mercoledì 21 giugno 2017
Guarda Video di Bloodstained: Ritual of the Night " Noterete Somiglianze con Castlevania "
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Fonte http://www.eurogamer.it
Oggi si torna a parlare del titolo grazie a un nuovo filmato che ci permette di dare uno sguardo al gioco in azione. Il video in questione, riportato da Dualshockers, ci mostra la demo di Bloodstained: Ritual of the Night presentata all'E3 2017,
Per chi non lo sapesse, Bloodstained: Ritual of the Night è un RPG a scorrimento orizzontale ambientato nell'Inghilterra del diciottesimo secolo, in un contesto storico segnato dall'inizio della rivoluzione industriale. I videogiocatori impersoneranno Miriam, una ragazza orfana colpita da una maledizione degli alchimisti che le sta, lentamente, trasformando la pelle in cristallo. Miriam entrerà in un misterioso coma da cui si risveglierà dieci anni dopo, in concomitanza con l'apparizione di un tenebroso castello infestato da demoni. Il compito di Miriam sarà quello di raggiungere il castello per uccidere i demoni, fermare l' evocatore di demoni Gebel, e trovare una cura contro la maledizione degli alchimisti.
Notizia per i Fan Le riprese di Deadpool 2 sono ufficialmente iniziate
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Tramite Un post su Twitter, Ryan Reynolds ha reso noto che le riprese del secondo capitolo di Deadpool sono ufficialmente iniziate. La foto scattata non lascia molti dubbi sulla location, visto che ritrae lo stesso Reynolds nei panni del mercenario chiacchierone davanti all'Hatley Castle (Canada), già vista nel primo episodio della serie sotto forma di X-Mansion.
NOTIZIE SU FIFA 17 " RISOLTO IL FREEZE DELLA TRAPPOLA DEL FUORI GIOCO " CON LA PATCH 1.11
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Articolo scritto da Matteo Zibbo
Mentre emergono notizie sul prossimo titolo calcistico di EA, FIFA 18 che, a quanto pare, potrebbe subire delle modifiche in caso di trasferimento del suo uomo copertina, Cristiano Ronaldo, torniamo a parlarvi del gioco attualmente in commercio, ovvero FIFA 17, con novità riguardo la patch 1.11.
Infatti, come segnalato da Playstationlifestyle, l'aggiornamento è ora disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC e porta con sé interessanti novità. Oltre alle correzioni di problemi e il miglioramento della stabilità generale di FIFA 17, la patch risolve, finalmente, il freeze della trappola del fuorigioco. Il bug, consisteva nel freeze del gioco, appunto, per chi selezionava la trappola del fuorigioco.
martedì 20 giugno 2017
CIVILTA' PERDUTA
05:17
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Civiltà perduta (The Lost City of Z)
di James Gray
con Charlie Hunnam, Sienna Miller, Robert Pattison, Tom Holland
USA, 2017
azione, avventura, drammatico
durata, 141
Parlare di James Gray equivale a prendere in considerazione la parte più autoriale e - scusate il gioco di parole - autorevole del cinema statunitense, quella che, alla pari di quanto fecero i grandi registi della nuova hollywood, cerca di portare avanti le proprie istanze senza perdere di vista la tradizione americana e soprattutto europea. A proposito di Gray non è dunque un caso se fu un cineasta francece - il compianto Claude Chabrol - a tesserne le lodi, indicandolo tra i registi più interessanti della sua generazione, così come oggi non è accidentale il fatto che lo stesso Gray si rivolga all'immaginario del vecchio continentequale punto di partenza delle sue narrazioni. Così era successo nel melò storico “C’era una volta a New York”, in cui le due protagoniste lasciavano la Polonia per emigrare nella terra delle grandi opportunità, così accade in “Civiltà perduta” dove è la società inglese degli anni venti a fare da trampolino per le gesta dell’esploratore (realmente esistito) Percy Fawcett (Charlie Hunnam, appena visto in “King Arthur”) e, in particolare, per la spedizione che secondo i suoi piani lo avrebbe messo sulle tracce di un'antica civiltà localizzata all'interno della foresta amazzonica.
Al contrario delle opere precedenti però, “Civiltà perduta” rappresenta un ulteriore cambio di passo, poichè ad andare in scena non è solo la ricostruzione di un’epoca, quella in cui alla figura di Fawcett e alle sue avventure, erano riservate attenzioni degne di una leggenda vivente, ma di un intero genere, quello avventuroso, declinato secondo categorie e valori che il personaggio di Fawcett incarna alla massima potenza. In questo senso Gray è bravo a non farsi “mangiare” dal rispetto di codici e clichè, i quali, pur rispettati, vengono innervati dallo sguardo del regista, e dunque, dalla sua visione del mondo. Spazio dunque alla magnificenza della giungla amazzonica e all’emozioni scaturite dai rischi che i protagonisti affrontano durante il suo attraversamento senza però dimenticarsi delle intermittenze dell’animo umano, e perciò di quel misto di coraggio e d’incoscienza, di romanticismo e d’ossessione che alla pari dei tanti personaggi raccontati da Gray caratterizza il comportamento e le pulsioni messe in campo da Fawcett nel corso della vicenda. Ed è proprio dall’incontro tra la forma classica scelta da Gray per il suo film e la purezza “destabilizzatrice” tipica degli uomini e delle donne raccontate dal regista a fare di “Civiltà perduta” un’opera di un umanesimo fuori dal comune . Da guardare e da vivere attraverso il cuore dei suoi straordinari protagonisti.
Carlo Cerofolini
lunedì 19 giugno 2017
ASPETTANDO IL RE
04:57
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Aspettando il re
di Tom Tykwer
con Tom Hanks, Sarita Choudhury, Alexander Black
USA, 2016
genere, drammatico
durata, 97'
di Tom Tykwer
con Tom Hanks, Sarita Choudhury, Alexander Black
USA, 2016
genere, drammatico
durata, 97'
Clay è un uomo d'affari americano, la cui vita è andata a rotoli: ha perso la casa, il matrimonio, la stima del padre, non sa come pagare gli studi della figlia ed è afflitto dai sensi di colpa per aver chiuso uno stabilimento americano in favore di una delocalizzazione in Cina, che alla lunga non ha nemmeno ripagato. Ora cerca di rifarsi vendendo un sistema di teleconferenza via ologramma al Re dell'Arabia Saudita, nella città di Kmet: si tratta, in realtà, solo di un progetto e di fatto consiste in una palazzina di uffici in mezzo al deserto. Inoltre ha una preoccupante ciste sulla schiena, che potrebbe anche essere un linfoma, e durante le cure conosce una locale dottoressa che, insieme al suo autista, lo aiuta a ritrovare un po' di fiducia in se stesso e gioia di vivere. Tratto dal romanzo di Dave Eggers "Ologramma per il Re", quello di Tom Tykwer è un adattamento di lusso, con Tom Hanks al centro di una crisi personale che è emblematica di quella del sogno americano e del ruolo della superpotenza ai tempi della globalizzazione. Se il tono surreale è efficace, non lo sono però i momenti più hollywoodiani, a partire dalla storia d'amore che risulta consolatoria e tutt'altro che approfondita, scadendo nei consueti cliché dell'esotismo. Non contribuisce all'autenticità il fatto che i due principali personaggi arabi siano interpretati da un'inglese di discendenza indiana e da un americano di discendenza egiziana, mentre si può giustificare che le riprese siano state effettuate in Marocco, visto che né l'Arabia Saudita né i vicini Emirati Arabi hanno accettato. Proprio questo, però, è un dato tutt'altro che peregrino, emblematico di un marcato gap culturale, che il film risolve invece con eccessiva facilità. Se Tom Hanks fa il possibile per incarnare l'americano medio e in fondo di buon cuore, tipico per altro della sua carriera, il mondo che ha intorno sembra fin troppo ben disposto nei suoi confronti. Certo c'è qualche inghippo burocratico, ma basta la sua buona educazione per avere la meglio più o meno su tutto, tanto che si invaghiscono di lui prima una bella danese (interpretata da Sidse Babett Knudsen) e poi la dottoressa araba, con la quale intreccia una relazione così improbabile da far a tratti sospettare che sia frutto di allucinazioni. Per fortuna il romanzo di Eggers non manca di fornire qualche buona staffilata, come la telefonata al padre e un finale in parte beffardo, ma nel complesso il racconto della globalizzazione come crisi esistenziale e politica finisce sacrificato alla tipica storia dell'anglosassone di una certa età che si rigenera nel Paese esotico, come una volta succedeva agli inglesi in vacanza in Italia.
Uno schema logoro e un po' stucchevole, che comunque non vanifica tutto: funzionano le diverse situazioni da teatro dell'assurdo, con attese che potrebbero durare per sempre, e soprattutto lo scenario della città che non c'è in mezzo al deserto ha la sua efficacia cinematografica. Per altro esiste veramente, anche se in realtà si chiama King Abdullah Economic City, e si è davvero sviluppata negli ultimi anni. Lascia, infine, l'amaro in bocca il ritratto politico dell'Arabia Saudita: le pochissime critiche arrivano solo da qualche battuta dell'autista. Eggers diceva di non aver scritto il romanzo da un punto di vista giornalistico e di essersi calato nella prospettiva di un protagonista che è lì per affari, inoltre spiegava in varie interviste che la città in costruzione era in un certo senso un'oasi liberale rispetto al resto del Paese. D'altra parte, però, se la letteratura è ricca di testi in materia di Medio Oriente, il cinema, e tantomeno quello americano, non si avventura che molto raramente in Arabia Saudita. Dunque rimane il rammarico per l'occasione sprecata da Tykwer, che ha ulteriormente alleggerito i toni rispetto al libro.
Riccardo Supino
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