorns?. Lo studio, uno dei più grandi espositori presenti, ha trasmesso in streaming sul canale ufficiale di Guild Wars 2 e mostrato l?ultima specializzazione per l?espansione conosciuta come ?Druid?, contenuti esclusivi dietro le scene e speciali comparse di famosi streamer come per il lancio di Heart of Thorns, venerdì 23 ottobre.

 

 

 

One Piece Burning Blood annunciato ufficialmente Il gioco arriverà su PlayStation 4, Xbox One e PlayStation Vita




Fonte Games.it

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BANDAI NAMCO Entertainment Europe ha annunciato oggi One Piece Burning Blood. L'uscita è prevista per il 2016 su PlayStation 4, PlayStation Vita e, per la prima volta, Xbox One.

Prodotto dal famoso sviluppatore giapponese Spike Chunsoft Co., ONE PIECE: Burning Blood è ambientato nel vasto e folle mondo di ONE PIECE e offrirà un'esperienza di gioco mai vista prima grazie al gameplay frenetico e a elementi unici.
Per esempio, sarà possibile usare i frutti del diavolo Rogia e l'Ambizione per scatenare incredibili mosse speciali e sconfiggere persino i nemici più forti! Continuate a seguirci per non perdere le prossime novità.

Vedi le foto: One Piece Burning Blood


"Incontrare i fan durante gli eventi pubblici e privati è un ottimo modo per ricevere un feedback sui nostri giochi e capire cosa si aspettano. ONE PIECE: Burning Blood è l'esempio perfetto di come si possa creare un titolo perfettamente in linea con i desideri del pubblico. Finalmente, è arrivato il gioco di combattimento basato sull'universo di ONE PIECE! Inoltre, siamo molto lieti di annunciare l'uscita su piattaforme multiple. E, in particolare, ONE PIECE approda per la prima volta su una console Microsoft." Hervé Hoerdt, vicepresidente Marketing & Digital di BANDAI NAMCO Entertainment Europe.

domenica 27 settembre 2015

MAGIC MIKE XXL

Magic Mike XXL
di Gregory Jacobs
con Channing Tatum, Amber Heard, Jada Pinkett Smith
Usa, 2015
genere, commedia
durata, 130'




Se anche Steven Soderbergh non si fosse allontanato dal cinema per dedicarsi alla produzione televisiva, siamo sicuri che non avrebbe mai avallato la sceneggiatura che è alla base di "Magic Mike XXL", sequel del film girato nel 2012 dal regista americano. Rispetto all'esordio sono rimaste l'esposizione dei corpi e la plasticità coreografica dei balletti interpretati dagli aitanti protagonisti. Data per scontata l'assenza di Matthew Mcconaughey che non solo era quello che aveva più da perdere dalla partecipazione a un simile progetto,  ma a cui non poteva più offrire la prestanza di un tempo, il nuovo Magic Mike può contare sul faccia ipervitaminizzata e un pò gonfia di Channing Tatum, il quale, non si sa per quale ragione, offre una prestazione a mezzo servizio. Perchè, al di là del fatto che la trama da l'impressione di dipendere esclusivamente dalle iniziative del suo alterego filmico, senza il quale niente potrebbe accadere, è altrettanto vero che il suo protagonismo rimane sulla scena quel tanto che basta per aprire le "danze" e lasciare poi agli altri l'incarico di completare l'opera, smentendo in qualche modo lo spirito di squadra professato dalla storia. Daltronde la sceneggiatura è di quelle che non lasciano alternative, con il viaggio a Las Vegas dove il gruppo ha organizzato il suo addio alle scene, a fare da raccordo per una sequela di video clip musicali che rappresentano il contraltare alla necessità di dilatare il percorso di avvicinamento attraverso una serie di tappe successive. 

E al modo con cui i produttori permettono a ciascun attore di avere il suo momento di gloria, che non ha caso coincide con le sequenze girate sul palcoscenico. A far da riempitivo tra un balletto e l'altro comparsate da guest star (Elizabeth Banks, Jada Pinkett Smith e Amber Heard) e tanta voglia di parlare. Il resto è noia.

News: Halo 5: Guardians, peserà su Xbox one 46 Gb e girerà a 60 fps



Fonte Games.it

 

 

 





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News: Halo 5: Guardians arriverà su Xbox One solamente il prossimo 27 Ottobre ma qualcuno ha già ottentuo delle copie del titolo anche se non ancora complete. Si scoprono così alcuni dettagli interessanti e preoccupanti - per alcuni. Partiamo dai frame al secondo che, secondo le analisi fatte, saranno sempre e stabilmente 60.


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Altro dettaglio Halo 5 Guardians - se così si può dire - è che il gioco, una volta installato sulla console Microsoft, pesa circa 46 Gb e, secondo alcune previsioni, potrebbe arrivare ad occupare oltre 60 Gb sui vostri HDD: davvero un'amara sorpresa per chi è rimasto a corto di spazio. Noi vi lasciamo con il video che mostra l'hands-on del gioco ed i test sugli fps: buona visione!

 

 

Pubblico la guida, soluzione completa - Destiny: Il Re dei Corrotti -


 Fonte Eurogamer.it

 

 

 

 

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Il Re dei Corrotti ha inaugurato l'Anno 2 di Destiny, un titolo particolarmente divisivo che viene spesso criticato ma che, a giudicare dal record infranto su PlayStation Network al day 1, sembra contare su una community sempre più salda.

Per guidarvi al meglio alla scoperta dell'espansione, abbiamo creato questa guida che vi spiegherà come ottenere il meglio dei nuovi contenuti del gioco, tra nuove armi, schemi e altro ancora.

SICARIO

Sicario
di Denis Villeneuve
con Emily Blunt, Benicio Del Toro, Josh Brolin
Usa, 2015
genere, drammatico
durata, 




Aggredita dagli eventi della storia, la filosofia del sogno americano è stata scalfita da una serie di rovesci che hanno rischiato di mettere in discussione i cardini stessi del suo pensiero. Da par suo e a fasi successive il cinema nazionale ha cavalcato l'onda della crisi, appropriandosene soprattutto quando si è trattato di adombrare una compartimentazione dello Stato organizzata su più livelli di conoscenza e di potere. E stato quindi ovvio che a farsene carico in sede di rappresentazione fosse proprio un genere come la crime story , naturalmente portato a occuparsi di ciò che si nasconde tra le pieghe del reale, e più di altri in grado di raccontare la vertigine di un'esistenza andata fuori controllo. Una tendenza che proprio in questa stagione ha raggiunto il punto di non ritorno, con l'uscita sugli schermi di "Citizen Four", il film di Laura Poltras, in grado di dimostrare quanto poco ci sia da aggiungere in termini di finzione alla pura documentazione dei fatti, capaci in una vicenda come quella legata a Edward Snowden, di rivaleggiare per tensione e colpi di scena con i migliori capolavori del genere in questione. Questo per dire quanto fosse difficile dopo quel precedente, raccontare una storia come quella di "Sicario", che, nel narrare le vicende di un gruppo di agenti governativi, impegnati a contrastare l'operato dei cartelli del narcotraffico messicano, doveva di fatto mostrarsi, sotto il profilo della credibilità, all'altezza di ricreare la liminalità del male che fa parte di chi, come i protagonisti del film, sono chiamati ogni giorno a combatterlo. Non è dunque un caso se la sceneggiatura, a fronte del leviatano investigativo messo in piedi da Matt Graver (un grande Josh Brolin) e da Aleandro (Benicio Del Toro), operatori non meglio identificati del governo americano, decisi con ogni mezzo a scovare il boss di turno, e quindi di tutto quel corredo di armi, di violenza e di cinismo che generalmente si accompagna a questo tipo di imprese, ometta (ad esclusione dei minuti finali), di dare visibilità ai loro antagonisti. Perchè, nonostante "Sicario" presenti nel corso della sua vicenda momenti di pura tensione, come pure una serie di incursioni cinetiche fatte di sparatorie, inseguimenti ed altro ancora, l'interesse del regista si sofferma soprattutto su quello che succede nell'animo dei protagonisti e in particolare di Kate (Emily Blunt), agente idealista e rispettosa della legge che sceglie di supportare le azioni della task force guidata da Graver e Aleandro.


Così, accanto alla dimensione tipica dell'investigazione criminale, costituita dalle procedure per ingaggiare il nemico invisibile, "Sicario" si sposta dapprima, in maniera impercettibile, e poi in modo più netto, verso una rappresentazione sempre meno oggettiva e costruita a livello visivo sullo stato d'animo di Kate, chiamata a rappresentare l'anello di congiunzione che divide il bene dal male. A salire in cattedra, sono di conseguenza le psicologie dei protagonisti e il senso d'afflizione che da quelle si riversa sul film attraverso passaggi di pura astrazione; come di fatto risultano la combinazione tra le inquietanti panoramiche del territorio messicano, ripreso con l'evidente intento di sottolineare il senso di smarrimento di Kate, assorbita dai dettagli di un viaggio che la separerà definitivamente dalle antiche certezze; e successivamente, poco prima dell'epilogo, la sequenza dell'operazione notturna all'interno di un tunnel scavato nella roccia, in cui l'estraneità del paesaggio umano e geografico, così come risulta dalle telecamere dei visori notturni utilizzati dagli operatori, non è solo il modo per tradurre l'emotività della donna rispetto all'ignoto che gli si sta rivelando ma anche, attraverso l'alterità dell'ambiente, la distanza fisica e morale che separa Kate dalla mancanza di morale dei suoi compagni di viaggio.


Procedendo in un straordinario (per cambiamento e risultati) percorso di metamorfosi registica, Villeneuve riparte da dove si era fermato e quindi da "Prisoners", replicato fin dall'inizio sia nella scena girata nella casa degli orrori dove, come nel lavoro precedente, ritroviamo una segregazione coatta, sia nella presenza di una sorta di botola, qui come allora disegnata con le vestigia di uno strumento di morte. Di quel precedente lavoro, ingiustamente sottovaluto, "Sicario" rappresenta l'ulteriore messa a fuoco di uno sguardo che non si è fatto svalutare dai condizionamenti delle produzioni hollywoodiane. Pur pagando qualcosa sotto il profilo delle meccaniche del racconto, deboli in alcuni snodi della narrazione - tra tutte, la presenza del collega di Kate, escluso dalla squadra e poi rimesso in gioco con spiegazioni risibile e poi l'incertezza delle motivazioni che spingono la protagonista a rimanere in pista nonostante l'evidenza della mala parata - Sicario è una storia di "fantasmi" che ha il budget di film indipendente e la forma di un prodotto blockbuster. Del primo, ha il coraggio di mostrare il tributo di sangue pagato alle sicurezze della democrazia americana; del secondo, il carisma degli attori e il senso dello spettacolo. In concorso all'ultima edizione del festival di Cannes in cui è passato con somma indifferenza, "Sicario" è il film di un grande regista.
(pubblicata su ondacinema.it)

VIDEO: NOVITÀ SUL CANALE GAMEPLAY1973, PREORDINATI 3 NUOVI GIOCHI ESPLOSIVI



CIAO RAGAZZI 




DA OTTOBRE SUL CANALE GAMEPLAY1973, SI FARÀ SUL SERIO. PUBBLICHERÒ  SEMPRE NUOVI GIOCHI. CERCANDO DI CONQUISTARE LA VOSTRA PASSIONE E INTERESSE SUI VIDEOGIOCHI. IN PIÙ IL 24 AVRÒ ANCHE L'ESPANSIONE DI BLOODBORNE VI ASPETTO GUARDATE IL VIDEO E ISCRIVETEVI AL CANALE GAMEPLAY1973 :-) 

 

 

sabato 26 settembre 2015

Bloodborne - Ti Spiego tutto sui Chalice Dungeon Putridi e Fetidi leggi qui

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Iniziamo Nel percorrere ancora e ancora le strade maledette di Yharnam, siamo sempre più convinti che l'originalità ed il valore di Bloodborne si misurino soprattutto nella coerenza spietata e lucida con cui Miyazaki ha costruito un'ambientazione dolente, deforme, ritorta, straziata e straziante.
Di tutte queste cose si è parlato abbondantemente, negli articoli e nelle dirette su Twitch. E' arrivato quindi il momento di approfondire un altro argomento, un po' trascurato nei giorni immediatamente successivi all'uscita: i Chalice Dungeon.
All'esperienza di gioco “classica”, sempre ermetica dal punto di vista narrativo ma scandita da una progressione ben definita, Bloodborne appaia una vera e propria sezione parallela, che funziona alla grande come contenuto “endgame” ma che può anche rappresentare un bel diversivo per chi vuole prendersi una pausa dalle fatiche della caccia cittadina.
Cerchiamo quindi di capire come funzionano i Calici e i rituali di sangue che grazie ad essi si consumano.

Putridi e Fetidi

In Bloodborne ci sono quattro tipologie di calice, tre delle quali vengono recuperate nel corso della campagna principale, uccidendo altrettanti boss secondari. Il calice di Phtumeru è probabilmente quello più semplice da recuperare, dopo aver ucciso la Belva Assetata di Sangue nella città vecchia.
Il calice di Loran sarà invece strappato dalle fredde mani morte di Amygdala, nella Frontiera dell'Incubo; e la deforme Ebrietas, all'interno del terribile orfanotrofio, lascerà invece cadere il calice di Isz.
Per essere attivato, ognuno di questi calici richiede l'esecuzione di un rituale, in cui il giocatore deve spendere Echi del Sangue e “Reagenti”. Questi ultimi si recuperano inizialmente nel corso dell'avventura, e viene quasi naturale (visti i costi proibitivi degli altri calici), iniziale da quello di Phtumeru.
Collocato di fronte ad una delle tombe presenti nel sogno del cacciatore, il calice di Phtumeru ci darà accesso al primo dungeon. Non si tratta, ancora, di un labirinto procedurale: tutti i calici “regolari” generano infatti lo stesso dungeon per ogni giocatore, rappresentando a conti fatti un'estensione dell'esperienza di gioco costruita con attenzione da From Software.
Certo, il sapore di questa avventura “secondaria” è comunque diverso rispetto a quello classica: il level design è in buona sostanza “modulare”, e sulle prime sembra quasi di trovarsi di fronte ad un ammasso di stanze tutte uguali tra loro.
In effetti la varietà di ambientazioni ed atmosfere non è certo un punto di forza dei Chalice Dungeon, ma per fortuna scendendo di livello in livello si scopre che la complessità strutturale dei labirinti può raggiungere vette inaspettate.
Alcuni piani sono letteralmente zeppi di strade secondarie, stanze segrete in cui recuperare oggetti rari o forzieri da cui saltano fuori nuovi reagenti che ci serviranno per attivare i rituali successivi.
Anche l'esperienza dei calici segue infatti una sua progressione: battendo il boss finale di un calice, ci verrà consegnato quello di livello inferiore, che avrà costi di attivazione più alti e genererà un labirinto di difficoltà più alta.


E' chiaro che anche l'esperienza dei calici sia in qualche maniera legata al Lore del gioco, soprattutto per quel che riguarda il calice di Phtumeru: è l'unica tipologia che abbia cinque livelli di profondità e boss completamente inediti al termine di ogni labirinto. La discesa nei labirinti Phtumeriani culmina nello scontro con Yharnam, regina a cui la città maledetta che fa da sfondo al gioco è stata evidentemente dedicata, e personaggio che compare in uno dei momenti chiave dell'avventura. Sarà forse lo strazio del suo figlio mai nato, soffocato nel sangue dell'utero materno, ad aver maledetto per sempre il popolo delle bestie?
Rimandando ad altri articoli le questioni di Lore, in questa sede suggeriamo semplicemente di giocare almeno tutti i calici di Phtumeru, che si intrecciano in maniera interessante con la mitologia di Bloodborne (e vi permettono di acchiappare un trofeo d'oro).
I labirinti non-procedurali sono solo l'inizio dell'esperienza con i calici. Superando il secondo livello di ogni dungeon, infatti, ci verrà consegnato il corrispettivo “calice delle origini”: eseguire il suo rituale ci permetterà di costruire un dungeon interamente casuale e unico.
E' importante sottolineare che la difficoltà dei calici non aumenta quando si passa al New Game +. I labirinti più facili, già prima di aver raggiunto il livello 100, non costituiranno certo una sfida interessante, ed anche le ricompense che in essi potremo trovare stimoleranno al massimo uno sbadiglio. Invece i dungeon di profondità 4 o 5 risulteranno sempre cattivelli, ed il numero di Echi del Sangue raccolti anche solo girellando permetterà agilmente di farci salire di qualche livello.
Poco a poco cominceremo ad abituarci alla struttura aggrovigliata dei dungeon e impareremo ad orientarci, magari dando un'occhiata alle fiamme delle candele, che si tingeranno di blu nelle stanze già visitate.

Sarà quindi arrivato il momento di usare i modificatori per rendere ancora più pepata l'esperienza di gioco. Al momento di creare un dungeon procedurale, ci sarà chiesto se vogliamo aggiungere dei reagenti per fare un'offerta putrida o un'offerta fetida.

L'offerta Fetida aumenta i danni inflitti dai nemici, mentre l'offerta Putrida moltiplica il loro numero e incrementa la presenza di trappole (una vera e propria costante nei piani inferiori dei dungeon più difficili). I calici possono anche essere maledetti: questo significa che la barra della vita dei giocatori che li affronteranno sarà ridotta della metà. Non vi consigliamo di provare se non siete molto sicuri di voi stessi.

Aumentare la difficoltà dei calici con le offerte non è una mera questione di masochismo: anche il drop rate delle gemme sarà migliore, e sarà più facile trovare versione alternative delle armi base (che differiscono da esse solo per la forma dei castoni in cui infilare le gemme).

Per chi vuole lavorare di fino alle statistiche del proprio personaggio, il recupero delle gemme nei labirinti sarà un aspetto fondamentale: ricordiamo ad esempio che le gemme maledette (trovate nei calici con la vita dimezzata) sono fra le più potenti del gioco, e possono far salire in maniera esponenziale i danni degli affondi o dei fendenti.

Una volta raggiunto l'ultimo livello di profondità di ogni calice sarà possibile inoltre recuperarne la versione “Sinistra”: la differenza rispetto a quella classica sarà che dentro i labirinti generati da questo calice potremo essere invasi da giocatori ostili. Vi sentite pronti per il PvP?

L'ultima questione da chiarire riguarda il Calice del Rituale Breve, che otterrete sconfiggendo l'ultimo boss della serie di calici delle Catacombe (il primo dei quali si trova -sempre e comunque- in una bara dorata al secondo livello del Labirinto Phtumeriano Centrale).

Questo calice, utilizzabile solo in una delle 7 tombe del sogno del cacciatore, rappresenta il modo migliore per avviare una partita cooperativa. Utilizzandolo in combinazione con la password che vi mette in connessione con un amico (la dovete inserire nel menù "Sistema"), infatti, è molto facile raggiungere un vostro compagno in qualsiasi labirinto (ed in qualsiasi livello) esso si trovi. Se vi sentite cattivelli, potrete anche invaderlo come giocatore aggressivo.

 

Spero vi sia piaciuta seguite il Canale Gameplay1973 su Youtube

PUBBLICATE 22 VIDEO GUIDE DI BLOODBORNE SCONFITTI "BOSS GEHRMAN + BOSS SEGRETO"



CIAO RAGAZZI 

 

 

 

FINITO GIOCO, MI SCUSO PER I LABIRINTI MA LI PUBBLICHERÒ PIÙ AVANTI APPENA AVRÒ TROVATO TUTTI I CALICI FARÒ UN VIDEO DEDICATO CHE ALLEGHERÒ IN QUESTA VIDEO GUIDA AL NUMERO 23. DOVETE DARMI UN PO DI TEMPO PER FARLI OK. ALLA PROSSIMA VIDEO GUIDA :-)   

venerdì 25 settembre 2015

News: Domani e sabato, quindi il 25 e 26 Settembre, avrà luogo la prima TwitchCon della storia.



Fonte Gamesurf






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Domani e sabato, quindi il 25 e 26 Settembre, avrà luogo la prima TwitchCon della storia. Vista la natura di tale conferenza il fatto che si svolga al Moscone Center di San Francisco ha un'importanza relativa. Quello che conta è la natura di questa conference e alcune delle cose che ha da offrire.

Come avrete intuito dal nome si tratta di un evento tutto dedicato al celebre portale per lo streaming. Di conseguenza gli ospiti più illustri saranno i giocatori stessi, o almeno quelli che hanno guadagnato un certo seguito facendo lo streaming delle loro partite. Saranno loro i protagonisti dei vari appuntamenti o, in alcuni casi, a presentare nomi illustri dell'industria come fossero dei Letterman in streaming.

Non aspettatevi grandi annunci, per quelli ci sono E3, Gamescom e Gamesweek, e nemmeno un particolare occhio di riguardo per i titoli in arrivo (come può accadere in altre conference minori come PennyArcadeExpo o Comicon), tutta l'attenzione sarà rivolta ai giochi già usciti, che spopolano fra il pubblico di Twitch. Probabilmente qualche piccolo annuncio arriverà lo stesso, come si intuisce anche dalla scaletta visibile sulla pagina ufficiale dell'evento. TellTale, ad esempio, mostrerà la Story Mode di Minecraft e Blizzard alcune novità tratte da Starcraft 2: Legacy of the Void.

Se la cosa vi intriga sappiate che potete tenere sotto controllo lo svolgersi di tutto l'evento anche grazie ad un'app apposita rilasciata per dispositivi iOS e Android. La trovate qui.

SCOMMETTO CHE NON RIESCI A FARE IL MIO TRUCCO, PROVA TI SFIDO (VIDEO)



OK RAGAZZI 

 

 

VI SFIDO SE RIUSCITE A FARE IL MIO TRUCCO, E SE RIUSCITE A SPIEGARLO COME FACCIO :-)  

 

 

VIDEO DI FALLOUT 4: COME GESTIRE IL PERSONAGGIO DOPO LA CREAZIONE



Fonte Gamesurf

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News: Bethesda ha postato sul proprio blog un nuovo video, immagini e informazioni sulla gestione del personaggi in Fallout 4. Vi riportiamo l'articolo in calce. Fallout 4 sarà sugli scaffali il 10 Novembre.

 

 

 

 

 Il cuore di Fallout è il sistema di gestione del personaggio. I nostri giochi permettono di creare il personaggio ideale e ricompensano lo stile di gioco preferito. Vogliamo inoltre che le scelte compiute abbiano un certo peso e, allo stesso tempo, siano divertenti. Sperimentate e confrontate le vostre scelte con quelle di altri giocatori che hanno creato personaggi diversi.

La serie Fallout migliora l'intera gestione grazie all'uso dei sette attributi S.P.E.C.I.A.L. e dei relativi talenti. L'obiettivo è quello di fornirvi un'ampia gamma di possibilità e di farvi costruire il personaggio in modo organico nel corso della partita.

 

 

 



La prima scelta che farete all'inizio del gioco sarà assegnare il valore di partenza (da 1 a 10) ai 7 attributi S.P.E.C.I.A.L.: Forza, Percezione, Costituzione, Carisma, Intelligenza, Agilità e Fortuna. Ogni settimana pubblicheremo video che illustreranno la funzione di questi attributi in gioco (per gentile concessione della Vault-Tec, ovviamente).

In fase di selezione degli S.P.E.C.I.A.L. è possibile assegnare un totale di 28 punti. Inizialmente è difficile portare certi attributi al massimo, ma potete assegnare un 10 ad alcuni e ignorarne temporaneamente altri. Anche se sceglierete i vostri S.P.E.C.I.A.L. prima della caduta delle bombe, potrete modificarli una volta usciti dal Vault dopo aver giocato per un po'.

L'aumento di livello è basato sui punti esperienza (PE) e non sullo sviluppo delle abilità come in Skyrim. La velocità di aumento del livello è molto simile a quella di Skyrim e più veloce di quella di Fallout 3. Questo significa che, soprattutto all'inizio, avrete più possibilità di salire di livello e selezionare un talento. Inoltre, a differenza di Fallout 3, in cui il livello massimo era inizialmente 20, Fallout 4 non ha un limite. Abbiamo bilanciato il gioco in modo che resti avvincente anche per i giocatori di livello elevato.

Quando si sale di livello, è possibile selezionare un talento.
Come vedete, ogni S.P.E.C.I.A.L. ha un talento per ogni grado dello S.P.E.C.I.A.L., da 1 a 10. possibile selezionare un talento in base al grado del vostro S.P.E.C.I.A.L. Se avete 10 di Carisma, potete scegliere il talento Intimidazione, che permette di piegare i nemici umani al vostro volere.

Il nostro obiettivo è stato quello di bilanciare i vari talenti tra loro, indipendentemente dal grado. I talenti più particolari richiedono un valore S.P.E.C.I.A.L. più elevato. Per esempio, il talento di grado 1 dell'attributo Agilità è Pistolero (+20% Danni con le pistole) e il talento di grado 10 è Boom-Fu (il secondo bersaglio nello S.P.A.V. subisce +25% Danni indipendentemente dall'arma usata).

Ognuno di questi talenti si ramifica ulteriormente, con gradi multipli che permettono di fare nuove cose. Il talento Boom-Fu permette di infliggere più danni quando si seleziona un maggior numero di bersagli, aumentando fino a ottenere colpi critici istantanei. Pistolero migliora l'uso delle pistole, aggiunge una probabilità di disarmare i nemici e permette di infliggere colpi che causano menomazioni.

Per approfittare di questi gradi aggiuntivi, il personaggio deve essere di alto livello. Questo vi consente di scegliere gradi molto potenti che svilupperanno al meglio sia un certo attributo S.P.E.C.I.A.L. sia il talento individuale. Da parte nostra, abbiamo potuto riprendere alcuni talenti interessanti dei giochi precedenti e integrarli nel nuovo sistema. Per esempio, il talento Palmo paralizzante di Fallout 3 (paralizza i nemici con colpi in mischia) è diventato il grado 5 del talento Pugno di ferro. Per ottenerlo è necessario aver scelto i 4 gradi precedenti ed essere di livello 46. Abbiamo anche migliorato i vecchi talenti affinché permettessero di fare nuove cose ai gradi più elevati. Schiena forte non solo aumenta il peso trasportabile, ma ad alti livelli consente di viaggiare rapidamente quando si trasporta troppo peso o perfino correre al costo di Punti Azione.

Con 10 talenti per ogni attributo S.P.E.C.I.A.L. abbiamo un totale di 70 talenti di base. I vari gradi dei talenti portano a più di 270 questo numero, che include anche un grado di addestramento di alto livello per ogni S.P.E.C.I.A.L. In questo modo potete "saltare" l'assegnazione di un talento e aumentare un attributo S.P.E.C.I.A.L. di 1. Questo fornisce i benefici del nuovo valore dello S.P.E.C.I.A.L. e dà accesso a talenti migliori per il futuro.

All'inizio può sembrare complicato e, salendo inizialmente di livello, la mappa può risultare dispersiva a causa delle sue numerose opzioni. Tuttavia, è un sistema incredibilmente elegante e ci ha permesso di ricompensare sia chi desidera investire fin da subito in un certo stile di gioco sia chi preferisce costruire il personaggio nel corso dell'avventura.

Se siete fan storici di Fallout,
noterete che il sistema di abilità dei giochi precedenti è stato integrato in quello nuovo. Il vecchio sistema era a tratti confusionario e tendeva a sfoltire eccessivamente il ventaglio di scelte. Alcuni si sono chiesti: "Cos'è meglio? Lo S.P.E.C.I.A.L. Carisma o l'abilità Eloquenza? Perché i fucili d'assalto sono tra le armi leggere?" Inoltre, molti talenti aumentavano semplicemente le relative abilità. Il talento Fanatico di armi di Fallout 3 aumentava due abilità. In Fallout 4, i gradi di Fanatico di armi permettono di modificare e creare le armi. Furtivo era un'abilità in Fallout 3, e si poteva semplicemente aumentare di valore. In Fallout 4, Furtivo diventa il talento che non solo permette di muoversi senza farsi notare, ma accoglie tra i suoi gradi talenti precedenti come Corsa silenziosa e Passo leggero. L'unione dei due sistemi pone l'accento sugli attributi S.P.E.C.I.A.L. e rende più gratificanti le scelte quando si sale di livello.

A completare il tutto, si possono ottenere talenti dalle varie riviste che si trovano in gioco (ce ne sono più di 100). Alcune forniscono un talento individuale, mentre altre aumentano il grado del talento associato a quella rivista. Per esempio, i dieci fumetti di Grognak il Barbaro aumentano di altrettanti gradi il talento Barbaro, che potenzia il danno critico degli attacchi corpo a corpo.

LE ANTEPRIME DE ICINEMANIACI: THE GREEN INFERNO

The Green Inferno
di Eli Roth
con Lorenza Izzo, Ariel Levy, Aaron Burns, Kirby Bliss Blanton
Usa, 2015
genere, horror
durata, 103' 




Chissà se Eli Roth, prima di dedicarsi a “The Green Inferno”, avrà avuto tempo e la voglia di ripassare i fondamentali del suo cinema. Se così fosse successo, ci sarebbero stati almeno due titoli utili a stimolarne la verve creativa: il primo  sarebbe stato piuttosto scontato, essendo “Cannibal Holocaust” di Ruggero Deodato, un punto di riferimento per quelli come Roth, che decidono di diriger un horror incentrato sul tema del cannibalismo. L’altro, crediamo,  lo avrebbe spiazzato, trattandosi di uno dei film più sottovalutati e meno conosciuti di Marco Ferreri. “Come sono buoni i bianchi”, diretto da regista nel lontano 98, raccontava infatti di un gruppo di volontari che, dopo essere giunto in Africa per motivi umanitari, finiva tra le fauci degli indigeni che aveva cercato di sfamare. Un contrappasso più o meno simile accade in “The Green Inferno”, quando gli attivisti di un movimento studentesco si ritrovano in ostaggio della tribù che avevano cercato di proteggere dall’avidità delle multinazionali, intenzionate a sterminarli per  acquisire le loro terre. Anche in questo caso c’è di mezzo l’antropofagia, e anche Roth, come Deodato, ce la mette proprio tutta per rendere il supplizio dei corpi nella maniera più truculenta che sia possibile. Tra urla strazianti e squartamenti a tutto schermo, “The Green Inferno” però si mantiene alla larga da qualsiasi tipo di verosimiglianza e non pensa neanche per un attimo di imitare “Cannibal Holocaust” che del genere mokumentary fu uno dei precursori. Troppo diverso è il suo tipo di cinema, fandato sin dal principio sull’alleanza con il pubblico di riferimento, coccolato sino allo stremo pur di soddisfare la voglia di gran guignol, che il film, a parte il breve scampolo girato a New York, necessario a creare il presupposto “politico” che porterà i ragazzi in Amazonia, non si fa di certo mancare.

Quello che ne viene fuori è un divertimento preordinato e scandito da una via crucis tanto prevedibile quanto necessaria ad assicurarsi il favore dei seguaci. Più che la paura, fiaccata dagli eccessi di parossismo, è il disgusto a farla da padrone, continuamente stimolato dalla visione del martirio a cui i giovani vanno incontro. Il giudizio sul film è inevitabilmente di parte, e nella conta tra favorevoli e contrari a determinare il gradimento è il fatto di riconoscersi o meno, nell’estetica formulata dal regista. Il quale, forse per attenuare l’eversione del suo messaggio, forse per cercare di rendersi più simpatico, si inventa un finale che sembra volersi prendere beffa di tutto e di tutti. Da questo punto di vista la lezione di Ferreri sarebbe tornata veramente utile.

Vi Spiego : Come giocare nei panni di Bigfoot a GTA 5




Fonte Games.it

 

 

 

 

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Ecco come sbloccare questo Easter Egg nel gioco Rockstar

 

GTA 5 continua a stupire grazie alla sua mole di contenuti. Alcuni utenti Reddit hanno trovato il modo infatti di giocare il titolo Rockstar nei panni di Bigfoot. Il tutto nasce dal recente aggiornamento di GTA 5, che ha aggiunto il seguente trofeo: Criptozoologista. Per conquistarlo, gli utenti dovranno sbloccare tutti gli animali utilizzabili nella Director Mode.

 

Un utente Reddit in particolar modo ha scoperto l'ubicazione delle piante allucinogene di Peyote che consentiranno di vestire i panni di un animale. Per sbloccare Bigfoot sarà necessario però rispetto alcune condizioni indispensabili e che vi riportiamo poco sotto.

Nella versione PC deve essere martedì tra le 5:30 e le 8:30 con il meteo settato su nebbioso mentre per PlayStation 4 e Xbox One deve esserci la neve infine occorre raggiungere le seguenti coordinate: 1472.531, 4439.456, 18.862.

Oltre a questo sarà indispensabile aver completato il gioco, scovato ogni posizione del peyote e completato la missione “The Last One” senza uccidere il Bigfoot.