mercoledì 21 settembre 2016

DARK SOULS Ⅲ ASHES OF ARIANDEL " GAMEPLAY INEDITO PRESENTATO AL (TGS 2016) "



CIAO RAGAZZI 

 

 

IL DLC DI DARK SOULS 3, SARÀ VERAMENTE TOSTO QUESTO MI FA MOLTO PIACERE IL LIVELLO DI DIFFICOLTÀ SEMBRA ESSERE ELEVATO. ORA GUSTATEVI QUESTO GAMEPLAY INEDITO DI DARK SOULS Ⅲ ASHES OF ARIANDEL 

 

 

martedì 20 settembre 2016

BLAIR WITCH

Blair Witch
di Adam Wingard 
con James Allen Mc Cune, Valorie Curry, Callie Hernandez
USA, 2016
genere, horror
durata, 89'


Quando nel 1999 Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez realizzarono "The Blair Witch Project" l'utilizzo del found footage come espediente per elevare la verosimiglianza di delle immagini e dei contenuti presenti nei lungometraggi di finzione non era diffuso come oggi. In questo modo si spiega il successo di un film girato in maniera amatoriale e con una produzione indipendente e che però riuscì a conquistare le platee per il fatto di poter contare sul fraintendimento creato ad arte dai registi; i quali attraverso un'abile strategia di marketing riuscirono a diffondere (via web) informazioni che in qualche modo convinsero una parte dell’opinione pubblica circa  l’autenticità del materiale proiettato sullo schermo.  

Non potendo più contare sull’effetto sorpresa scaturito dall’escamotage del falso documentario - diventato nel corso degli anni un must del genere horror, - Adam Wingard procede in senso opposto enfatizzando il carattere fittizio del suo “Blair Witch” a partire dall’utilizzo del colore, in questo caso preferito al bianco e nero sporco e sgranato dell’originale; e poi divertendosi a confezionare un sequel che sotto mentite spoglie altro non è che il remake del primo film di cui “Blair Witch” si limita a cambiare solo le premesse che spingono i ragazzi ad addentrarsi nella foresta infestata dalla terribile strega. 


Qui infatti la mattanza è innescata dalla convinzione di uno dei protagonisti di poter ritrovare Heather, la sorella a suo tempo scomparsa nella spedizione filmata da Miryck e Sanchez. Per il resto, ove si eccettui l’aggiornamento delle tecniche di ripresa impiegate dai ragazzi per filmare il loro reportage, con il drone che si aggiunge a cellulari e videocamere, la forma del dispositivo rimane invariata tanto nell’uso del fuori campo, a cui è devoluto il compito di provocare lo spavento celando le sembianze della malefica persecutrice, che nella predominanza di sequenze girate in soggettiva, alle quali si devono il senso di claustrofobia e la dolorosa afflizione tipiche del brand.  Operazione puramente commerciale “The Blair Witch” è destinato a rimanere lontano dagli strepitosi incassi totalizzati dal suo riferimento cinematografico. 

Pubblico Video Guida Ailen Isolation + 5 DLC




Ciao Ragazzi  qui sopra allego la play-list dei video buona visione a tutti :-)

sto pubblicando questa video guida completa, dove sto finendo la Modalità storia, prendendo i Trofei in diretta live come vedrete dal video.

Successivamente pubblicherò i 5 dlc di Alien isolation :-) 

 

Qui il Mio Canale Gameplay1973channel L'unico canale che propone le video guide fatte in Live Streaming

 

 

lunedì 19 settembre 2016

NOVITA HOMEVIDEO: WARCRAFT


 DISPONIBILE IN DIGITAL HD, 
BLU-RAY3D, BLU-RAY™ ,  DVD E VIDEO ON DEMAND (VOD)
IN 4K ULTRA HDTM  DAL 28 SETTEMBRE 2016 

                   CON UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT ITALIA


Warcraft
di Duncan Jones
con Ben Forster, Paula Patton, Travis Fimmel
USA, 2016
genere, fantasy
durata, 123'




Tra le molte suggestioni messe in circolo dall'uscita di “Warcraft” ce n’erano due che risultavano più urgenti di altre. La prima, relativa al soggetto del film che come sappiamo è tratto dai personaggi di un famoso videogame, scaturiva dalla curiosità da parte di milioni di adepti di capire se la trasposizione cinematografica realizzata da Duncan Jones fosse stata in grado di cogliere lo spirito della materia che l’aveva ispirata.  La seconda invece, riguardava proprio il regista del film che, già in odore di culto per due lungometraggi (“Moon” e “Source Code”) di fantascienza realizzati con mezzi da cinema indipendente e comunque capaci di piazzarsi ai vertici delle classifiche stilate dagli appassionati del genere in questione, era chiamato a una confermare la propria fama dimostrandosi in grado di controllare la gigantesca macchina produttiva messa in piedi dalla Universal Pictures (centocinquanta milioni di dollari di costo a fronte dei 5 e dei 30 spesi dal regista per realizzare i film precedenti) assumendosi i rischi connessi con una tipologia di format – espressione del connubio tra cinema e video giochi -  che spesso e volentieri si è rivelato (“Max Payne” e “Prince of Persia ) incapace di conquistare i favori del box-office.






Detto che anche per “Warcraft” valgono le stesse considerazioni espresse in sede di giudizio per altri blockbuster, e cioè che la mancanza dei dati relativi alla tenuta commerciale del film - gli unici in grado di giustificarne l’onerosità degli investimenti - impediscono di formularne una valutazione certa e definitiva, dobbiamo dire che per quanto ci riguarda Duncan Jones si dimostra all’altezza della situazione. In primo luogo perché, pur lavorando su un materiale già codificato, “Warcraft” riesce ad emanciparsi dalla sua fonte presentandosi con le forme di un cinema tecnologico e spettacolare che si serve della sua magnificenza visiva e delle migliori possibilità della computer grahics per supplire alla mancanza di interattività tipica del prodotto da cui prende origine. E ancora più importante perché, alle prese con un genere – il fantasy – oramai inflazionato sia in termini di fantasia (“Il signore degli anelli” e “Avatar” sono ampiamente citati) che di meraviglia, Jones punta sull’empatia del fattore umano, riconducibile in parte alla scelta di facce e di corpi quasi del tutto inediti su questo tipo di palcoscenici. Sarà forse per questo che nella strenua lotta tra il bene e il male, e quindi, tra gli abitanti del regno di Azaroth e l’orda di Orchi intenzionata a conquistarlo, a rimanere nella memoria sono più le inadeguatezze dei vari protagonisti – resa con efficacia da attori scelti per l’adattabilità al ruolo e non per il divismo - che il loro straordinario coraggio. Con i personaggi di Garona (Paula Patton) e di Lothar (Travis Fimmel) destinati a mettere d'accordo l'intero spettro del pubblico pagante.

domenica 18 settembre 2016

Video: in Arrivo la nuova Demo di Resident evil 7 Lanter You Can Only " Escape "



Fonte




Resident Evil VII sembra puntare a rivoluzionare nuovamente la celebre saga di Capcom, ma finisce anche per dividere la community tra utenti che ne hanno apprezzato il ritorno alle origini horror ed altri che proprio non riescono a digerirne le numerose similitudini con altri titoli appartenenti allo stesso genere di più recente pubblicazione. Una cosa però è certa: la software house giapponese è riuscita nell'intento di catalizzare le attenzioni di pubblico e critica, con una campagna promozionale che, sino ad oggi, può dirsi più che riuscita. Il merito di questo traguardo va attribuito anche alla demo pubblicata dopo il reveal del titolo sul palco della conferenza Sony all'E3 2016, una breve sequenza dimostrativa ricca però di inusuali e criptici segreti, che hanno fatto letteralmente impazzire il web. Oggi, per celebrare le novità condivise con i fan in occasione del Tokyo Game Show 2016, Beginning Hour si aggiorna ad un'inedita Versione Crepuscolo che promette di offrire qualche nuovo elemento di gioco, e noi siamo allora tornati a visitare la casa dei Baker in cerca di risposte.

Una soffitta ristrutturata

Dopo aver avviato la demo, ad una prima occhiata, non sembrano esservi grandi novità in giro per la casa abbandonata teatro degli eventi, e tutto sembra essere lì dove lo avevamo lasciato: il corvo morto riposa nel microonde, le carcasse di animali in putrefazione si ammassano nello stretto ingresso principale mentre il celebre dito di manichino è ancora conservato nel cassetto del corridoio. Eppure aguzzando la vista, qualcosa è cambiato: ad esempio, la fotografia che troviamo sopra al camino nella stanza in cui ci risvegliamo ritrae ora una giovane coppia sorridente, in compagnia di due bambini. Grazie anche alle informazioni ottenute dal nuovo trailer pubblicato negli scorsi giorni, è chiaro che i protagonisti di quella istantanea sono proprio i Baker, con la coppia Jack e Marguerite che abbracciano Lucas (la "pecora nera" della famiglia) e una bambina la cui identità rimane avvolta nel mistero.


Spostandoci nel corridoio notiamo subito un altro elemento fuori posto: la porta chiusa sulla destra rimane ancora invalicabile, ma è ora ricoperta di una strana sostanza gelatinosa e scura, con la quale non è possibile interagire. Sostando per qualche minuto sul ciglio è inoltre possibile sentire degli strani rumori provenire dalla stanza adiacente. Ricostruendo la sequenza di eventi che abbiamo imparato a conoscere qualche mese fa, recuperiamo il fusibile nella stanza segreta e ci dirigiamo in soffitta, dal momento che gli altri ambienti della villetta non sembrano presentare sostanziali variazioni. Ma è proprio la soffitta a celare al suo interno le novità più importanti di questa demo aggiornata: una parete della stanza in cui troviamo il vecchio telefono è stata infatti abbattuta, permettendoci di accedere ad un nuovo antro del piano sopraelevato. Qui recuperiamo innanzitutto la "Basement Key", la chiave dello scantinato, location attualmente impossibile da raggiungere. Guardandoci in giro nel polveroso spazio troviamo alcuni televisori accatastati, dietro i quali è nascosta la mano di un manichino: accedendo all'inventario decidiamo di analizzarla, e con nostra sorpresa scopriamo la presenza di un nuovo comando dedicato alla combinazione di oggetti, proprio come da tradizione della serie. In un attimo quindi ci ritroviamo ad armeggiare con una mano di celluloide con un unico dito: cosa farcene non ci è ancora dato saperlo, ma sempre meglio di nulla! Continuando a cercare, sotto un vecchio letto scorgiamo una piccola scatola rossa, al cui interno vi sono dei proiettili per pistola. Un chiaro segnale da parte di Capcom che ancora una volta vuol ribadire come i combattimenti e gli scontri a fuoco saranno parte integrante del gameplay del titolo, anche se non v'è traccia di alcun tipo di arma per il momento nella casa dei Baker. L'ultimo dettaglio inedito è costituito da alcune inquietanti parole scritte con il sangue su di una parete. La frase sembra recitare "Cinque ospiti assassinati, ma dove non è dato saperlo. Nessun indizio che indichi le loro lapidi": cosa voglia realmente significare il testo non lo sappiamo, ma le vittime a cui si riferisce potrebbero essere i reporter del video VHS che abbiamo recuperato in precedenza.


Una scala a pioli conduce verso la finestra dell'attico opportunamente sbarrata, e apparentemente non rimane nessun altro segreto da scoprire, ma d'improvviso il telefono comincia a squillare e una misteriosa voce femminile ci parla di "porte che devono rimanere chiuse....per il momento". Poi il nulla; durante la nostra ricerca non c'è stato verso di recuperare altri oggetti o di notare ulteriori particolari inediti, e il mistero dei Baker si infittisce sempre di più. Inutile dire che questo aggiornamento di Beginning Hour ci ha un po' delusi: le novità introdotte dal team di sviluppo si contano sulle dita di una mano, e comunque non contribuiscono a rendere più profonda l'esperienza di gioco, arricchendola di aspetti trascurabili e fini a sé stessi. Ad ogni modo la nostra impressione è però quella di avere tra le mani uno strumento promozionale dal grande potenziale, che non ha ancora esaurito tutte le proprie funzioni: le criptiche parole della donna al telefono, così come la chiave del seminterrato, ci portano a credere che da qui a gennaio ulteriori aggiornamenti verranno pubblicati ad intervalli regolari, svelando pian piano nuovi aspetti della produzione al grande pubblico, confezionando nel contempo un piccolo prologo per quelli che saranno gli eventi principali di Resident Evil VII, magari con una qualche shockante rivelazione a ridosso dell'uscita. Nonostante questa Versione Crepuscolo si sia rivelata piuttosto deludente, il nostro interesse per Resident Evil VII continua ad essere stuzzicato da una Capcom che sta lavorando piuttosto bene nel promuovere il suo prossimo titolo di punta. Speriamo quindi che la software house giapponese non tiri eccessivamente la corda con la nostra pazienza, e attendiamo speranzosi il periodo invernale per poter finalmente vedere svelati i tanti aspetti ancora sconosciuti della produzione. 

 

 

Questa nuova demo è totalmente differente rispetto a Resident evil 7 Beginning Hour Teaser (Video)


 

 

 

Succede al Game Tokyo Show. Questa nuova demo è totalmente differente rispetto a Beginning Hour e a questo punto, non resta se capire le intenzioni di Capcom: la demo sarà scaricabile e giocabile anche dagli utenti? speriamo proprio di si. vi auguro una buona visione a Tutti :-) 




L'ESTATE ADDOSSO

L'estate addosso
di Gabriele Muccino
con Brando Pacitto, Matilda Lutz
Ita, USA 2016
genere, commedia, drammatico
durata, 103'


Diceva Alberto Barbera nel consuntivo sulla Mostra di Venezia che in assenza di capolavori la selezione dei film italiani nel concorso ufficiale corrispondeva alla volontà di dare conto delle tendenze che attraversano con più forza il nostro movimento cinematografico; e quindi da una parte di premiare le caratteristiche di sperimentazione e di novità apportate alla causa del genere documentario presente con due degli esponenti più coraggiosi e innovativi (i Parenti e D’Adinolfi di “Spira Mirabilis”), dall’altra di dare manforte all’industria dell’intrattenimento con scelte (“Piuma” e “Questi Giorni”) più discutibili almeno a questo livello ma sicuramente giustificate in termini di numeri e di successo popolare. In questo ambito “L’estate addosso” di Gabriele Muccino presente alla Mostra in una sezione collaterale era chiamato a fare da sparring partner ai vari Roan Johnson e Giuseppe Piccioni con una commedia che alla pari di quelle in gara narrava - attraverso storie d’amore e d’amicizia - la difficoltà di crescere della gioventù contemporanea. Per farlo Muccino aveva deciso di tornare all’antico senza però tradire l’anima del suo ultimo cinema, e quindi di raccontare un viaggio che dall’Italia avrebbe portato i suoi ragazzi in America e in particolare in quella San Francisco in cui aveva ambientato “La ricerca della felicità”. 


La coesistenza tra vecchio e nuovo riesce però solo in parte perché la combinazione tra i dolori sentimentali di “Come te nessuno mai” riassunti dalle intermittenze sentimentali tra Marco (Brando Pacitto, arruolato anche nel film di Johnson) e Maria (la fotogenica Matilda Lutz), complice una sceneggiatura poco ispirata, faticano a coesistere con la rappresentazione dello spazio americano così come era stato filmato da Muccino negli ultimi film della sua filmografia. Ridotte a mero depliant la geografia umana e territoriale di San Francisco offre a Muccino la possibilità di un outing artistico (gli amici americani Matt e Paul sono una coppia gay) che lo segnala come autore attento al sociale senza però fargli fare un’auspicabile passo in aventi in termini di maturità registica. Al contrario “L’estate addosso” è un ibrido che non regge il confronto con gli altri film dell’autore italiano.