sabato 24 aprile 2021
domenica 18 aprile 2021
La foto della settimana
La memoria dell'acqua di Patricio Guzman (Cile, Francia, Spagna 2015)
Invisibili: Ham on Rye
Ham on rye
di, Tyler Taormina
con, Haley Bodell, Gabriella Herrera, Audrey Boos, Luke Darga, Adam Torres, Blake Borders, Sam Hernandez, Cole Divine, Grant McLellan, Gregory Falatek
genere, commedia, drammatico
USA 2019
durata, 85'
Scared to death, no reason why
Do whatever to get me by
Think about the things I said
Read the page, it's cold and dead
And take me home…
— Alice in Chains —
Coerentemente, allora, la solita, sottile ma ostinata sensazione di inconsistenza così a fondo avvinta al sentimento prevalente che viene naturale oramai sovrapporre alla questione giovanile contemporanea, vira con minimo attrito nella direzione di una mestizia più rassegnata che macabra al momento di isolare il vissuto di chi resta, uomini e donne dall’anagrafe appesantita non solo nei giorni (nulla vieta di pensare a loro, altresì e a questo punto, come alla versione invecchiata degli altri che, espunti da un meccanismo imponderabile, si sono evitati l’onta di un avvenire mediocre, stupido o insensato) ma ostaggio di un atroce falso movimento perpetuo fatto di cibo consumato meccanicamente durante la notte nel frattempo scesa insidiosa e muta, di birre tiepide e occhi vacui che cercano qualcosa di autentico e stabile su cui posarsi e non lo trovano, mentre ogni cosa insiste a ripetersi senza variazioni (“E’ tutto uno schifo”, mugugna tra sé uno dei ragazzi grandi escluso dall’enigmatico lavacro), in attesa di un irreparabile che già Eschilo aveva con inquietante lucidità preconizzato (Ciò che attende alle soglie del buio col tempo fiorisce. Gli altri li tiene in una notte impotente. Tornerà a prenderli più tardi), che ai giorni nostri Benasayag e Schmit hanno riassunto, parafrasando Spinoza, nell’espressione epoca delle passioni tristi, ovvero nel pietoso esito conseguito da una Civiltà intera consistente nel fallimento di una redenzione laica del mondo da conseguire per il tramite dell’utilitarismo parcellizzato su scala individuale, e che la solitaria e raminga Haley, incredula ma ignara, accoglie ancora una volta su di sé sotto forma di un nuovo, limpido giorno d’estate. I grew up and forgot what colour world was…
TFK
lunedì 5 aprile 2021
Cherry - Innocenza perduta
Cherry-Innocenza perduta
di Anthony e Joe Russo
con Tom Holland, Cia Bravo
USA, 2021
genere, bellico, drammatico
durata, 142'
A legittimare l’operazione c'è innanzitutto la scelta di una giovane promessa come Tom Holland, già con i Russo come interprete di Spiderman, e qui chiamato a soddisfare due requisiti: il primo, di natura commerciale, legato alla popolarità dell’interprete a cui si chiedeva di far breccia nei cuori dei fan con una storia per certi versi priva di quell’ottimismo di fondo e anche di facciata di cui si nutre un certo tipo di produzione hollywoodiana. La seconda, di origine artistica, si agganciava alla possibilità di mettere in scena il passaggio di consegne tra due modi diversi di fare cinema, e dunque il trapasso da ciò che era stato fin qui l’interesse principale dei due cineasti, concentrati a far tornare i conti di produzioni multimilionarie con storie di genere fantastico e un presente di segno opposto, calato com’è il film in una dimensione come quella bellica che per sua costituzione offriva poco spazio a soluzioni narrative di tipo onirico e fantastiche.
Da qui la vocazione eterogenea di "Cherry", organizzato com’è in una prima parte che strizza l’occhio al teen dramedy (in tal senso la presenza di Holland è determinante) quando si tratta di raccontare le ragioni (sentimentali) che spingono il protagonista ad arruolarsi volontario e a partire per la sanguinosa missione, per poi lasciare il testimone alla successiva, di genere bellico, in cui espiazione e catarsi sono il frutto di del trip allucinogeno e del cupio dissolvi che caratterizzano il reducismo cinematografico.
Sconfessando il mito della forza e del superomismo, demoliti dall’avversione del protagonista nei confronti della retorica interventista e del patriottismo tout court (a suo tempo celebrato dai Russo nella personaggio di Steve Rogers alias Capitan America), "Cherry" non riesce comunque a tirarsi fuori dal guado: un po' per la paura di scontentare il pubblico, blandito con un'estetica da cinema mainstream; un po' perché il suo modo di raccontare - enfatizzato dall’espressionismo fotografico di Thomas Newton Sigel - finisce per essere più didascalico che riflessivo, più ridondante che introspettivo, restituendo allo spettatore la sensazione di un’operazione in parte irrisolta.
Carlo Cerofolini
(pubblicata su ondacinema.it)
venerdì 26 marzo 2021
Fuori orario cose (mai) viste presenta: una notte dedicata a Silvia Luzi e Luca Bellino
FUORI ORARIO COSE (MAI) VISTE
presenta
''OCCHI APERTI / SGUARDI SBARRATI''
una notte dedicata a Silvia Luzi e Luca Bellino
La storica trasmissione di Rai Tre dedica un'intera nottata al cinema dei registi, tra musica, realtà e finzione.
SABATO 27 MARZO / RAI 3
Il rapporto dialettico con il mondo al di là delle etichette di genere, il forte legame con il cantautore piemontese Gianmaria Testa scomparso nel 2016, la ribellione come punto centrale del racconto: Fuori Orario - Cose (mai) Viste dedica una nottata ai registi Silvia Luzi e Luca Bellino.
L'appuntamento dal titolo evocativo ''Occhi Aperti / Sguardi Sbarrati'' si apre all'una e trenta circa con il videoclip di Povero Tempo Nostro, singolo postumo del cantautore piemontese Gianmaria Testa, realizzato da Luzi e Bellino lungo il cimitero delle barche alla foce del fiume Tevere, dove in un'atmosfera apocalittica lo sguardo di una bambina ci accompagna in un simbolico viaggio attraverso il nostro mondo e le sue miserie.
A seguire sarà la volta de Il Cratere, primo lungometraggio di finzione della coppia di autori. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2017, Il Cratere è una storia di sogni e ribellione raccontata attraverso un padre che vede nella voce della figlia adolescente un'arma per un impossibile riscatto sociale. Accolto con successo da pubblico e critica, Il Cratere ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il Grand Prix al Tokio International Film Festival, il premio più importante ottenuto da un film italiano in Asia.
In chiusura di nottata Fuori Orario propone una conversazione con Silvia Luzi e Luca Bellino a cura di Fulvio Baglivi, ripercorrendo i loro lavori e il filo rosso della rivolta a partire dal pluripremiato documentario Dell'Arte della Guerra che nel 2012 ha raccontato la lotta degli operai della ex Innocenti di Milano.
Il rapporto dialettico con il mondo che di volta in volta Luzi e Bellino provano a mettere in scena superando i limiti e le etichette di realtà e finzione sarà il centro dell'incontro con i due autori, che hanno fatto dell'indipendenza una scelta sia artistica sia produttiva.
Sabato 27 marzo – Rai 3 dalle 1:30.
''OCCHI APERTI / SGUARDI SBARRATI'' - Fuori Orario cose (mai) viste è a cura di Ghezzi, Baglivi, Di Pace, Esposito, Fina, Francia, Fumarola, Giorgini, Luciani, Melani, Turigliatto.









