giovedì 22 novembre 2018

LA BALLATA DI BUSTER SCRUGGS


La ballata di Buster Scruggs
di fratelli Coen
con Tim Blake Nelson, James Franco, Liam Neeson e Tom Waits, 
USA, 2018
genere, western
durata, 132'


Premio Osella alla miglior sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia per il nuovo film dei fratelli Coen, “La ballata di Buster Scruggs”.

Si tratta di una sorta di western rivisitato che, più che un film, si potrebbe definire l’insieme di episodi di una serie. Più o meno con ambientazioni simili (che rimandano al contesto western, appunto), ma con personaggi e situazioni completamente diverse. Dal canterino, quanto abile, Buster Scruggs del primo “episodio”, al ladro sfortunato e maldestro del secondo, per passare ad una sorta di cantastorie, a un cercatore d’oro, a una giovane donna in viaggio in una carovana e a cinque uomini a bordo di una diligenza, tutti personaggi tratteggiati abilmente in pochi minuti.

Le vicende sono legate tra loro, oltre che dal filo conduttore del western, dalle pagine di un libro. Una mano sfoglia le pagine di un tomo, dalle quali si vedono delle immagini a colori che prendono vita e delle frasi che cercano, in qualche modo, di riassumere e presentare quello che aspetta il pubblico.

Un film, nel complesso, abbastanza leggero, nel quale aleggiano i caratteri tipici dei due fratelli registi, che si immergono in un contesto diverso dal solito, quello, cioè degli episodi.

Se con i primi due l’intento principale appare forse quello di far sorridere lo spettatore (perché ci sono momenti di vere e proprie risate), con il proseguire della narrazione, questo tipo di atteggiamento va scemando sempre più fino a portare ad una riflessione e a un sorriso amaro. Oltre ad essere una sorta di critica a quello che era (ed è) il genere western e a come le sorti dei vari protagonisti potevano cambiare da un momento all’altro per il più sciocco dei motivi, con “La ballata di Buster Scruggs” si ha quasi l’impressione di essere di fronte a un viaggio nel cinema, specificatamente nel genere sopra citato. Non mancano mai, dall’inizio alla fine della narrazione, elementi che richiamano a determinati autori o a determinati sottogeneri (dallo spaghetti western alla diligenza che rimanda alle opere di Ford, per citarne solo alcuni).

Da evidenziare, poi, anche il particolare titolo scelto dai due registi. “La ballata di Buster Scruggs” fa riferimento solo ed esclusivamente al primo episodio, nel quale, effettivamente, il protagonista è Buster Scruggs, un cowboy canterino che sembra quasi inscenare una sorta di ballata perché, ovunque si trovi, inizia a cantare e giocare con le persone con le quali ha a che fare. Il suo modo di porsi, così canzonatorio, non deve, però, far pensare a un personaggio frivolo e incompetente, anzi. Buster Scruggs si rivela essere, fin da subito, molto abile con le armi che ha a disposizione e, quindi, molto temuto da chiunque. La scelta del titolo probabilmente, però, è legata ad un fattore: quello di fare da collant tra le varie storie presentate. Come in una ballata dell’epoca, quello che ci propongono i Coen è un racconto di vari personaggi con un punto di partenza comune che, però, decidono di cambiare lungo la strada e prendere, di conseguenza, strade diverse.

Dei riusciti spaccati western tragicomici che invitano lo spettatore a interrogarsi soprattutto sulla precarietà della vita. Ultimo appunto da fare, più che al film in sé, è quello relativo alla distribuzione. I Coen hanno scelto Netflix come piattaforma esclusiva, almeno per il momento, per mostrare al grande pubblico il loro prodotto. Scelta azzardata? Uscirà anche nelle sale cinematografiche? Ancora non ci è dato saperlo.
Veronica Ranocchi



Mi dispiace dirlo ma Fallout 76: l'enorme Fallout 76Non migliora il Gioco











Come tutti gli utenti avranno ben notato, Bethesda ha pubblicato nei giorni scorsi una patch gigantesca per Fallout 76, i cui effetti sono stati analizzati in un recente video da Digital Foundry.

La patch 1.02 da quasi 50 GB dovrebbe aver apportato cambiamenti sostanziali al codice, essendo grande quanto il gioco stesso, ma per avere un'idea più precisa la celebre rubrica tecnica in questione ha effettuato un'analisi tecnica dettagliata sulle performance di Fallout 76 post-patch, confrontandolo anche con la versione originale del gioco. Quello che è emerso non sembra particolarmente incoraggiante, però, visto che i problemi di Fallout 76 a quanto pare persistono.

La patch richiede il download di 47 GB su PS4 e Xbox One e 15 GB su PC. Il fatto è che sembra limitarsi soprattutto a far riscaricare gli stessi file che vanno a sovrascriversi sugli originali senza cambiamenti effettivi, apportando solo 2 GB in più di aggiornamenti. Dunque, invece di funzionare in maniera incrementale richiede semplicemente di riscaricare una nuova versione del gioco da zero. Secondo l'analisi di Digital Foundry le risoluzioni su console restano le stesse, così come le performance, che mostrano ancora una decisa inconsistenza nel frame-rate. In particolare, la versione Xbox One X mostra prestazioni migliori nell'area più problematica in cui calava a 10 frame al secondo nell'analisi precedente, ma diversi cali si notano altrove. Tutte le altre versioni hanno ancora parecchie instabilità in questi termini, con PS4 Pro che mostra cali verso i 19-20 frame al secondo utilizzando armi con effetti di fiamma.



Video: Tutto quello che devi sapere sull'Articolo 13 - #Articolo #SaveYourInternet







Youtube rimarrà lo stesso che abbiamo conosciuto finora. Lo dice la Commissione Ue rispondendo agli attacchi sferrati dalla piattaforma video contro la direttiva sul copyright. “Gli utenti delle piattaforme online continueranno a fare quello che hanno sempre fatto. Con la differenza – si legge in una nota di Bruxelles – che creatori e autori potranno beneficiare di una protezione maggiore dalle violazioni del copyright”.
“L’economia creativa è minacciata dall’articolo 13 della riforma del copyright dell’Ue”, aveva detto Susan Wojcicki, Ceo di YouTube sul Financial Times – perché rende le Internet companies direttamente responsabili delle eventuali violazioni perpetrate con i contenuti caricati sulle loro piattaforme. “Condividiamo gli obiettivi”, dice la Ceo di YouTube, ma non il metodo, che mette a repentaglio i ricavi di centinaia di migliaia di artisti e creativi sul canale video di Google.






Notizie su The Last of US 2 e Death Stranding e Bloodborne 2 potrebbero far parte della line-up PS5





 incessanti i rumors sul futuro di Sony targato Playstation ed in particolare sui giochi che potrebbero accompagnare il presunto lancio di Playstation 5. Su Reddit, lo stesso utente che aveva anticipato la mancata partecipazione di Sony all'E3 2019 ha ben veduto di rilanciare, confermando una prima lista di titoli che saranno sviluppati pensando proprio al nuovo hardware.

I giochi in questione sarebbero The Last of US Part 2Death Stranding e Ghost of Tsushima e Bloodborne 2,  e titoli che secondo l'insider sarebbero stati sviluppati sui devkit PS5 per poi essere convertiti per l'attuale generazione di console, ovvero Playstation 4.
Prenderebbe, dunque, sempre più corpo l'ipotesi di un lancio di PS5 praticamente imminente e che a conti fatti dovrebbe accadere entro e non oltre la fine del 2020.

mercoledì 21 novembre 2018

PRIVATE WAR


Private War
di Matthew Heineman
con Rosamund Pilker, Jamie Dornan, Stanley Tucci
Gran Bretagna, USA, 2018
genere, biografico, drammatico
durata, 110'


Come esasperazione di partiti contrapposti le guerre sono per forza di cosa destinate  a generare  esempi di segno opposto che non riguardano solo la divisione tra vittime e  carnefici ma anche quella tra coloro che sono pronti a dare la vita per un bene più alto e chi invece è mosso solo dal proprio istinto di sopravvivenza. Affamato di storie fuori dall’ordinario, è scontato che il cinema sia interessato ai primi soprattutto quando la vicende della loro vite assumono le sembianze di un vero e proprio martirologio. Inevitabile dunque che l’arco esistenziale di una figura esemplare come quella della corrispondente di guerra del Sundays Times Marie Colvin non arrivasse prima o poi sullo schermo. 

A portarcela sono in ordine di importanza l’ex documentarista americano Matthew Heineman  e l’attrice inglese Rosamund Pilke, garanti il primo per formazione, la seconda per natura, della caratteristica del film che è quella di non cedere alla convenzionalità di un genere tendente a “santificare” i propri beniamini. Prima di arrivare al momento della dipartita, avvenuta a Homs, la città messa sotto scacco dalle forze dell’Isis “Private War” ci racconta la Colvin nella sua impossibilità di separare la vita dal lavoro e quindi mostrandola inseguita da un inquietudine che non le dava tregua sia nella vita privata che in quella pubblica, quest’ultima spesa a raccontare i conflitti dalla parte dei più deboli e contro i potenti. Come per i super eroi dei fumetti anche qui a fare la differenza sono le proprie ossessioni e il senso di responsabilità derivato da un grande potere che per la Colvin era quello di mostrare al mondo la guerra nella speranza di riuscire a fermarla. Che non ci sia riuscita è solo un dettaglio, per “Private War” quello che conta è dare conto della tensione che la spingeva a farlo. 
Carlo Cerofolini 


RALPH SPACCA INTERNET, ARRIVA LA RECENSIONE DEL FILM






È sempre difficile sviluppare un sequel convincente, soprattutto dopo un buon primo capitolo, Ralph Spacca Internet però rappresenta una bella e inaspettata anomalia. La costruzione appare più solida del celebre precedente, inoltre è un prodotto ambivalente, incredibilmente attuale nel rappresentare internet e i suoi pericoli, così come nel diventare universale nell'esatto momento in cui l'amicizia fra Ralph e Vanellope rischia di sgretolarsi per sempre. Temi e personaggi sono perfettamente amalgamati all'interno di una storia che non lascia respiro, appassionante e coinvolgente, con l'empatia verso i protagonisti ai massimi storici. Tutto questo senza sacrificare lo spettacolo e la tensione, grazie alle parti ambientate dentro i giochi Sugar Rush, Slaughter Race e all'epico finale - tinteggiato anche d'ironia. A brillare, oltre a Ralph e Vanellope, anche le principesse Disney, per la prima volta raccolte tutte insieme, ben scritte e funzionali al fine di risolvere la vicenda principale. Un film d'animazione per tutta la famiglia da vedere a tutti i costi, consigliato anche agli spettatori più cresciuti.



VOTO 8,5




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It is always difficult to develop a convincing sequel, especially after a good first chapter, Ralph Spacca Internet, however, it is a nice and unexpected anomaly. The construction appears more solid than the previous noted, also has an ambivalent product, current incredibly in representing internet and its dangers, as well as to become universal in the exact time when the friendship between Ralph and Vanellope threatens to crumble forever. Themes and characters are perfectly blended in a story that leaves no breathing, exciting and engaging, with empathy for the protagonists to historic highs. All this without sacrificing the performance and voltage, thanks to the parts set inside Sugar Rush games, Slaughter Race and final epic - also painted irony. A shining, as well as Ralph and Vanellope, even the Disney princesses, for the first time all gathered together, well-written and functional in order to resolve the main story. An animated film for the whole family to see at all costs, also recommended to the more grown up spectators.




VOTE 8.5

martedì 20 novembre 2018

Fan in Delirio Possibili Remake della Saga di Resident Evil " Ecco quali sono i Titoli interessati "




Come riporta WCCFTECH, i 2 producer del remake Yoshiaki Hirabayashi e Tsuyoshi Kanda sono stati protagonisti di una recente intervista, in cui è emerso di come Kanda sia molto interessato a riconvertire gli altri capitoli della saga (quelli con telecamera fissa) con la visuale adottata nel remake del secondo capitolo:
"Credo sarebbe interessante inserire la telecamera OTS nei nostri vecchi titoli con telecamera fissa, ma per il momento il mio obiettivo e rendere Resident Evil 2 un successo."
Al momento si tratta solo di semplici considerazioni ma è lecito pensare che se questo remake si rivelerà un successo commerciale, Capcom potrebbe essere più che disposta a lavorare sui remake degli altri capitoli più vecchi della saga, come Code Veronica, Resident Evil 3 e perché no, la saga Outbreak.





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As reported  WCCFTECH , 2 producer of Yoshiaki remake Hirabayashi and Tsuyoshi Kanda have been involved in a recent interview, in which it emerged as Kanda is very interested in reconvert the other chapters of the saga (those with fixed camera) with the view adopted in remake of the second chapter:
I think it would be interesting to add the camera OTS in our old titles with a fixed camera, but for now my goal and make Resident Evil 2 a success. "

At the moment it is just simple considerations but it is reasonable to think that if this remake will prove a commercial success, Capcom might be more than willing to work on the remake of the other oldest chapters of the saga, like Code Veronica, Resident Evil 3 and why not the Outbreak saga.