mercoledì 2 novembre 2016

AMERICAN PASTORAL

American pastoral
di, Ewan McGregor
con, EwanMcGregor, Jennifer Connelly, Dakota Fanning, David Strathairn
USA 2016 
genere, drammatico
durata, 125'




Vivere senza fare rumore. Aderire ai codici sociali. Rispettare, in una sorta di persuasa omologazione, le leggi, le regole del proprio ambiente, le trappole morbide del quieto vivere nell'illusione, al tempo feroce e puerile, che la vita trascorra un-po'-più-in-là, permettendo alle cose, come loro malgrado, di tenersi insieme. La vita, però - ed è persino banale affermarlo - non asseconda certe cautele. La vita, perlopiù, uccide. Uccide aspirazioni, slanci, sentimenti. E sogni, orgogli, viltà, lasciandosi per ultima la pratica meno interessante: uccidere chi se ne fa portatore.

Seymour Irving Levov/E.McGregor, detto lo Svedese, alla fine degli anni Cinquanta, è uno di quelli che s'è messo di buzzo buono per stare al passo con ciò che il Sistema, la Società, il Buon Senso si aspetta da ogni bravo cittadino. Asso dello sport, eroe ecumenico del liceo di Old Rimrock, New Jersey, scampa d'un niente i campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale (pur essendosi, ligio e a modo suo patriottico, regolarmente arruolato); rinuncia senza patemi evidenti ad una promettente carriera agonistica entrando nella Newark Maid Leatherware, fabbrica di guanti sopraffini ("Vede le cuciture ? La distanza dei punti della bordatura della pelle ? Ecco da cosa si vede la lavorazione di qualità. Questo margine tra le cuciture e l'orlo è probabilmente meno di un millimetro" - P.Roth, American pastoral -) gestita dal padre Lou ("Uomo limitato provvisto di un'energia illimitata" - op.cit. -), che arriverà nel '58 ad aprire una filiale a Portorico; sposa le ventiduenne Dawn Dwyer/J.Connelly, la più croccante delle shiksa, Miss New Jersey 1949 e, in linea con le desolate parole postume di suo fratello Jerry/R.Evans ("Lei post-cattolica, lui post-ebreo, se ne andranno insieme a Old Rimrock ad allevare tanti ragazzini che saranno guardati con invidia. Hanno, invece, quella figlia del cazzo" - op.cit -), mette al mondo la bionda e complicata Meredith/D.Fanning, detta Merry (sadica antifrasi), la quale, raggiunta l'adolescenza al seguito di una a volte invalidante balbuzie la cui autentica scaturigine rimane un ambiguo rompicapo per tutti - tra complessi d'inferiorità nei confronti di genitori troppo perfetti; eventuali tare di carattere fisico mai diagnosticate: un subdolo e perverso ingranaggio psicologico di difesa autolesionistica approntato per tenere a bada una realtà che si ritiene soffocante e falsa - comincia, frequentando, in quei  promettenti e contraddittori tardi anni '60, gli ambienti radicali newyorchesi, a minare pezzo per pezzo il terreno su cui la famiglia sta tentando di edificare la propria riproduzione in scala del Sogno Americano...

I
ntercalato, come il testo di Roth, dalle parole di un osservatore non neutrale, qui Nathan Zuckerman/D.Strathairn, detto Skip, (alle spalle del quale si può intravedere lo stesso autore di Newark), compagno di scuola di Jerry, grande ammiratore dello Svedese, schivo e riflessivo scrittore, l'esordio dietro la mdp di McGregor guarda al prototipo letterario operando alcune prevedibili (e legittime) variazioni, tipo concentrare la vicenda attorno al trauma e alle ripercussioni che esso genera nel nucleo di una famiglia modello per opera di una ragazza antagonista, la cui vocazione alla sconfitta e tensione manifesta ad essere-per-la-morte è uguale e contraria a quella che induce lo Svedese (e, per irraggiamento, la mistica che s'è creata intorno lui, nel progressivo sbriciolamento delle certezze di una Nazione, di un periodo, di una Cultura intera) ad essere come gli altri, esattamente come gli altri, al centro di una colorata e dolciastra aurea mediocritas a stelle e strisce, il cui calibratissimo e spietato meccanismo si stabilizza in tempi brevi al passo "di una vita dominata dal buonsenso e dal senso della misura, col conformismo che, ancora una volta, avvolgeva tutto, le grandi e le piccole cose, e fungeva da barriera contro le improbabilità... Lo Svedese... aveva quello che ci voleva per evitare tutto ciò che era sconnesso, speciale, irregolare, difficile da valutare o da capire - op.cit. -".


Se la scelta espressiva del neo-regista è personale e insindacabile, gran parte della sua realizzazione, nella diligente rigidità di una messinscena che ambisce all'esemplarità classica di un dramma interiore in dialogo diretto o metaforico con quello attraversato da un Paese in tumultuosa trasformazione (gli Stati Uniti a cavallo tra gli anni '60 e '70, con ben altra puntigliosità e amaro disincanto raccontati - cinematograficamente parlando - da un altro dramma borghese, un'altra chimera spezzata attorno all'impossibilità di qualunque autentica ribellione, quella di "Revolutionary Road" di Mendes, da R.Yates), sconta una qual esangue programmaticità, una progressione spesso conflittuale ma anodina, come se l'intera costruzione fosse ostaggio di un artificioso determinismo - trappola che l'ordito letterario, organizzato a mo' d'intarsio fra vari piani, quello della memoria che tende ad aggiustare i ricordi; quello dell'inesorabilità del Tempo che tutto travolge; quello della deformazione grottesca e, non ultimo, quello della rabbia e della crudeltà come essenza indecente che allo stesso tempo sostenta e avvelena il mito americano, quasi sempre schiva - tale da stemperare, corollario brutale, anche i passaggi più drammatici, icastici e di cupa consistenza teatrale se avulsi dal contesto; forzati e un po' convenzionali nel loro mostrarsi orfani inermi di quel respiro che dovrebbe allinearli al ritmo del grande polmone della Storia. Ciò implica, tra l'altro, a fronte di partecipi interpretazioni, in specie quelle dello stesso McGregor e della Connelly, il prevalere nel dipanarsi delle vicende di un insistente senso d'estraneità, di sfasatura tra intenzione e risultato, paradosso involontario di cui proprio lo Svedese è motore e vittima: "un giorno la vita ha cominciato a ridergli in faccia e non ha più smesso" - op.cit -.
TFK

Notizie su Titanfall 2 - Leggi qui la Recensione


 

 

Conclusione

 

Titanfall 2 è un vero e proprio sequel: parte dalla base del predecessore migliorandolo praticamente sotto ogni aspetto. Abbiamo apprezzato moltissimo la presenza del single-player, lo stile dei combattimenti e l'interazione con i mech, ma purtroppo il bilanciamento imperfetto, la campagna troppo corta e alcune mappe non particolarmente ispirate non permettono al gioco di ambire a una valutazione superiore. Il gioco è indubbiamente consigliato a chi ha apprezzato il primo Titanfall, ma crediamo possa piacere anche agli appassionati di fps in cerca di un'esperienza diversa rispetto a quella proposta dai colossi del settore.  

 

 

 

OGGI ALLE 15:00 SECONDA VIDEO GUIDA NON UFFICIALE DI FALLOUT 4 " MODALITÀ MOLTO DIFFICILE "





CIAO RAGAZZI ORA RIPRENDEREMO LA VIDEO GUIDA NON UFFICIALE DI FALLOUT 4 + DLC VI ASPETTO NON MANCATE  GIÙ ALLEGO LA PRIMA VIDEO GUIDA DATEGLI UNA GUARDATA E ISCRIVETEVI AL CANALE 

 

 

martedì 1 novembre 2016

PUBBLICATA VIDEO GUIDA DI STYX MASTER OF SHADOWS MODALITÀ GOBLIN PS4






 

 

 PUBBLICATA VIDEO GUIDA DI STYX MASTER OF SHADOWS MODALITÀ GOBLIN PS4

 

 

 

 

DOCTOR STRANGE

Doctor Strange
di Scott Derrickson
con Benedict Cumberbatch Tilda Swinton, Chjwetel Ejiofor, Rachel McAdams
Usa, 2016
genere, avventura, fantasy, azione
durata, 115' 


Quella che agli occhi dello spettatore può sembrare una semplice stravaganza, o ancora meglio, il modo ironico e scherzoso scelto dal regista e dai suoi sceneggiatori per alleggerire la gravità del momento, torna utile come cartina di tornasole da impiegare nel tentativo di fare il punto sull'ultima produzione targata Marvel Studios. Accade più volte, prima, durante e dopo il corso da apprendista stregone propinatogli da un arcano mentore ("L'Antico", interpretato da una Tilda Swinton in una versione riveduta e corretta dell'Orlando di Sally Potter), che il protagonista del film in questione si preoccupi di specificare la propria identità scandendo alla maniera di James Bond nome e cognome e titolo professionale. Così facendo, quella che all'interno della storia è l'espediente atto a segnalare la reazione di chi esorcizza le proprie paure con ciò che gli è più famigliare diventa la chiave per intercettare il marchio di fabbrica dell'intera operazione. Perché la mancanza di distinzione tra identità e alter ego, annunciata sin dal titolo (del film e del fumetto da cui lo stesso è tratto) e successivamente ribadita dall'interessato quando oramai è diventato un vero e proprio super eroe, finisce per riflettersi sulla struttura del racconto e sulle caratteristiche delle avventure del protagonista. In "Dottor Strange" infatti non c'è modo di distinguere il privato dal pubblico in una perfetta coincidenza tra l'immagine del personaggio e la sua essenza che, sul piano narrativo si traduce in una dimensione certamente poliedrica, per i diversi livelli di coscienza su cui si muove la vicenda (conseguenti non solo dalla forma astrale che permette all'anima del dottore di abbandonare il proprio corpo ma anche per la presenza degli universi paralleli) ma priva di quel "mascheramento" che è il cuore pulsante della materia super omistica , quasi sempre alle prese con nevrosi derivategli dal dover fare i conti con quella parte di esistenza fatta di consuetudini (famigliari, amicali, lavorative) che esulano dall'acquisizione dei super poteri. In questo senso "Dottor Strange" è l'espressione di un universo unidimensionale e monotematico perché completamente interno alla battaglia combattuta dal protagonista per opporsi alle forze che mettono a repentaglio l'ordine del cosmo; e ancora l'emblema di una diversità - rispetto al resto del pantheon marvelliano -ereditata dalla personalità del suo inventore, il mitico Steve Ditko, che alla pari di quanto aveva fatto con L'uomo Ragno - di cui fu co-creatore insieme a Stan Lee - traspose nella tendenza all'introspezione tipica delle avventure del Dottor Strange le proprie inclinazioni che furono quelle di un uomo talmente timido e schivo da rifiutare (a partire dagli anni sessanta) interviste e ritratti fotografici.

Ora, se a quanto abbiamo appena detto aggiungiamo il fatto che i primi comics dedicati al "maestro della arti mistiche" avevano dalla loro una progressione dialogica e figurativa paragonabile a un vero e proprio flusso di coscienza, la cui comprensibilità richiedeva un'attenzione al di sopra della media, appare chiaro che l'impresa di Derrickson e della sua equipe non era delle più agevoli. Considerato che alla pari degli altri film della Marvel anche questo nasceva con l'intenzione di risultare popolare ed economicamente vantaggioso,"Doctor Strange" correva due rischi opposti e convergenti. Il primo era quello di tradire la natura delle storie per eccesso di semplificazione mentre il secondo, di segno contrario, nasceva dalla possibilità di rimanervi fedele al punto di risultare oscuro e complicato. Con l'intenzione di non scontentare nessuno Derrickson sceglie la via del compromesso: da un lato, privilegiando le atmosfere claustrofobiche e oppressive proprie delle strisce originali; dall'altro, lavorando sulla riconoscibilità degli aspetti visuali e narrativi. Così se "Doctor Strange" si presenta quasi privo di luce e con colori virati al grigio e al nero, è altrettanto vero che la struttura del racconto, organizzata secondo archetipi ultra conosciuti - imperniati sulla lotta tra bene e male e sulla morte e rinascita del protagonista inizialmente borioso ed egoista e alla fine partecipe e altruista - e sull'impiego di una manciata di star che al solito rappresentano un buon compromesso tra qualità interpretative (ottime) e livello di riconoscibilità (discreto se se consideriamo che stiamo parlando di un blockbuster), soddisfa le finalità più mercantili. E ancora sul versante della mediazione è doveroso notare da parte di Derrickson la commistione tra citazionismo e originalità; con la capacità fornita ai personaggi di costruire spazi virtuali alla maniera di "Inception" oppure di ricalcare l'estetica dei cattivi capitanata dal personaggio di Mads Mikkelsen traendola - almeno per quanto concerne il modo di stare in scena - da "Superman II" di Richard Lester, affiancati alle fantasie psichedeliche con cui Derrickson descrive lo scarto dimensionale che permette ad uno scettico Strange di ricredersi a proposito dell'esistenza di una vita ultraterrena. Anche in ragione di essere la prima puntata di una possibile serie "Doctor Strange" appare più così più fresca e convincente rispetto al gigantismo delle saghe degli Avengers e di Captain America e eon almeno due scene destinare a entrare nella hall of fame delle produzioni Marvel: quella del body language di Strange/Cumberbacht che in sala operatoria maneggia il bisturi seguendo il tempo di un hit da discoteca anni 70 e, su un versante più ridanciano, la sequenza in cui in un tripudio da slapstick comedy vediamo Strange sballottato da una parte all'altra dal mantello incantato che finirà per salvarlo dalle grinfie dell'acerrimo nemico.
(pubblicato su ondacinema.it)

QUESTI I GIOCHI CHE USCIRANNO A NOVEMBRE 2016!!

 

 FONTE

 

Vi proponiamo la lista dei giochi di spicco in arrivo a novembre:

1 novembre

-Super Dungeon Bros - PS4, Xbox One, PC [Wired Producions/React Games]

4 novembre

-Call of Duty: Infinite Warfare - PS4, Xbox One, PC [Activision/Infinity Ward]

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-Call of Duty: Modern Warfare Remastered - PS4, Xbox One, PC [Activision/Infinity Ward]

-Moto Racer 4 - PS4, Xbox One, PC [Microids/Artefacts Studio]

-Blazblue: Central Fiction PS4, PS3 [Arc System Works]

-Football Manager 2017 - PC [SEGA/Sports Interactive]

uscite-fm2017

-SEGA 3D Classic Collection Nintendo 3DS [SEGA]

8 novembre

-Sword Art Online: Hollow Realization - PS4, PSVita [Bandai Namco/Artdink]

9 novembre

-Robinson: The Journey - PlayStation 4 [Crytek Studios]

11 novembre

-Dishonored 2 - PS4, Xbox One, PC [Koch Media/Arkane Studios]

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15 novembre

-Watch Dogs 2 - PS4, Xbox One [Ubisoft]

uscite-wd2

-Road Rage - PS4, Xbox One, PC [Maximum Games]

17 novembre

-Assassin's Creed: The Ezio Collection - PS4, Xbox One [Ubisoft]

18 novembre

-Killing Floor 2 - PS4, PC [Sony-Steam/Tripwire Interactive]

uscite-kf2

22 novembre

-Darksiders: Warmastered Edition - PS4,Xbox One, Wii U [THQ Nordic/Vigil Games]

-Amnesia Collection - PlayStation 4 [Sony/Frictional Games]

23 novembre

-Pokémon Sole/Pokémon Luna - Nintendo 3DS [Nintendo/The Pokémon Company]

uscite-pk

28 novembre

-Space Hulk: Deathwing - PC [Steam-Focus Home Interactive/Cyanide]

29 novembre

-Final Fantasy XV - PS4, Xbox One [Square Enix]

uscite-ffxv

-Watch Dogs 2 - PC [Ubisoft]

-Darksiders: Warmastered Edition - PC  [THQ Nordic/Vigil Games]

OGGI TRE DIRETTE LIVE " IL FINALE DI STYX - FALLOUT 4 - THE EVIL WITHIN "





ALLE 14:30 SI INIZIA CON IL GRAN FINALE DI STYX, SONO ARRIVATO AL CAPITOLO FINALE DEL GIOCO!! 

ALLE 18:00 LA DIRETTA LIVE DI FALLOUT 4 "LA MIA VIDEO GUIDA NON UFFICIALE DI FALLOUT 4" 

 

 

ALLE 21:00 DIRETTA LIVE DI THE EVIL WITHIN VI ASPETTO MI SONO SBLOCCATO ORA POSSO PROCEDERE NEL GIOCO!!

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