lunedì 23 novembre 2015

TFF15 - COUPE DE CHAUD

Coup de chaud
di Raphae¨l Jacoulot
con Jean-Pierre Darroussin, Grégory Gadebois, Karim Leklou, Carole Franck, Isabelle Sadoyan
Drammatico 102’
Francia 2015


Il colpo di caloreche dà vita al titolo fa riferimento alla siccità che, colpendo un piccolo paesino di provincia basato su una micro-economia a sfondo per lo più agreste, aumenterà la tensione tra gli abitanti messi in ginocchio dalla situazione. Josef, ragazzo appartenente ad una famiglia rom e affetto da un problema di carattere psicologico/comportamentale aggravato dalla tendenza alla cleptomania, di questa situazione diventerà il capro espiatorio perfetto.

Le intuizioni visive, con una regia sempre accorta nel sovrapporre il disagio ambientale a quello psicologico, vanno a plasmarsi con la costruzione di uno script perfettamente bilanciato tra dramma esistenziale – in particolare quello specifico di Josef, caratterizzato da tic nevrotici e dall’ossessione per la musica frenchcore, eterno incompreso interpretato in maniera disarmante da Karim Leklou – e thriller/poliziesco.

Nonostante il volgere a conclusione diventi scontato dai tre quarti di film in poi, il versante drammatico continua a funzionare, specie nella riproposizione – tema centrale della pellicola – di un imperituro quanto insensato/improduttivo/inquietante scontro tra miserabili.
Antonio Romagnoli

HUNGER GAMES: IL CANTO DELLA RIVOLTA - PARTE 2

Hunger Games: il canto della rivolta - parte 2
di Francis Lawrence
con Jennifer Lawrence, Julian Moore, Philip Seymour Hoffman
Usa, 2015
genere, fantascienza, azione
durata, 137'



Nel giungere alla fine della saga l’ultimo capitolo di “Hunger Games: il canto della rivolta – parte 2” era chiamato a un’impresa complicata perché il compito di chiudere le fila dei vari filoni narrativi sviluppati nell’arco della sua lunga storia era sorpassato dalla necessità di realizzare una conclusione che fosse all’altezza della sua fama e in particolare che riuscisse a riscattare l’opacità degli episodi precedenti, soprattutto l’ultimo ma anche il secondo, risultati ben al di sotto degli standard qualitativi raggiunti dal film che aveva aperto la serie. Si trattava in pratica di riparare al difetto di fabbrica connaturato a un modello produttivo preconfezionato, in cui il bisogno di diluire la storia attraverso un numero prestabilito di lungometraggi aveva la priorità rispetto a eventuali problemi di coerenza narrativa e soprattutto del rispetto dei canoni di genere, gli uni e gli altri costretti a subire l’empasse provocato dall’eccessiva estensione del minutaggio.


Di fronte a questi svantaggi il nuovo “Hunger Games” risponde cercando di accelerare le fila del discorso, arrivando alla resa dei conti e quindi al confronto tra la beniamina della rivoluzione Katniss Everdeen e il perfido governatore di Capitol City, il presidente Snow, tenendo ben deste le inquietudini sentimentali della sua eroina, sempre più divisa tra l’amore per Peeta, che dopo le torture subite dal perfido Snow fatica a ritrovare se stesso, e i sentimenti nei confronti di Gale, il compagno d'armi che nel frattempo si è innamorato di lei. 


Quello che ne esce fuori è un film più adulto e meno propenso a dispensare quelle caratteristiche ludiche e spettacolari fornite a suo tempo dalla competizione relativa i giochi da cui il film prende il nome, sostituiti in questa fase da una dimensione della realtà più cupa e conflittuale, filmata da Francis Lawrence con un gigantismo apocalittico che, come sempre succede nelle vicende degli universi distopici, fa da preludio alla palingenesi finale. Jennifer Lawrence che del film è la vera star se la cava con intelligenza, facendo coincidere la propria crescità artistica e anagrafica a quella del suo personaggio, a cui dona una spessore e una consapevolezza in grado di dare senso all'espressione perennemente imbronciata assegnatagli dal copione. Per il resto "Hunger Games: il canto della rivolta - parte 2" è cinema d'azione con molta routine e qualche sequenza da ricordare: come quella dello scontro con gli Ibridi che se non fosse per le fattezze antropomorfe delle terribili creature semprerebbe prelevata da un classico della fantascienza come "Aliens" di James Cameron.

BLOODBORNE OF THE HUNTERS DIRETTA LIVE A MEZZANOTTE VI ASPETTO


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FALLOUT 4 VOGLIO MOSTRARVI CHE FINE HA FATTO IL VENDITORE DELLA VAULT-TEC




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domenica 22 novembre 2015

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VOI COSA NE PENSATE: POTETE FARMI SAPERE IL VOSTRO PENSIERO SCRIVENDO IN BASSO SUL MIO BLOG SU DISQUS, OPPURE POTETE SCRIVERE SULLA MIA PAGINA YOUTUBE FATEMI SAPERE RAGAZZI COSA NE PENSATE :-) CIAO A TUTTI 


TFF15 - CEMETERY OF A SPLENDOUR

Cemetery of a splendour
di Apichatpong Weerasethakul
con Jenjira Pongpes, Banlop Lomnoi
Thailandia, UK, Germania 2015
genere, drammatico, 
durata, 115’


Ambientato in una piccola realtà della Thailandia, “Cemetery of splendour” racconta di un gruppo di soldati che, colpiti da una non ben definibile malattia del sonno, vengono ricoverati in una scuola elementare abbandonata allestita a mo’ di ospedale. Jenjira Widnes si offrirà volontaria nel prendersi cura dei militari, in particolar modo del giovane Itta, che non ha mai ricevuto visite né da parenti né da chicchessia.

Nonostante a volte la sceneggiatura pecchi di didascalismi accentuati e di incostanze ritmiche sparse, l’effetto di straniamento tende a funzionare, specie quando ci si immedesima nei volteggi onirici della protagonista. A convincere, in particolare, è l’estremo uso di un approccio visivo tipicamente orientale – inquadrature fisse curatissime nei dettagli; il continuo soffermarsi sugli oggetti; ancora, il cadenzato utilizzo dei silenzi narrativi – che va a contrapporsi con l’occidentalizzazione – al contempo invadente ma desiderata – che impietosa profana una cultura – luce dell’est – che ha ritualizzato la sacralità dell’esistenza. Chissà se i re sotterranei di cui si narra –  nell’altro regno della morte (vedi T.S. Elliot) – non stiano combattendo un’infinita guerra contro il sogno dell’oggetto.
Antonio Romagnoli

DIRETTA LIVE ACCEDERE AL DLC BLOODBORNE OF THE HUNTERS + FISCHIETTO DEI MANDARAS

 

 

 

 

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