venerdì 22 aprile 2016

News: Outlast 2 si mostra nel suo primo video di gameplay Buona Visione







Fonte Eurogamer.it

 






Outlast 2 si è appena mostrato nel suo primo video di gameplay ufficiale.

Il seguito dell'apprezzato survival horror presenta delle meccaniche che appaiono piuttosto simili all'esperienza precedente. Nel video che vi riportiamo in calce potete farvi un'idea di cosa gli sviluppatori hanno concepito per terrorizzare i fan.

Buona visione!





Notizie su Uncharted 4: rivelata la modalità Plunder " Guarda il Video)






Fonte Games.it






Una vecchia conoscenza del mondo di Uncharted ritorna anche nel quarto capitolo.

22 aprile 2016 - di Marco Mancini

Naughty dog è pronta per mostrarci una nuova modalità di gioco multiplayer. Si chiama Plunder ed è il classico ruba la bandiera...ma con le modalità di Uncharted.

Ciò significa che le squadre dei giocatori dovranno impegnarsi a trovare il tesoro sulla mappa, riuscire a recuperarlo e portarlo nella propria cassa, sopravvivendo agli attacchi della squadra avversaria. La modalità Plunder sarà giocabile su tre diverse mappe, le stesse già viste nella beta, ovvero Madagascar City, Island e i tetti.

La modalità Plunder non è una novità della saga di Uncharted visto che era già presente nel secondo e terzo capitolo, ma rispetto a quelle versioni sono state apportate alcune novità. C'è più libertà di movimento e inoltre si è passati dal 5vs5 al 4vs4. La nuova modalità di Uncharted 4 verrà presentata al Pax East di Boston, ma nel video qui sotto possiamo gustarci un primo assaggio.

 

 


News: Bandai Namco svela importanti novità su tre giochi




Fonte Games.it

 

 





Sword Art Online: Hollow Realization, God Eater e Tales of Berseria si svelano oggi.

 

 

Bandai Namco oggi rivela importanti novità su tre nuovi giochi in uscita: Sword Art Online: Hollow Realization, God Eater e Tales of Berseria. Scopriamo di che si tratta nei comunicati che seguono.

BANDAI NAMCO Entertainment Europe ha svelato oggi maggiori dettagli sul prossimo SWORD ART ONLINE: HOLLOW REALIZATION.  Ambientato in un mondo nuovo, in Sword Art: Origins, i fan troveranno personaggi emblematici di Sword Art Online, come Kirito, Asuna e Sinon, e scopriranno un nuovo misterioso NPC di nome Premiere.

Tra le nuove funzionalità annunciate, i giocatori potranno personalizzare completamente i loro personaggi e l'avatar di Kirito: nome, sesso, armi e aspetto fisico, dal colore degli occhi al suono della voce!

Con questo nuovo avatar personalizzato, gli utenti potranno avanzare in un'esclusiva modalità online con altri 3 giocatori e 4 personaggi AI. Questa modalità MMORPG regalerà un'esperienza mai vista prima nell'universo di Sword Art Online!

SWORD ART ONLINE: HOLLOW REALIZATION sarà disponibile per PlayStation 4 e PlayStation Vita in autunno 2016!


BANDAI NAMCO Entertainment Europe svela oggi nuove informazioni e funzioni relative ai giochi GOD EATER. Insieme a queste notizie, arrivano tanti nuovi asset: key visual, screenshot e video esclusivi per scoprire l'universo e la trama di entrambi i giochi.

Ambientato 3 anni dopo GOD EATER RESURRECTION, GOD EATER 2 RAGE BURST offre ai giocatori una storia nuova di zecca, in cui nuovi personaggi affiancano quelli già esistenti. I giocatori scopriranno nuovi scenari, nuovi stili di combattimento e, naturalmente, nuove sfide da affrontare!

Per ottenere tutte le informazioni su GOD EATER RESURRECTION e GOD EATER 2 RAGE BURST, potrete accedere al nuovo sito web ufficiale di GOD EATER: www.god-eater.com. Il menù comprende tantissimi articoli che riveleranno nuovi contenuti, funzionalità e molto altro ancora fino al lancio del gioco. Rimanete sintonizzati!

Effettuando adesso il pre-ordine di GOD EATER 2 RAGE BURST, i fan riceveranno degli esclusivi costumi di SWORD ART ONLIE: HOLLOW REALIZATION, TALES OF ZESTIRIA e TOKYO GHOUL: due costumi unici per ogni gioco, uno per uomo e uno per donna.

GOD EATER RESURRECTION e GOD EATER 2 RAGE BURST saranno disponibili per PlayStation 4, PlayStation Vita e PC Digital il 30 agosto 2016. I fan in Europa, Medio Oriente, Australia e Africa potranno godersi il gioco in inglese, con sottotitoli in inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo e russo!


BANDAI NAMCO Entertainment Europe ha annunciato oggi che TALES OF BERSERIA sarà disponibile a inizio 2017, svelando alcuni nuovi dettagli sul gioco, tra cui due nuovi personaggi giocabili, Eizen ed Eleanor, il nuovo sistema di combattimento “Switch Blast” e un nuovo sistema di skit, che introdurrà lo straordinario effetto “Cut-in”.

Alle avvincenti missioni di TALES OF BERSERIA si aggiungono due nuovi personaggi giocabili: Eizen, soprannominato “Il dio della morte”, è il risoluto comandante dei pirati di Aifread. Sebbene sia un malak (un essere spirituale in grado di domare la forza della natura), decide di salpare con la nave pirata Van Eltia per seguire il suo credo. Mentre è alla ricerca dello scomparso capitano Van Aifread, incontra Velvet e accetta di aiutarla nella sua lotta contro un nemico comune, l’Abbazia.

Viceversa, Eleanor difende l’Abbazia dai ripetuti attacchi di Velvet. In realtà, desidera da tempo liberare il mondo dalla minaccia dei demoni, ma il destino finirà per farla unire proprio al gruppo di Velvet. Tra le sue doti migliori ci sono sicuramente una grande onestà e una sincera compassione per gli altri, ma spesso si lascia sopraffare un po’ troppo dalle emozioni.

I giocatori potranno divertirsi a seguire i divertenti dialoghi giornalieri tra i personaggi, grazie ai celebri skit di “Tales of”! Per TALES OF BERSERIA, il sistema introduce un effetto “Cut-in”, dove le illustrazioni dei personaggi vengono inserite in vari modi in base al tipo di dialogo. A volte, uno skit descriverà l’espressione di un singolo personaggio, mentre altre volte mostrerà un dialogo fra più personaggi. Le espressioni cambieranno davvero in base al “taglio” della conversazione!

Inoltre, è stato mostrato il funzionamento del nuovo sistema di combattimento, “Switch Blast”. Grazie allo “Switch Blast”, i giocatori possono cambiare personaggio durante le battaglie, sostituendolo con un altro di riserva. Quest’ultimo, in battaglia, dispone di più di un’anima rispetto al normale. Quindi se il giocatore dovesse perdere l’anima del proprio personaggio, ad esempio per effetto di un fattore in grado di alterarne lo stato, può evitare il pericolo, usando la funzione di Switch Blast. Un piccolo suggerimento: ogni personaggio ha un attacco unico quando entra in battaglia con la funzione di Switch Blast.

TALES OF BERSERIA sarà disponibile a inizio 2017 per PlayStation 4 e PC tramite STEAM. Per maggiori informazioni sulle nuove caratteristiche, visitare il blog ufficiale di Tales of.

TRUMAN

Truman
di Cesc Gay
con  Ricardo Darín, Javier Cámara, Dolores Fonzi
Spagna, Argentina 2015
genere, commedia
durata, 108'


Sembra che l’accettazione della morte sia un argomento all’attenzione del cinema europeo degli ultimi anni. Recentemente a tal proposito avevamo apprezzato in parte “Mia Madre” di Moretti e “These daughters of mine” di Kinga Dębska, film entrambi incentrati sull’elaborazione del lutto-prima-del-lutto dei familiari – più in particolare dei figli – e che lasciavano quindi ai margini della vicenda i reali protagonisti. In “Truman”, al contrario, viene posto al centro dell’indagine Julian, uomo di mezz’età che ha deciso di abbandonare le cure contro il cancro per godere del poco che gli rimane da vivere; a condividere con lui questi momenti arriva dal Canada l’amico Tomas, che accompagna l’amico a compiere gli ultimi passi della sua esistenza.
L’onestà con la quale i due affrontano la situazione – privati totalmente dal patetismo di un possibile patinato melodramma – è speculare alla sincerità con la quale Cesc Gay offre il proprio sguardo sulla vicenda, senza mai risultare artificioso né nella messinscena – specie grazie al lavoro fatto sulla fotografia, andando sempre a ri-creare situazioni di luce naturale quindi senza porre accenti visivamente drammatici – né nella sceneggiatura – con uno script che non accelera mai il ritmo e si prende i propri tempi diluendo le situazioni con sguardi, pause e dialoghi non necessariamente in funzione degli ingranaggi drammaturgici –.
In “Truman” – il titolo prende il nome dal cane del protagonista e dall’affanno che provoca il non sapere fino all’ultimo a chi lasciarlo dopo la morte di Julian – non c’è quindi manipolazione sensoriale nei confronti di chi guarda ma c’è semplicemente una storia raccontata senza scorciatoie e astuzie, che per questo aumenta la propria potenza comunicativa: una sincerità  che troppo spesso il cinema non offre ma che solo il cinema sa offrire.
Antonio Romagnoli

NOVITA' HOMEVIDEO - HUNGER GAMES: IL CANTO DELLA RIVOLTA

Hunger Games: il canto della rivolta - parte 2
di Francis Lawrence
con Jennifer Lawrence, Julian Moore, Philip Seymour Hoffman
Usa, 2015
genere, fantascienza, azione
durata, 137'



Nel giungere alla fine della saga l’ultimo capitolo di “Hunger Games: il canto della rivolta – parte 2” era chiamato a un’impresa complicata perché il compito di chiudere le fila dei vari filoni narrativi sviluppati nell’arco della sua lunga storia era sorpassato dalla necessità di realizzare una conclusione che fosse all’altezza della sua fama e in particolare che riuscisse a riscattare l’opacità degli episodi precedenti, soprattutto l’ultimo ma anche il secondo, risultati ben al di sotto degli standard qualitativi raggiunti dal film che aveva aperto la serie. Si trattava in pratica di riparare al difetto di fabbrica connaturato a un modello produttivo preconfezionato, in cui il bisogno di diluire la storia attraverso un numero prestabilito di lungometraggi aveva la priorità rispetto a eventuali problemi di coerenza narrativa e soprattutto del rispetto dei canoni di genere, gli uni e gli altri costretti a subire l’empasse provocato dall’eccessiva estensione del minutaggio.


Di fronte a questi svantaggi il nuovo “Hunger Games” risponde cercando di accelerare le fila del discorso, arrivando alla resa dei conti e quindi al confronto tra la beniamina della rivoluzione Katniss Everdeen e il perfido governatore di Capitol City, il presidente Snow, tenendo ben deste le inquietudini sentimentali della sua eroina, sempre più divisa tra l’amore per Peeta, che dopo le torture subite dal perfido Snow fatica a ritrovare se stesso, e i sentimenti nei confronti di Gale, il compagno d'armi che nel frattempo si è innamorato di lei. 



Quello che ne esce fuori è un film più adulto e meno propenso a dispensare quelle caratteristiche ludiche e spettacolari fornite a suo tempo dalla competizione relativa i giochi da cui il film prende il nome, sostituiti in questa fase da una dimensione della realtà più cupa e conflittuale, filmata da Francis Lawrence con un gigantismo apocalittico che, come sempre succede nelle vicende degli universi distopici, fa da preludio alla palingenesi finale. Jennifer Lawrence che del film è la vera star se la cava con intelligenza, facendo coincidere la propria crescità artistica e anagrafica a quella del suo personaggio, a cui dona una spessore e una consapevolezza in grado di dare senso all'espressione perennemente imbronciata assegnatagli dal copione. Per il resto "Hunger Games: il canto della rivolta - parte 2" è cinema d'azione con molta routine e qualche sequenza da ricordare: come quella dello scontro con gli Ibridi che se non fosse per le fattezze antropomorfe delle terribili creature semprerebbe prelevata da un classico della fantascienza come "Aliens" di James Cameron.

giovedì 21 aprile 2016

PUBBLICATE 16 VIDEO DI DARK SOULS 3 " BOSS OCEIROS IL RE CONSUMATO "







CIAO RAGAZZI


PROCEDE BENE LA MIA ESPLORAZIONE STO SCOPRENDO UN SACCO DI COSE, TRA PATTI, VIE SEGRETE VI AUGURO UNA BUONA VISIONE ALLEGO SOPRA LA PLAY-LIST DEI 16 VIDEO PUBBLICATI IN CONTINUO AGGIORNAMENTO 

mercoledì 20 aprile 2016

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Lo chiamavano Jeeg Robot
di Gabriele Mainetti
con Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Elena Pastorelli
Italia, 2015
genere, fantascienza, avventura, azione
durata,





Trovare qualcosa di positivo nella crisi che attanaglia il paese può sembrare irriguardoso nei confronti delle persone che ne stanno pagando il prezzo più alto. E' pur vero però che la storia ci ha insegnato di come il progresso e il miglioramento della specie siano stati spesso il frutto di situazioni traumatiche e rivoluzionarie, capaci anche in maniera violenta di mettere in discussione le regole dello status quo che le avevano precedute. Alla pari delle altre istituzioni anche il cinema non è esente da scossoni e prova a reagire come può alla mancanza di fiducia nelle sorti del paese. Gabriele Mainetti per esempio lo fa da par suo affidandosi ad un pool di semi esordienti che comprende tra gli altri Menotti e Simone Guaglione, co-autori della sceneggiatura che ha dato vita alla storia di Enzo Ceccotti (un ottimo Claudio Santamaria), pregiudicato di borgata che il contatto con una sostanza misteriosa trasforma in una specie di super eroe. Trattandosi di un film girato in Italia e ambientato per lo più nell'area di Tor Bella Monaca, borgata romana al centro delle cronache per episodi collegati all'instabilità del sua mescolanza sociale, il progetto di  "Lo chiamavano Jeeg Robot" risultava fin dall'inizio tanto originale quanto coraggioso. A renderlo tale è innanzitutto l'idiosincrasia dei produttori italiani, abituati a considerare la fantascienza come un brand ad uso esclusivo del cinema americano e quindi per antonomasia restii a investire i propri soldi in film destinati a diventare, secondo il loro punto di vista, parenti poveri dei grandi blockbuster americani. Secondariamente, circoscrivendo il campo alla genesi del film in questione, la decisione di Mainetti di confrontarsi con i colleghi americani nel rispetto dei codici del genere, ma senza la deferenza che ci si sarebbe potuti aspettare da un esordiente si fonda sulla scelta di argomentare in modo personale intorno a una cultura che mette a sistema l'immaginario pop sul tipo di quello cosiddetto low brow, rintracciabile in alcuni film di recente produzione ("La solita commedia - Inferno" e "Italiano medio), con specificità linguistiche (l'uso del dialetto romano) e di costume profondamente connaturate con la specificità del territorio in cui la storia si svolge.


Così facendo, "Lo chiamavano Jeeg Robot" lavora allo stesso tempo in due direzioni: da una parte, si preoccupa di mantenere fede ai capisaldi del genere di riferimento, costruendo la mitologia del suo eroe attraverso le fasi classiche che contraddistinguono la scoperta e la presa di coscienza dei super poteri, incentrate quest'ultime, per la maggior parte sulle difficoltà del protagonista di adattarsi al cambiamenti e alle responsabilità che da questi poteri derivano; dall'altra, ponendosi in antitesi nei confronti delle certezze tipiche dei prodotti americani, traditi, per cosi dire, dal campionario di personaggi e di situazioni che fanno da contraltare al perfezionismo espressivo e iconografico che solitamente si accompagna a questo tipo di storie. Una scelta secondo noi vincente, perché è difficile rimanere insensibili sotto il profilo del divertimento e della partecipazione alle continue commistioni di generi, culture e specialità artistiche che a partire dal recupero del repertorio musicale anni ottanta (su tutti gli hit di Anna Oxa reinterpretati dal personaggio di Luca Marinelli) e di una star della canzone  "popolare ed eclettica" come Renato Zero, finiscono per caratterizzare visivo, centrato sui continui riferimenti al manga giapponese che da il titolo al film. E, per non parlare poi, dei rimandi a quel tipo di commedia italiana che amava raccontarsi attraverso le maschere di un'umanità mostruosa e ferale, qui capitanata da cattivo (Lo zingaro) interpretato dal nuovo zelig del nostro cinema Luca Marinelli, impegnato in una versione trash del Brian Ferry dei Roxy Music, "Lo chiamavano Jeeg Robot" può contare inoltre anche sullo stupore sensuale e smarrito di Ilenia Pastorelli (un altro volto nuovo) nella parte della ragazza interrotta (Alessia) di cui Enzo si innamora e che lo aiuterà a trovare la sua strada. Blindato da una sceneggiatura pressoché perfetta, "Jeeg Robot" è talmente diverso da quello che il cinema ci ha abituato a vedere che solo per quello andrebbe premiato dalla scelta del pubblico.
(pubblicata su ondacinema.it)