martedì 30 giugno 2015

HOME VIDEO: DUEL di STEVEN SPIELBERG

Duel
di Steven Spielberg
con Dennis Weaver,
Usa, 1971
genere, thriller, road movie
durata, 90'


Ci sono film che non hanno bisogno di presentazione perché i loro titoli, da soli, sono evocativi di un immaginario che non si ferma a quello degli autori che li hanno realizzati ma si spingono più in là, riuscendo a contenere umori e tendenze di un'intera epoca. Se poi si tratta di “Duel” il primo film di Steven Spielberg, quello che nel 1971 lo fece conoscere al pubblico mondiale e, che, in un primo momento, era destinato a fare mostra di se nei palinsesti televisivi nazionali, allora le caratteristiche di cui abbiamo detto trascolorano in una mitologia cinematografica che l’Universal fa sua nella smagliante nitidezza delle immagini blu ray di un'edizione home video, in grado di restituire come meglio non si potrebbe la dimensione epica di questo film.  Che, nonostante il tempo trascorso dalla sua prima uscita, riesce a mantenere inalterata le proprie capacità di coinvolgimento, catapultando lo spettatore all'interno di un road movie anomalo, che richiama paesaggi e archetipi del cinema western - pensiamo a Howard Hawke eJohn Ford, citati da Spielberg nell'inserto di commento che costituisce uno degli extra allegati al film-  e utilizza la lezione di Alfred Hitchcock, sia quando si tratta di derivare la suspence dalla decisione di fare a meno dei normali punti di riferimento (per esempio la faccia del camionista assassino, celata allo spettatore) sia quando si tratta di far scaturire la paura partendo da situazioni di assoluta normalita, e da circostanze -come quella del diverbio stradale tra il commesso viaggiatore, interpretato dalla star televisiva Dennis Weaver, e il conduttore dell'autocisterna che non lo lascia passare - che sembrano interlocutorie,  e che invece, nelle mani del regista, diventano la premessa di un viaggio negli abissi della follia umana. 



Se oggi le grandezza di Spielberg è un fatto che nessuno si sognerebbe di mettere in discussione, talmente tante sono state le prove della sua maestria, a maggior ragione vale la pena di tornare agli inizi della sua carriera e di dare un'occhiata al germe di quel talento, riscontrandolo nel connubbio tra un senso dello spettacolo fuori dalla norma, e che di li a poco sarebbe servito alla messa a punto di nuove forme cinematografiche (il blockbuster nasce infatti con "Lo squalo", di cui "Duel" è un sorta di prova generale ) e le capacità di una tecnica individuale davvero sopraffina, come si evince dal largo uso di campi lunghi e di inquadrature anomale che in molti casi risentono dell'influenza degli autori della nouvelle vague;  

per non dire dell'assoluto controllo del set e della mdp, determinanti per un film come "Duel", girato completamente in esterni e in soli tredici giorni. 

Se in Europa la pellicola fu apprezzata soprattutto in chiave metaforica, per i rimandi della storia al clima claustrofobico e malato prodotto dalla guerra del Vietnam e dell'assassinio dei fratelli Kennedy, "Duel" è innanzitutto un film a orologeria, mosso dalla volontà di catalizzare l'attenzione dello spettatore in un saliscendi di emozione e di frenesia che lascia senza fiato. Da vedere e rivedere.

CONTAGIOUS - EPIDEMIA MORTALE

Contagious- epidemia mortale
di Heny Hobson.
con Arnold Schwarzenegger, Abigail Breslin, JRichardso
Usa, 2015
genere, horror, drammatico
durata, 95'


Facendo ancora orecchie da mercante (mai l'abitudine) al mistero - glorioso ? Ignominioso ? - inerente la resa in Italiano delle opere provenienti dal vasto mondo (nel caso, l'originale "Maggie" diventa "Contagious", ed e' forse igienico piantarla subito qui), "Contagious - epidemia mortale", appunto, esordio alla regia di Hobson dopo l'apprendistato in pubblicità, posticipato più volte per traversie produttive, ci introduce, secondo itinerari immaginifici relativi ad un generico post-qualcosa che abbiamo imparato negli anni recenti a riconoscere come uno dei sentieri letterari privilegiati di quello spirito del tempo che, per comodità, potremmo chiamare sentimento-della-fine, nel cuore delle traversie di una famiglia qualunque dell'entroterra americano, una volta rassegnatasi a dover fronteggiare quello che le autorità hanno battezzato col nome di necrovirus, agente misterioso il quale, in un intervallo variabile a seconda delle peculiarità metaboliche del singolo, trasforma il suddetto in una specie di non-morto. Proprio il gruppo dei Vogel, protagonista della vicenda - padre, Wade/Schwarzenegger; madre, Caroline/Richardson e tre figli - affronterà l'incubo allorquando la primogenita Margaret/Maggie (A.Breslin, già bimba in "Signs" e ragazzina petulante in "Little Miss Sunshine") mostrerà chiari i segni della patologia.

 
Nella paradossale claustrofobia di un'America ritratta attraverso istantanee infette di desolazione hopperiana - cieli sbiaditi e inerti, campi silenziosi perlopiù riarsi, macerie industriali e urbane, fumi sparsi d'incendi in lontananza - da subito l'attesa per l'inevitabile progressione del morbo, oltre a prolungare lo strazio interiore, certifica una conclamata irredimibilita' nella forma di un pegno riparatore che il mondo (inteso come ordo rerum violato) intende riscuotere, alludendo, altresì, in filigrana, al sostanziale fallimento dei rapporti in ragione della loro falsità; al lasciare che questi raggiungano, nel perpetuarsi della cosiddetta normalità, una putrescente stagnazione, nei confronti della quale "la metamorfosi" finisce per apparire quasi come una variante logica, se non, addirittura, una via d'uscita.

Dramma familiare prima ancora che declinazione spossata con richiami metafisici di un genere, "Contagious", come sovente accade per quei lavori che cercano un proprio equilibrio nella oscillazione delle atmosfere all'interno di un paesaggio emotivo costante, assiste all'inesausto rimescolarsi di pregi e manchevolezze, senza che nessuno di questi prevalga. Se da un lato, infatti, risulta interessante (benché affatto inedita) la contemplazione mesta quanto stranita di un disfacimento in atto la cui origine pare allignare più nelle persone che nelle cose - per cui le cause scatenanti esterne possono benissimo essere eventi accessori di una epifania oramai non derogabile in via ulteriore - e che, cinematograficamente parlando, si nutre di una qual cura nella ricerca del dettaglio, della sfinita monotonia dei primi piani, dei livori quasi macabri di taluni particolari banali insidiati da una sgranatura, da una falsa messa a fuoco o dall'insistenza di un'angolazione irrituale; dall'altro e' pur vero che molto si sacrifica del portato simbolico e metaforico di una inquadratura, di una sequenza al momento di piegarsi/adeguarsi alla convenzionalità di certe sospensioni narrative - negl'intenti, magari, evocative: non di rado in odore di cui de sac - Stesso dicasi per, alla lunga, la compiaciuta tenacia con cui si aderisce al proprio rigore formale curato, per ciò che attiene alle luci, ai colori, da Lukas Ettlin ("The Lincoln lawyer", "World invasion", et.), o per l'irruzione qua e la' - come dovuta - dell'elemento orrorifico fino ad un attimo prima scientemente calibrato o finanche rimosso.

 
Sorprende, d'altro canto, ed entro limiti talmente ovvi da tralasciare il ribadirli, la non così scontata compostezza palesata dal vecchio Schwarzenegger, ondivago relapso della celluloide muscolare, nei panni di un padre stanco, avaro di parole, costretto a difendere moglie e prole (soprattutto Maggie) contro ogni evidenza, facendo moderato e mortificato uso di quella brutalità che altrove gli abbiamo visto distribuire persino con accenti sarcastici e/o caricaturali. Qui - restando dalle parti di un simulacro fantastico costruito pezzo per pezzo sul corpo e su una mimica impostata ad un'essenzialità tanto scarna nelle variazioni quanto d'immediato impatto (al punto da confidare alla figlia segnata, in un frangente riflessivo che e' al tempo cortocircuito impossibile dire quanto volontariamente autoironico: "Ancora mi chiedo cosa tua madre abbia trovato in me") - non e' azzardato scorgere, per dire, le fattezze del suo celebre cyborg (tra l'altro, in imminente ricaduta tra noi) stavolta debitamente abilitato al possesso di una coscienza inquieta da sottoporre al vaglio del contraddittorio agire umano e delle conseguenze da esso innescato.

Inscrivibile in un contesto a spanne piuttosto nutrito - il clima generale del film di Hobson riporta, bene o male e con le dovute precauzioni e sfumature, sia al solco scavato con lucido pessimismo da Romero, sia a quello critico-apocalittico di Carpenter - che via via ha generato prove diverse per originalità e spessore (pensiamo, per restare al passato recente e limitandoci ad una elencazione meramente cronologica, a "28 days later..."; "I am legend"; "The road"; "The book of Eli"; "Take shelter"; "World War Z"; et.), "Contagious" mutua dalle intuizioni seminali dei primi e dalle mutazioni sperimentate dai secondi il perimetro del proprio campo di applicazione, riservandosi i modi espressivi scabri e assorti di un Cinema più intimista e travagliato. Il connubio non sempre armonico di tali approcci ed esiti, pero', lo slancio partecipe sebbene non del tutto coerente, ne fanno un tentativo più curioso che riuscito.

TFK

FINITO DARK SOULS 2 PATTO DEI CAMPIONI PUBBLICATI 40 VIDEO GUIDE

CIAO A TUTTI RAGAZZI 




FINITO DARK SOULS: STAVO PENSANDO DI SCRIVERE IN LUNGO POST SU QUESTA VIDEO GUIDA MA PREFERISCO CHE GUARDIATE E ASCOLTIATE  LA MIA SPIEGAZIONE. IL VIDEO NUMERO 4O VERRÀ PUBBLICATO TRA UN'ORA. NEL MENTRE GUSTATEVI LO SCONTRO CONTRO I DUE CUSTODI DEL TRONO IN MODALITÀ PATTO DEI CAMPIONI 

 



lunedì 29 giugno 2015

News: Fallout 4 non avrà il multiplayer: ecco il perché



(FONTE)

 


La creazione di un titolo complesso come Fallout 4 offre, ovviamente, fasi e punti per la convivenza di due stili di gioco: il single-player ed il multiplayer. Fallout 4, però, non avrà il multiplayer ed a spiegare il perché è lo stesso Todd Howard - già presente sul palco dell'E3 2015 durante la presentazione ufficiale del gioco - durante una recente intervista.

Howard ha spiegato che ad ogni inizio di sviluppo, tentano anche di abbozzare una modalità multi giocatore in modo da capire come potrebbe essere. Il fatto, però, è che alla fine questo diventa solo una distrazione per portare a termine il già duro e complicato lavoro che richiede un titolo come questo - e non solo visto che Bethesda da sempre è famosa per la specializzazione nel gioco in singolo.

fallout-4-non-multiplayer

Ecco, dunque, svelato il motivo per cui anche in Fallout 4, seppur possibile, non ci sarà una modalità di gioco online ma solamente in locale. Fallout 4 - del quale qui potete leggere la nostra anteprima - arriverà nei negozi a Novembre per le console di nuova generazione e per sistemi Windows PC.

PUBBLICATE 38 VIDEO GUIDE DI DARK SOULS 2 SCHOLAR OF THE FIST SIN " PATTO DEI CAMPIONI "

CIAO RAGAZZI 

 

 

MANCA POCO ORA DEVO AFFRONTARE LE DUE TIGRI NERE, POI ANDRÒ AD AFFRONTARE IL RE D'AVORIO LI SARÀ UN COMBATTIMENTO EPICO NON PERDETEVELO, ISCRIVETEVI AL MIO NUOVO CANALE RAGAZZI, FATE PASSA PAROLA GRAZIE A TUTTI :-) 

domenica 28 giugno 2015

GOING CLEAR: SCIENTOLOGY E LA PRIGIONE DELLA FEDE

Going Clear: Scientology e la prigione della fede
di Alex Gibney
con Paul Haggis, Mike Binder, Marthy Rathbum
Usa, 2015
genere, documentario
durata, 120'


Quando, nel maggio del 2013 presentò al festival di Cannes il suo "Armstrong Lie", Alex Gibney era già un documentarista di fama mondiale, grazie a un paio di lungometraggi come "Taxi to the Dark Side" e "Enron: The Smartest Guy in the Room" che avevano avuto l'ardire di interrogarsi su alcune delle questioni più scabrose del nostro tempo. Pur occupandosi di fatti accaduti in ambito sportivo, la storia del campione di ciclismo più acclamato dei nostri tempi, incastrato dalla giustizia federale e costretto a confessare di aver vinto sette Tour de France grazie all'utilizzo di sostanze dopanti, era qualcosa che andava oltre il semplice ritratto di una star caduta in disgrazia; "Armstrong Lie" svelava infatti la menzogna di un uomo che era stata la speranza per milioni di persone che, sulla scia del suo esempio - ricordiamo che il ciclista all'inizio della sua carriera era stato colpito da un cancro dal quale era poi guarito - avevano creduto nella possibilità di sconfiggere dolore e malattia.

Seppur occupandosi di tutt'altro argomento, "Going Clear: Scientology e la prigione della fede" dimostra l'intenzione di Gibney di proseguire nella direzione tracciata dal penultimo lavoro, scegliendo di raccontare le vicende di un'altro falso profeta, accusato, secondo le testimonianze raccolte da Gibney, di aver carpito la buona fede di una sterminata moltitudine di credenti. In questo caso, trattandosi di Ron Hubbard, il fondatore di Scientology, saremo di fronte (è bene usare il condizionale perchè allo stato dei fatti nessun reato è stato imputato ai presunti colpevoli) ad un caso ben più grave, perchè la scopo del film è quello di dimostrare non solo l'infondatezza dei dogmi professati da Hubbard ma soprattutto le nefandezze commesse dal successore David Miscavige, l'uomo della svolta, se è vero che sotto la sua guida, Scientology è diventata al tempo stesso una religione ufficiale e un potentato economico, distribuito in varie parti del globo, seppur con  un numero di affiliati in leggera decrescitai. Più che sulla biografia di Ron Hubbard, restituito attraverso una sintesi che prende in considerazione i passaggi più controversi della sua ascesa, quelli in cui le contraddizioni tra pensiero e azione diventano maggiormente evidenti - e qui non si può non citare l'ipotesi che la cosmogonia su cui si basa il credo di Hubbard non sarebbe altro che la riformulazione dei racconti di fantascienza da lui scritti negli anni 30 -, "Going Clear" concentra la sua attenzione sulle pratiche di coercizione e di violenza psicologica imposte agli adepti della chiesa, obbligati a versare ingenti cifre di denaro per raggiungere gli stadi più avanzati di consapevolezza (l'espressione Going Clear fa riferimento al processo di purificazione spirituale operato sui fedeli) e tenuti in riga dalla minaccia di rivelare al mondo i dettagli più scabrosi delle loro vite private, registrati durante le sedute terapeutiche e conservati per il momento opportuno.


Dal regista Paul Haggis, fuoriuscito da Scientology dopo più di trent'anni di frequentazione ai vari vari Marty Rathbum e Mike Binder, membri eminenti della congrega fino al giorno in cui hanno deciso di abbandonarla, a farla da padrone sono da una parte le testimonianze delle persone a conoscenza dei fatti; dall'altra, l'assoluta assenza di un contraddittorio che, seppur giustificato dal rifiuto di intervenire da parte degli esponenti di Scientology, risulta tanto più determinante nell'economia di un'opera come "Going Clear" che, per il fatto di essere un film a "tesi" avrebbe bisogno di una dialettica che invece è completamente assente. Specializzato nel documentario d'inchiesta, Gibney conferma un senso dello spettacolo capace di trasformare il resoconto del film in una sorta di investigazione privata, il cui rigore è spesso contaminato da artifici che appartengono al puro intrattenimento: presenti, sia nell'uso di inserti recitati ad hoc, che, alla maniera di un episodio della serie di "X- Files", ( visto il tema in questione, il riferimento non è poi così azzardato) traducono in immagini il racconto dei protagonisti; sia, nell'effetto deformante operato su alcuni dei personaggi più noti tirati in ballo dal film e in particolare di Tom Cruise che, privato del suo cotè cinematografico, e restituito attraverso inserti d'archivio che lo ritraggono nel ruolo di gran cerimoniere nei raduni organizzati da Scientology, appare stranamente sinistro e lontano dalla sua immagine hollywoodiana.
 
E qui torniamo al punto di partenza e al paragone con "Armstrong Lie": perché se è vero che "Going Clear" è altrettanto dirompente nell'esposizione delle mistificazioni connesse con l'operato di Scientology, è pur vero che rispetto al lavoro precedente il nuovo film di Gibney si "limita" a mettere in scena una verità - reale o presunta che sia - già acclarata e conosciuta, per il fatto di essere tratta dall'omonimo libro di Lawrence Wright, giornalista e scrittore premio Pulitzer che ha iniziato a interessarsi a Scientology con un articolo apparso sul New Yorker. Più che a un  working progress (com'era stato il film su Armstrong) o un' inchiesta sul campo, "Going Clear" ci mette di fronte alla messinscena di una sceneggiatura già pronta e alla necessità di presentare sotto altra forma le parole di un libro già letto. Insomma, più cinema che documentario, o se vogliamo, un documentario, costruito con la metodologia dei film di finzione. Ed è forse questa la ragione di un'operazione che colpisce fino a un certo punto, e di un titolo, che in qualche modo non riesce ad aggiungere molto a ciò che conoscevamo.
(pubblicato su ondacinema.it)

sabato 27 giugno 2015

NESSUNO SIAMO PERFETTI

Nessuno siamo perfetti
di Giancarlo Soldi
con Tiziano Sclavi, Dario Argento, Mauro Marcheselli, Thony
Italia, 2014
genere, documentario
durata,  71'


Dopo essere stato presentato alla 32 edizione del Torino Film Festival, anche gli schermi della cineteca di Milano si sono accesi con Nessuno Siamo Perfetti, documentario che Giancarlo Soldi ha dedicato alla figura, artistica e umana, di Tiziano Sclavi, sceneggiatore del suo precedente Nero(1992), nonché padre e ideatore del celebre fumetto che ha riempito l’immaginario di molti italiani, Dylan Dog.
Nessuno siamo perfettiadotta un linguaggio e una struttura narrativa perfettamente conformi all’immagine che del suo protagonista possiamo trarre dalle abbondanti interviste che egli rilasciò al regista. Come la fotografia del sempre eccellente Bigazzi alterna momenti di pura visionarietà in cui galeoni e balene si librano leggere fra i grattacieli milanesi, così, i viaggi interiori di Sclavi cadono spesso nell’onirico e nel fantastico, in un turbinio incessante di fantasia e immaginazione. Il pudore dell’autore di Dylan Dog, schivo e misterioso, viene reso con delicatezza e rispetto dalle domande delicate che Soldi gli pose per ben dodici anni, in una sorta di lungo diario intimo. Quasi si stesso confrontando con un confidente, Sclavi affronta vari momenti importanti della sua vita, dal rapporto tormentato con la madre – che pare fosse solita bruciargli i fumetti che egli da ragazzo collezionava -, ai problemi di alcolismo, dall’esordio nel mondo del fumetto fino al successo e al riconoscimento della maturità.

L’opera fornisce un ritratto complesso e variegato dell’autore anche grazie alle preziose parole che molti ammiratori o conoscenti spesero su di lui: da Dario Argento a Bianca Pitzorno, da Grazia Nidasio a Sergio Castellitto, solo per citarne alcuni. 


La narrazione segue con delicatezza le inquietudini e le ossessioni di quel ragazzino smilzo che, dalla piccola Pavia giunse pieno di angoscia nella grande inospitale Milano, in cerca di una tranquillità che nemmeno il successo fu in grado di regalargli. Attraverso una fotografia satura e colori innaturali, quasi disturbanti, Nessuno siamo perfetti insegue con eleganza quel flirtare con la morte che più volte è stato attribuito a Sclavi, quel rapporto di amore e odio con l’altro da sé che l’autore esorcizzò nella creazione di un alter-ego, Dylan Dog, forte di tutte quelle caratteristiche di cui egli invece mancava.


L’eterogeneità delle fonti e degli stili narrativi –interviste, animazioni di fumetti, immagini oniriche-, è impreziosita anche da qualche inserto – non sempre giustificato- di Nero, pellicola cui Sclavi e Soldi collaborarono, l’uno alla sceneggiatura, l’altro alla regia.

L’opera procede con discreto rigore alla scoperta dell’uomo Sclavi prima ancora che dell’artista, lasciando celati alcuni aspetti fondamentali della sua persona, come quella fede nuziale all’anulare destro su cui la telecamera si pone insistentemente. Nel complesso Nessuno siamo perfetti è un esempio ben riuscito di documentario all’italiana, perfettamente fruibile anche da un pubblico che non abbia dimestichezza con l’intricato mondo di Dylan Dog. 
Erica Belluzzi

venerdì 26 giugno 2015

News: I 5 videogiochi che non abbiamo visto all’E3 Leggi i Nomi

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(Fonte  tecnocino.it)

 

Diciamolo sinceramente: l’E3 2015 è stato spettacolare. Dal ritorno dei videogiochi vintage alle dimostrazioni di VR, il congresso di quest’anno è stato memorabile. Ma come ogni anno, c’è sempre qualcosa che avremmo voluto vedere e che non c’è stato. Non importa quanti videogiochi i produttori abbiano presentato, ne vogliamo sempre di più. Ecco i 5 videogiochi che non abbiamo visto all’E3.

The Legend of Zelda – Wii U

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Nintendo è stata piuttosto silenziosa quest’anno, ma un’anticipazione di The Legend of Zelda non sarebbe stata di troppo. Dopo il trailer di Star Fox Zero, molti fans di Nintendo ci pensavano, ma invece abbiamo avuto The Legend of Zelda: Triforce Heroes, un videogioco già esistente su Wii U che sbarca su 3DS.

Red Dead Redemption

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“Fin quando ci saranno pistole e soldi, non ci sarà libertà.” Questo e tanti altri aforismi di John Marston erano assenti all’E3 di quest’anno. Molti si sono appassionati a Red Dead Redemption di Rockstar nel 2010 e aspettavano il seguito. Sebbene non ci siano conferme, il sequel arriverà, ma non quest’anno.

Scalebound

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Un trailer di Scalebound per Xbox One era stato svelato lo scorso anno all’E3 di Microsoft nel 2014. Da allora? Niente. Dal trailer, tutti sono d’accordo nel dire che il videogioco sembra essere molto eccitante e speravamo di vederlo all’E3. Dovrebbe uscire nel corso di agosto anche se avremmo preferito vederlo prima!

 

Animal Crossing

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Animal Crossing è molto coinvolgente e speravamo che arrivasse anche su Wii U, finalmente. Ma non è stato così. Allora, a quando un vero videogioco Animal Crossing per Wii U? Speriamo presto.

Giochi per PS Vita

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Sony sta mollando la presa le sue consolle tascabili? Può darsi. Siamo sinceri: Sony ci ha stupiti con l’introduzione di giochi come The Last Guardian, Shenmue 3 e il remake di Final Fantasy, ma la PS Vita era assente dallo show. Il presidente di Sony, Shuhei Yoshida, ha spiegato che “ad essere onesti, non direi che porteremo grandi giochi per Vita.” In poche parole, Sony aveva troppa roba da presentare per preoccuparsi di Vita. Tuttavia il nuovo World of Final Fantasy dovrebbe arrivare su PS Vita.

News: Gli utenti PlayStation chiedono un PlayStation Network migliore Sul web è partita l'iniziativa #BetterPSN.

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 (Fonte Eurogamer.it)

 

 

Viste le recenti problematiche riscontrate con il PlayStation Network, molti utenti PlayStation hanno deciso di dare il via ad una campagna sul web per ottenere l'attenzione di Sony e qualche miglioramento del servizio.

Da NeoGAF a Twitter, la campagna #BetterPSN sta riscuotendo, di ora in ora, sempre più consensi e supporto.

Questa iniziativa mira ad ottenere dei migliorie riguardo ad esempio la lista download, la velocità di download, l'autenticazione con le carte di credito, le notifiche degli amici e il layout del PlayStation Store.

Tra le altre cose, gli utenti vorrebbero l'implementazione di un sistema di autenticazione in due fasi, la possibilità di stilare una lista desideri ed un maggiore spazio di archiviazione in cloud.

In attesa della risposta ufficiale da parte di Sony, anche voi potete dire la vostra nei commenti oppure su Twitter con l'hashtag #BetterPSN

 

 di Tommaso Stio

News: Mostrati 10 minuti di gameplay di XCOM 2




(Fonte Gamesurf)



Durante la fiera di Los Angeles 2K ha mostrato un corposo gameplay di 10 minuti del secondo titolo della serie XCOM, oggi ha deciso di pubblicarlo online.

 

 



Nel video avremo la possibilità di dare un'occhiata alle nuove features e ai nuovi nemici disponibili, come il "Viper". Qui sotto trovate il video di cui stiamo parlando.

 

News: il video della demo presentata all'E3 #Battleborn

 

 

2K è lieta di presentare un nuovo video di Battleborn tratto dalla demo presentata all’ E3 di Los Angeles:

Dai creatori di Borderlands ecco in arrivo un nuovo sparatutto in prima persona, “per tutti i duri lì fuori”!

Questa è l’esperienza di gioco di coloro che hanno giocato Battleborn durante l’E3. La demo del gameplay segue un team di 5 eroi sul pianeta Bliss, che, come infiltrati in una antica base dei Pacificatori, tentano di chiudere un portale che consentirebbe l’accesso di Varelsi al sistema Solus.

Questa demo è solo una parte di un capitolo molto più ampio di Battleborn che può essere giocata sia in modalità campagna co-op sino a 5 giocatori sia in modalità single player.

Ecco gli eroi che trovate in questa demo:

VULCANO - IXACANUL

Ixacanul
di Jayro Bustamante
con María Mercedes Croy, María Telón, Marvin Coroy, Justo Lorenzo
Francia, Guatemala, 2015
genere, drammatico
durata, 100'
Mai come in questo periodo le periferie del mondo sono state così vicine all'appassionato di cinema che in un sol colpo si è visto recapitare due cartoline dall'inferno firmate rispettivamente dal nostro Roberto Minervini, di cui abbiamo ampiamente parlato nella recensione dedicata al suo "Louisiana", e poi dal regista guatemalteco Jayro Bustamante, regista che esordisce alla regia con una film "Ixacanul - vulcano" che, alla pari di quello del collega italiano nasce dalla volontà di raccontare la realtà, spogliandola il più possible degli artifici di cui il cinema si serve quando la deve mostrare sullo schermo di una sala.


Nel caso di "Ixacanul" la sospensione di incredulità esiste comunque, perchè la storia, nel suo perfetto svolgimento e nell'assenza di tempi morti, presuppone appunto l'esistenza di un copione già scritto e di una direzione artistica che sa come utilizzare gli attori sociali chiamati a "interpretarlo". Ma è altrettanto vero che la vicenda di una famiglia di poveri contadini di origine Maya e di Maria, costretta a sposarsi per ragioni di denaro, è di quelle che si sottraggono agli standard drammaturgici comuni. In "Ixacanul" infatti il coinvolgimento nasce non tanto dalla nobiltà del tema che, partendo dalla denuncia delle condizioni di sfruttamento della classi indigenti arriva a dimostrare la collusione del Sistema nell'esercizio del misfatto; quanto piuttosto dall’assoluta adesione del regista al paesaggio, naturale e antropologico, in cui si svolge la vicenda. 


La semplicità che Bustamante impone alla materia cinematografica diventa quindi il modo per liberarla da ogni retorica e per favorire la percezione di un'afflizione trasmessa attraverso la somma dei singoli frammenti narrativi. In questo modo, mentre seguiamo le varie fasi del calvario esistenziale di Maria, che ad un certo punto rimane incinta dell’uomo “sbagliato” e deve affrontare le conseguenze di un parto destinato a sconvolgere ogni progetto,  “Ixacanul” ci informa sull’iniquità delle condizioni lavorative, sull’assenza di mutuo soccorso tra chi dovrebbe averne e sui problemi di alcolismo delle generazioni più giovani.

Senza dimenticare la presenza di uno sguardo sul sostrato di costumi e di credenze che, se da una parte costituiscono il motivo d’identità di un popolo altrimenti destinato a scomparire, dall’altra contribuiscono, con il loro carico di pregiudizi – sintetizzati nelle ragioni che spingono Maria a camminare  in un campo pieno di serpenti  –, alla mancanza d' emancipazione di quella parte della popolazione. Vincitore dell'Orso d'argento all’ultima edizione del festival di Berlino “Ixacanul” commuove e fa riflettere.

Video: Dark souls 2 Scholar of The First Sin 2 " IL PATTO DEI CAMPIONI " PT 35 Sconfitto Boss Sir Alonne

Ciao Ragazzi 

 

 

Rimangono solo pochi boss, per adesso mi dirigo al Terzo Dlc guarda video per capire la Mia strategia Futura Buona Visione a Tutti :-) 

News: Super Mario Maker avrà 100 livelli pre-installati

super-mario-maker-livelli-pre-installati


(Fonte Games.it)

 

 

Questi saranno già presenti sul disco di gioco

 

Stando a quanto riportato dal sito ufficiale UK di Super Mario Maker, ci sarà un totale di 100 livelli già installati sul disco di gioco. Questi saranno così giocabili senza dover necessariamente disporre di una connessione a internet.

 

 

 

 

Per il momento Nintendo non ha specificato che tipologie di livello saranno inclusi e a quali giochi saranno ispirati. Ricordiamo che Super Mario Maker sarà disponibile, in esclusiva per Wii U, a partire dal prossimo 11 settembre.

 

PUBBLICATE 34 VIDEO GUIDE: DARK SOULS 2 SCHOLAR OF THE FIRST SIN: PATTO DEI CAMPIONI VEDI BOSS SCONFITTI

 

Ciao ragazzi al video Numero 33 Potete vedere un Combattimento da Paura vedrete il  Maestro sconfiggere il Demone della Forgia BLU del Secondo DLC con il Patto dei Campioni Sfido chiunque a Saperlo fare me lo provi con un Video i video pubblicati sono 34 buona visione mancano pochi boss leggete giù la lista

 

BOSS SCONFITTI e Quelli da sconfiggere sono in colore in Rosso




L'ultimo Gigante     

Persecutore      

Cavaliere dei draghi     

Vecchio Ammazzadraghi      

Boss del Boschetto del Cacciatore.     

Demone della Cupidigia          

Mytha, la Regina Distruttiva     

Sentinella Flessibile          

Sentinelle della Rovina Yahim, Ricce ed Alessia          

Gargoyle del Campanile          

Peccatrice Perduta       

Avanguardia Reale dei Topi           

Autorità Reale dei Topi         

Magus Predatore e Congregazione      

Freja, l'amata del Duca         

Najka lo Scorpione          

Cavaliere dello Specchio         

Demone della Forgia     Boss della Fortezza di Ferro     

Vecchio Re di Ferro     

Velstadt, la Guardia Reale         

Demone del Canto     

Drago Guardiano     

Signore dei Giganti    

 

 

Primo  DLC Corona del Re Sommerso

Elana, Regina dello Squallore

Sinh, il Drago Dormiente

Cacciatori di tesori

Secondo DLC Corona del Vecchio Re di Ferro

Cavaliere di Nebbia

Sir Alonne             (Trovare strategia per Poterlo battere?)

Demone della Forgia Blu

Terzo DLC Corona del Re d'Avorio


Aava, Famiglio del Re

Lud & Zallen, Famigli del Re

Re d'Avorio bruciato

 

Boss da sconfiggere Rimangono quelli tosti

Guardiano del Trono e Difensore del Trono  Ancora da Sconfiggere  

Drago Antico       Ancora da Sconfiggere     

Nashandra     Ancora da Sconfiggere  

Cacciatore Oscuro     Ancora da Sconfiggere  

giovedì 25 giugno 2015

TED 2

Ted 2
di Seth McFarlane
con Mark Whalberg, Amanda Seyfred, Lian Neeson
Usa, 2015
genere, commedia
durata, 108'


Bisognerebbe sempre specificare, quando l'argomento in questione è la commedia, che ne esistono due tipi: una universale, nel caso in cui il film in questione sia somministrabile, nella propria interezza, ad un fruitore di ogni provenienza culturale; un'altra, invece, che nutrendosi del proprio impianto culturale non risulta accessibile alla totalità del pubblico che col suddetto impianto ha poco a che fare. Sotto questo punto di vista, e non solo, il primo  "Ted" aveva tentato di trovare un compromesso per rendersi vendibile su scala internazionale, rendendo il risultato finale non così entusiasmante come ci si attendeva.

Vedendo "Ted 2" - nella quale l'orsacchiotto, una volta sposatosi, dovrà lottare per vedere riconosciuti i propri diritti civili -  sembra che Seth MacFarlane abbia preso coscienza di queste considerazioni, regalando al secondo capitolo tutti gli elementi che mancavano al primo. Se molto è dovuto all'attingere continuamente dai modi - e dai toni - della fortunata serie tv animata "I Griffin" - ovvero la verve dei dialoghi, i flashback surreali e le sequenze no sense - il rendere "Ted 2" definitivamente convincente è la scelta di renderla una commedia prettamente americana, dall'estetica pop e pregna di critiche velenose alla stessa cultura dalla quale attinge - vivendo dunque della meravigliosa e sempiterna contraddizione dell'american dream -. Tutto questo amalgamato da una sceneggiatura che vive di  una ritmica tanto riuscita quanto esasperata - quest'ultima sì accorta alle esigenze di un pubblico internazionale - e da un cast in forma e ben diretto.


Preso atto di questi elementi, si possono tranquillamente affermare, dunque, due cose: la prima è che "Ted 2" è uno di quei rari casi nella storia del cinema in cui il sequel diventa un prodotto nettamente migliore rispetto al proprio predecessore; la seconda, non di certo per importanza, è che una commedia così ben fatta raramente si vede sugli schermi.
(Antonio Romagnoli)

E3 2015: EXPERIENCE THE REVOLUTION


Come ogni anno ho seguito con molto interesse l’E3 di Los Angeles rimanendo incollato alle diverse conferenze che si susseguivano, via streaming, negli orari più disparati. Dopo aver combattuto il sonno con l’eccitazione verso tutti quei titoli che precedentemente erano solo oggetto di rumors – non si aveva, infatti, alcuna certezza di un loro serio annuncio – vorrei adesso soffermarmi con voi su quelli che più mi hanno colpito.
Inizierò proprio dalla conferenza di Bethesda, con la quale gli organizzatori hanno deciso di mostrare un’interessante demo del nuovo DOOM. Ho detto nuovo? Beh, graficamente siamo in regola con la generazione attuale ma la giocabilità sembra essere la medesima del 1993. Insomma, è palese l’intenzione di id Software e Bethesda: accontentare i nostalgici ed al contempo soddisfare la nuova utenza. Detto fatto, ci sono riusciti alla perfezione. Mentre osservavo la demo ripercorrevo la mia adolescenza quando, davanti ad un monitor in bianco e nero del pc di casa, sparavo terrorizzato a tutto ciò che si muoveva all’interno del gioco. Adesso, nel 2015, mi ritrovo ad esultare quando il protagonista di DOOM raccoglie il classico fucile a canne mozze per eliminare senza pietà i mostri che lo circondano chiedendomi dopo qualche minuto: “E la motosega? Dov’è finita?” Boom! Strappata via dal torso di un cadavere ed utilizzata in maniera anticonvenzionale. Nuovi e vecchi giocatori, il mio consiglio è quello di visionare il seguente video tenendo bene a mente che DOOM avrà anche una modalità multiplayer online comprensiva di un editor mappe (SnapMap).



No, dico…lo avete visto Fallout 4? Tra le critiche mosse dai videogiocatori sulla sua grafica è emerso un titolo forte e senza ombra di dubbio più vasto e longevo dei suoi predecessori. Tra le novità c’è la possibilità di giocare sia nei panni di un uomo che quelli di una donna, costruire (e popolare) avamposti di piccole e grandi dimensioni con i materiali raccolti durante le fasi esplorative, craftare un numero esagerato di armi ed armature. La mappa di gioco sembra essere così vasta che Jeff Gardiner, Lead Producer di Fallout 4, ha dichiarato di aver giocato oltre 400 ore senza aver visto tutto. Eppure, dal mio personale punto di vista, lo sforzo tecnico è palese. Considerando che vale sempre la regola del “trovare il compromesso” tra grafica e giocabilità in titoli enormi come Fallout 4, il risultato è più che accettabile. Vi ho già detto che PS4 e Xbox One supporteranno le mod create su PC? L’argomento non è ancora chiaro, l’unica certezza è che la serie Fallout vanta un discreto numero di modders davvero talentuosi!



Dopo parecchi mesi di totale assenza dal sipario videoludico mondiale, torna alla ribalta The Last Guardian ed io ne sono più che entusiasta. Durante la conferenza, il titolo di Sony Japan Studio si mostra in tutta la sua pulita bellezza e lasciatemelo dire..anche un pò poetica. La demo sottolinea il legame tra il giovane protagonista e la sua enorme creatura amica, entrambi intenti a risolvere gli enigmi di un’antica rovina. Godetevelo.



Voglio riporre un pò della mia fiducia anche sul nuovo Need for Speed. Il gameplay mostrato durante la conferenza EA rivela, finalmente, una più profonda personalizzazione dei veicoli, grafica fotorealistica ed una manovrabilità decisamente arcade. Sono l’unico a pensare che la telecamera oscilli troppo durante la gara di drift? Need for Speed vedrà la luce nei negozi il prossimo 3 novembre e permetterà ai giocatori di correre in una grande mappa open-world. Ci tocca capire quanto abbia giovato la “consulenza” dei ragazzi di SpeedHunters.com al titolo di EA; nei prossimi mesi avremo una risposta certa a questo quesito.



Amici nerd venite a me! Star Wars: Battlefront sembra avere tutte le carte in regola per essere acclamato dai fans del celebre film. Nel seguente filmato vedrete le truppe imperiali scontrarsi con
l'esercito ribelle in una guerra su larga scala. Tra le caratteristiche del titolo emerge la possibilità di impersonare i protagonisti più famosi della serie nonché giocare in prima o terza persona, via terra o aria. Ah! Si può anche cooperare con un amico in carne ed ossa!



Due delle serie che ho più amato nella scorsa generazione ritornano a gran voce, parlo di Mass Effect: Andromeda e Gears of War 4, entrambi in uscita nel 2016. Sebbene mi aspettassi di vedere qualcosa in più del primo, i ragazzi di The Coalition sembrano invece aver lasciato invariate le meccaniche di gioco di GOW 4. Date una sbirciata ai seguenti video.



Anche la serie Ghost Recon di Ubisoft ha svoltato verso il genere open-world con un nuovo capitolo intitolato “Wildlands”. I giocatori potranno affrontare gli incarichi, in solitario oppure in co-op, in macroaree collegate tra loro (ed esplorabili in piena libertà). Tecnicamente il lavoro svolto da Ubisoft non sembra dare spazio a critiche, a voi i commenti.



La notizia delle notizie salta fuori all’improvviso, lasciandomi basito di fronte al monitor: Final Fantasy VII avrà un remake. Il silenzio tombale che accompagna la visione del trailer si rompe con una sorta di standing ovation del pubblico: uno dei GDR più amati al mondo sta per ritornare. Tenetevi forte!



Si scontrano sul palco dell’E3 2015 la demo mozzafiato di Uncharted 4: A Thief’s End e quella di Rise of the Tomb Rider. Per entrambi sono state mostrate delle sezioni di gioco molto frenetiche, che nulla hanno da invidiare ad una pellicola cinematografica. Il sottoscritto ha particolarmente apprezzato gli ultimi minuti della dimostrazione di Uncharted 4; per capirne il motivo non vi resta che premere il pulsante play!



Parliamo adesso di nuove proprietà intellettuali, progetti che sono stati rivelati per la prima volta durante il susseguirsi delle conferenze. Impossibile non menzionare il nuovo progetto di Guerrilla Games intitolato Horizon: Zero Dawn. Si tratta di un GDR open-world la cui protagonista, Eloy, è stata cacciata dalla sua tribù e dovrà sopravvivere in uno scenario post apocalittico dominato da macchine ostili. Durante la presentazione è stato mostrato il sistema di combattimento e l’egregio lavoro che svolge il motore di gioco, la versione migliorata di quello utilizzato in Killzone: Shadow Fall. L’esplorazione ed il crafting, oltre ad un cospicuo numero di missioni principali e secondarie, saranno una componente fondamentale in Horizon: Zero Dawn.



L’action game medievale di Ubisoft dal nome For Honor vedrà i giocatori sfidarsi in battaglie brutali nei panni delle tre classi disponibili: Vichinghi, Samurai, Cavalieri. Dalle prime informazioni sembrerebbe che ci si potrà dedicare ad una minuziosa personalizzazione del personaggio e successivamente proiettarsi nelle vaste arene di gioco multiplayer dove la spada e la bravura del giocatore diventano il passaporto per la vittoria (qualcuno ha detto Chivalry Medieval Warfare?).



Interessante e ben realizzato il platform/puzzle game di casa EA intitolato Unravel. Nella dimostrazione si nota il piccolo Yarny, composto da un filo aggrovigliato di cotone, intento a correre lungo lo scenario e sfruttare il proprio corpo per superare ostacoli, creare piccole piattaforme o semplicemente appendersi al filo di cui è composto.



Di seguito i video integrali delle conferenze.

Conferenza Nintendo Conferenza Square Enix Conferenza Ubisoft Conferenza EA Conferenza Bethesda Conferenza Microsoft Conferenza Sony

Claudio Favorito [Dogghy]



mercoledì 24 giugno 2015

News: Pokémon Jukebox debutta su Google Play



 

 (Fonte Gamesurf)

 

Londra, 23 giugno 2015. The Pokémon Company International oggi ha annunciato il lancio di Pokémon Jukebox, una app per dispositivi Android che consentirà a tutti gli utenti di ascoltare i loro brani preferiti tratti dai videogiochi Pokémon. La app può essere scaricata gratuitamente su Google Play seguendo questo collegamento: LINK


Con Pokémon Jukebox ogni giorno i fan avranno a disposizione tre nuovi brani Pokémon da ascoltare gratuitamente. Alcuni brani saranno inoltre disponibili per l'acquisto tramite app. La app include numerose funzionalità quali: creazione di playlist, riproduzione continua, ricerca dei brani tramite parole chiave, tag personalizzati, medley e altro ancora. Ce n'è per tutti, dai fan dei Pokémon più sfegatati agli Allenatori di Pokémon alle prime armi.


Nel corso del primo mese i fan dei Pokémon potranno godersi ben 200 brani tratti da Pokémon Versione Rossa, Pokémon Versione Blu, Pokémon Versione Rosso Fuoco, Pokémon Versione Verde Foglia, Pokémon Versione Oro HeartGold e Pokémon Versione Argento SoulSilver. Verranno pubblicati altri brani tratti da altri titoli della serie Pokémon come Pokémon X, Pokémon Y, Pokémon Rubino Omega e Pokémon Zaffiro Alpha!


Le funzionalità di Pokémon Jukebox includono:


  • Nuovi brani ogni giorno - Accedi a tre nuovi brani tratti da diversi titoli della serie Pokémon e sbloccati ogni giorno a costo zero.

  • Acquisti tramite app - Acquista brani specifici per ascoltarli ogni volta che vuoi.

  • Ricerca per parola chiave - Cerca i brani usando parole chiave e tag come "Lotta", "Apertura", "Percorso", ecc.

  • Riproduzione di effetti audio - Riproduci degli effetti audio prestabiliti insieme ai brani tramite un pulsante apposito.

  • Riproduzione continua - Imposta la riproduzione continua di vari brani, proprio come accade nei videogiochi, oppure di un solo brano.

  • Tag personalizzati - Crea tag originali, come "impegnato" o "leggero", e assegnali a determinati brani per poi ritrovarli velocemente.

  • Missaggio - Decidi se avere tra un brano e l'altro una dissolvenza o un passaggio immediato.

  • Medley - Acquista medley, cioè delle raccolte di brani a tema come "Lotte" oppure "Percorsi".

  • Creazione di playlist - Crea una playlist di brani da ascoltare con funzionalità di riproduzione casuale o ripetuta.



Pokémon Jukebox non è disponibile per dispositivi iOS, ma gli utenti Apple potranno continuare ad acquistare brani Pokémon su iTunes Store.


Per tutte le novità online sul mondo Pokémon:


News: Tony Hawk's Pro Skater 5 si mostra in un video di gameplay

 

 

(Fonte Eurogamer.it)

 

Tony Hawk's Pro Skater 5 è stato protagonista di un video in cui vengono mostrate diverse sequenze di gameplay.

Il filmato, che vi riportiamo in calce, è tratto dal canale YouTube di GamesHQMedia e riguarda un'intervista condotta da Geoff Keighley durante l'E3 2015. Si può notare lo stesso Tony Hawk commentare il lavoro svolto da Robomobo e Disruptive Games nella creazione del gioco, il cui obbiettivo principale sembra proprio essere quello di riproporre le stesse atmosfere e il feeling visti nei vecchi capitoli del franchise.

Vi ricordiamo che Tony Hawk's Pro Skater 5 è atteso su PlayStation 4 e Xbox One per il prossimo 29 settembre. Le versioni PlayStation 3 e Xbox 360 non hanno ancora una data di uscita confermata.

Buona visione!

 

 

Notizie Fresche su Dark Souls 3: Se nei Primi dark souls avete bestemmiato, nel terzo Triplicherete le bestemmie

 



Il direttore di Dark Souls e Bloodborne, Hidetaka Miyazaki, ha svelato nuovi dettagli sull'atteso Dark Souls 3.

Miyazaki ha rilasciato un'intervista a VG247, dove, senza mezzi termini, ha dichiarato che in Dark Souls 3 "il level design, i piazzamenti dei nemici, tutto quanto è stato progettato per uccidervi".

"Ma sarà possibile usare queste cose anche a vostro vantaggio", ha aggiunto il direttore.

Stando all'intervista, sembra che From Software abbia mantenuto gli elementi principali della serie, andando però ad approfondire ed "evolvere il senso di soddisfazione derivante dal superamento delle difficoltà, così come le uniche funzionalità online di interazione tra i giocatori".

La vasta scala, un mondo apocalittico ma comunque ricco di bellezza e l'evoluzione del sistema di combattimento sono le tre colonne portanti del nuovo capitolo. "Approfondiremo le caratteristiche di ciascuna arma, andando ad espandere le opzioni tattiche e gli elementi GDR del gioco", ha spiegato Miyazaki.

Inoltre, "i giocatori potranno muoversi più velocemente e più intuitivamente rispetto ai primi due capitoli. Molte situazioni difficili attendono i giocatori ma proporremo delle soluzioni ragionevoli, come ad esempio il sistema di movimento più rapido".

Avete già letto la nostra anteprima di Dark Souls 3?