martedì 2 febbraio 2016

News: Call of Duty: Black Ops 3 – Awakening: Guarda il trailer dell'ultima mappa " Epica!! "


 

 

 

 

Fonte Games.it

 

 

Oggi esce Call of Duty: Black Ops 3 – Awakening e così Activision ha deciso di mostrarci l'anteprima della mappa finale di questo DLC.

 

 

La quarta mappa, dopo Gauntlet, Splash e Skyjacked, si chiama Rise, è ambientata in una Zurigo innevata, ed è piena di coperture e punti strategici, nel pieno stile di Call of Duty. Insieme a questo DLC, Activision fa sapere che arriveranno anche diversi fix per i bug e altri miglioramenti, un motivo in più per scaricarlo.

Awakening arriva prima su PlayStation 4, mentre le versioni Xbox One e PC usciranno soltanto il prossimo mese. Gustiamoci dunque quest'anteprima della mappa nel traile, Buona Visione a Tutti  

 

 

CULT - AMORE TOSSICO

Amore tossico
di Claudio Caligari
con Cesare Ferretti, Michela Mioni, Enzo di Benedetto
Ita, 1983
genere, drammatico
durata, 96'



La cinematografia italiana ha spesso e sapientemente attinto dal repertorio documentario, carpendo storie dal sapore verosimile ed utilizzando un linguaggio grezzo tipico di questo particolare genere. Caligari, autore dalla limitatissima ma fondamentale filmografia, viene a formarsi negli ambienti militanti post-sessantottini, tra i capannoni industriali e le piazze cittadine,imbracciando la necessaria Portapak e documentando sommovimenti ed agitazioni che in quegli anni funestavano gli animi irrequieti della gioventù, anticipando ciò che sarebbe poi stata la naturale prosecuzione della sua vocazione registica; Amore tossico appare come un reportage dal sapore attuale, una dichiarazione d’intenti che affonda le proprie radici nel passato e con la propria lungimiranza mira al cupo futuro che lo seguirà. La Ostia inchiodata allo schermo da Caligari non è più il marciapiede da passerella su cui sfilava una solitaria Sandrelli in Io la conoscevo bene ma si avvicina, piuttosto, alle rappresentazioni neorealistiche affrontate da Pasolini; un marchio, quello del verismo e del neorealismo, che sembra ancorarsi intrinsecamente all’opera del regista romano, dimostrando un’ importante devozione nei suoi confronti con l’utilizzo di girato on location (necessario altresì per la verosimiglianza del materiale rappresentato), l’ingaggio di attori presi dalla strada dal curriculum psicotropo assai valido e una macchina da presa altalenante tra il tentativo autoriale e l’invisibilità del mezzo. L’apertura in panoramica sul pontile di Ostia è programmatico, quasi obbligatorio, essendo il luogo maggiormente frequentato dalla tossicodipendenza romana, tant’è che riappare quasi citazionisticamente nell’ideale seguito sempre diretto da Caligari, quel Non essere cattivo che tanti plausi ha valso al regista oltre al suo, tardivo, approdo al lido veneziano. La camera segue da lontano l’incontro dei due amici, si avvicina in punta di ago per carpirne i gesti ed i primi dialoghi poi, così come il prolungamento ferreo delle spade utilizzate e si insinua nel sotto pelle filmico per analizzare i lunghi pomeriggi di apatia e stasi della ridotta combriccola di periferia. 


Le vite di Cesare, Enzo, Roberto e Michela ruotano attorno all’effimera felicità prodotta dalle pomeridiane “svortate” che si procurano, alternano l’ossessiva ricerca di nuove dosi e di metodi alternativi per ottenerle a piccoli reati utili per raggranellare spiccioli (la rapina dal magro bottino diventerà poi scena fondamentale anche dell’ideale seguito, sorta di aggiornamento edulcorato e privo della crudezza tipica di Amore tossico) al dramma della crisi d’astinenza, cui si potrebbe ovviare tramite poco pulite scorciatoie o sotterfugi sessuali cui i protagonisti, soprattutto femminili, tentano in tutti i modi di evitare, pur dovendo inevitabilmente soccombere al pressante malessere fisico che ne accompagna i primi sintomi. Le spade si moltiplicano mentre i volti dei protagonisti non si smarcano dall’apatia che li accompagnerà sia nella realtà Caligariana che nella vita quotidiana; le espressioni vaghe di dispersione scorteranno i ragazzi in un road-movie originale in cui la strada da attraversare è scivolosa e prossima all’otturazione come le vene rappresentate, l’auto sfreccia alla stregua delle siringhe, forte del proprio carburante stupefacente. La periferia romana tinteggiata dal documentarista è fosca, prossima alla disgregazione ultima dei valori, il linguaggio è impregnato di asprezza, la mdp si muove cruda lungo i vasi sanguigni degli arti ormai al collasso e vi si adagia, aspettando con lenta inesorabilità l’avvento del tepore. 


Ostia è deserta, la stazione è pronta ad accogliere anche lo sventurato gruppo, tra uno scherzo da prete ad una coppia di suore ed un ennesimo ritrovo con l’antisesso Er donna, reincarnazione degli ideali di trasgressione rappresentati; la libidine è rarefatta ed anche il momento in cui questa dovrebbe essere al culmine (l’atto sessuale consumato nella più totale passività) l’emozione languisce e l’amore si affievolisce, diventando freddo atto meccanico. Le note si affastellano l’una sull’altra senza una reale linearità, seguendo l’esempio del materiale psicologico descritto, allineandosi nella partitura che congeda “il ferro” dal tessuto narrativo, in una sequenza davvero efficace in cui Cesare dapprima vi gioca ed in seguito, quasi incoscientemente, la punta su di se e verso la propria amata, non mostrando alcun accenno emotivo. Amore tossico non ha la visionarietà registica di Requiem for a Dream, né aspira allo script di un Trainspottingma ha dalla sua un disarmante grado di verosimiglianza che lo rende tremendamente autentico. “Oh, ma che so quelle luci laggiù? Le luci della ribalta” si sente nel film, ma dell’ilare atmosfera di Chaplin qui, per fortuna, nemmeno l’ombra.
Alessandro Sisti

THE DIVISION: HANDS ON

L’attesa di The Division è stata finalmente smorzata con il rilascio della sua versione beta ed io, dopo un’attesa durata ben due anni, sono riuscito a provarlo ed a trarne il massimo divertimento.
Premetto che frenesia ed alte aspettative, in questi ultimi giorni, hanno segnato gran parte del mio tempo nonostante le critiche del web segnalassero un evidente calo di qualità per ciò che concerne le versioni console.
Presa visione del breve tutorial, il titolo di casa Ubisoft mi ha permesso di scegliere il sesso del mio alter-ego lasciando intravedere quelle che, nella versione finale, risultano essere le opzioni di personalizzazione dell’aspetto (nella beta erano generate in maniera casuale). Bene, un punto a favore per chi come il sottoscritto ama poter creare qualcosa di unico; chi mai vorrebbe vedere degli agenti-cloni in un massivo online?
New York, o quantomeno i quartieri disponibili nella prova, si presentano esattamente come mi aspettavo: desolati, cupi ed in grado di farmi percepire che tutto è stato abbandonato di fretta e furia dai rispettivi proprietari. Un virus, infatti, si è propagato a macchia d’olio attraverso le banconote durante il conosciuto “Black Friday” e di conseguenza, mi sono ritrovato nel mezzo di un tracollo istituzionale, sociale ed economico. Strascichi delle rivolte cittadine e dei saccheggi hanno segnato definitivamente il periodo natalizio nel quale mi sono immerso, lasciandomi in balia di una New York quasi dormiente e stretta nella morsa del rigido clima invernale. Giorno e notte quindi si alternano ciclicamente così come gli effetti atmosferici che talvolta mi impedivano addirittura di capire dove mi trovavo. Bellissimo.


Nelle prime fasi di gioco mi viene chiesto di raggiungere quella che diventerà la mia personale base operativa; oltrepassato il primo accampamento militare, mi dirigo verso il mio obiettivo con le armi in pugno. Sin dai primi passi è possibile constatare come il controllo del personaggio sia immediato e che se ne avverte la pesantezza nei movimenti. Ciò è riscontrabile maggiormente durante i combattimenti, quando per necessità bisogna coprirsi dietro un riparo, scavalcarlo o arrampicarlo; sistema efficacemente ereditato dall’ultimo Splinter Cell Blacklist. Gli scontri a fuoco, contrariamente a quanto si possa immaginare, non sono frenetici come quelli proposti da molti altri sparatutto in terza persona; questi sono decisamente più ragionati e richiedono una maggiore strategia in base alla tipologia ed al livello del nemico stesso. L’IA spinge gli avversarsi a muoversi costantemente verso un riparo, lanciarci granate di ogni tipo e puntarci come kamikaze nel caso in cui impugnino un’arma da corpo a corpo.
In The Division ogni agente è libero di equipaggiarsi con qualsiasi tipo di arma ed abilità. Personalmente ho preferito adattarmi ad uno stile da “ricognizione”, impugnando un fucile da cecchino come arma primaria, uno d’assalto come secondaria ed una pistola di supporto. Ad ognuna ho poi installato dei componenti aggiuntivi (mirini, impugnature, silenziatori, caricatori), lootati dai nemici o acquistati dagli npc vendor, per migliorarne le caratteristiche.
Alla suddetta decisione ho poi integrato due abilità scelte dai tre rami disponibili: medico, tecnologico e sicurezza. Nel dettaglio ne utilizzavo una in grado di localizzare le attività ostili nei paraggi e contestualmente darmi bonus per danni critici ed un’altra per sganciare mine adesive sui nemici. Osservando bene il menù (parzialmente bloccato in fase beta) mi sono reso conto della grande possibilità di sviluppo di ogni personaggio: basti pensare che i tre rami sopraccitati contengono quattro abilità e che quest’ultime, singolarmente, prevedono ulteriori quattro potenziamenti oltre quello base!
A dare un ulteriore spessore alla parte ruolistica del titolo Ubisoft, si aggiungono anche i “Talenti” ed i “Vantaggi” i quali potranno essere cambiati a piacimento durante le sessioni di gioco.
Insomma, quanto appena detto lascia chiaramente intendere che vi è una reale possibilità di creare personaggi di supporto, in grado di buffare e curare gli alleati, personaggi tank oppure ibridi: come sempre la scelta spetta al giocatore ed al suo modo di affrontare l’avventura.
A questo punto vi starete chiedendo come funziona effettivamente la progressione del personaggio. Detto fatto. The Division sotto questo punto di vista si comporta come un classico MMORPG; abbattere i nemici ci farà guadagnare punti esperienza, aumentare di livello e sbloccare armi e mod importanti dai venditori della base operativa. Proprio quest’ultima giocherà un ruolo fondamentale nello sviluppo del personaggio poiché si divide esattamente in tre aree corrispondenti ai rami delle abilità. Migliorare il settore tecnologico, ad esempio, sbloccherà tutte le abilità del rispettivo ramo ed una serie di missioni ad esso legato. Un’importante caratteristica chiamata “fai da te” era però bloccata in fase di test; pertanto suppongo che nella versione finale sarà possibile creare armi o potenziamenti per queste raccogliendo appositi materiali sparsi lungo la mappa di gioco.
Ci sono molti piccoli particolari che rendono The Division un’esperienza diversa dalla normalità. Inizierei con il parlare del fantastico HUD, il quale si integra con l’ambiente di gioco e con il personaggio in uno stile futuristico azzeccato, fluido e mai invasivo.


Dopo aver completato tutte le quest della beta ho setacciato i quartieri di New York in compagnia di alcuni amici. Camminando nelle strade della grande mela mi sono imbattuto in piccole realtà che nel complesso hanno creato un’atmosfera incredibile; sopravvissuti che urlano dalle finestre degli appartamenti o che litigano per strada, altri tentano di rubare auto o semplicemente chiedono aiuto. Anche la natura stessa agisce imperturbata con cani liberi di scorrazzare e topi che combattono con i corvi!! La grande mela, espandendosi anche verticalmente, mi ha lasciato totale libertà nell’esplorazione dei suoi edifici/appartamenti e dei sotterranei/metropolitane. Non potevo mancare al richiamo della “Zona Nera”, l’area di gioco in cui virus si è manifestato con maggiore forza e dove non vi sono regole alla sopravvivenza. Di fatto i giocatori che accedono a tale zona rimangono neutrali fino a quando non attaccano altri agenti per rubarne il loot. Perché mai dovrei attaccare un altro povero giocatore? Semplice, nella Zona Nera vi è la possibilità di acquisire equipaggiamenti rari e che difficilmente si possono reperire nel PvE. Quando diventiamo ostili (o “rogue” ndr) il gioco ci flagga rendendoci visibili agli altri agenti e mettendoci, inoltre, una taglia sulla testa. Sopravvivere alla taglia, la cui durata varia a seconda dei giocatori eliminati, si traduce in un guadagno di crediti, esperienza della zona nera (diversa da quella tradizionale PvE) ed il loot lasciato cadere dalle vittime. In tutto questo ho momentaneamente omesso un piccolo particolare: il loot raccolto qui (massimo sei oggetti) è infetto e va estratto con un apposito elicottero.
Immaginatevi la scena: riempio al massimo il mio zainetto giallo con oggetti piuttosto rari e nelle vicinanze scorgo una zona di estrazione che, in quel momento, è stracolma di agenti apparentemente non ostili. Ho due opzioni, sperare che questi non si trasformino in rogue crivellandomi di colpi e rubando il mio loot o ripiegare verso un’altra zona di estrazione sperando di non morire per lo stesso motivo (magari per mano degli npc).
E’ palpabile la tensione che scatena la vicinanza di altri agenti nella Zona Nera, non sai di chi ti puoi fidare se non dei tuoi compagni di squadra. Diventare ostili non è sempre la soluzione che porta al level up oppure ai guadagni facili…tutt’altro; in quest’area, quando si muore, si perdono sia i soldi che l’esperienza guadagnata.
Ho molto apprezzato questo assaggio di The Division contando per lo più sulla compagnia di un gruppo di amici in carne ed ossa, con i quali mi sono potuto coordinare, in chat vocale, nelle fasi più concitate. Chi non ha la possibilità di giocarlo con altri tre amici di fiducia non si disperi comunque, il gioco offre un buon matchmaking ed unirsi ad una squadra tramite l’apposita opzione è facile ed immediato. Il mio pensiero va all’end-game ed al supporto post-lancio da parte di Ubisoft. Come verrà gestito il tutto? Per scoprirlo, non ci resta che attendere giorno 8 marzo per gustarci il prodotto finito e capire se effettivamente sia in grado di soddisfare ogni nostro desiderio.

I primi 40 minuti [PS4]


Sei ore di gameplay co-op [PC]




Claudio Favorito [Dogghy]



Notizia del Giorno su Call of Duty Black Ops 3, pubblicata la patch 1.05 per PS4




Fonte Eurogamer.it















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L'ultimo aggiornamento PS4 per Call of Duty Black ops 3, del considerevole peso di 9GB porterà con se, oltre a svariati piccoli miglioramenti per il gioco, per le mappe e correzioni di glitch, anche il DLC "Awekening" che, prima volta in assoluto per la serie Call of Duty, non andrà scaricato a parte.

Coloro che hanno acquistato il Season Pass dovranno poi semplicemente attivare il DLC dallo store interno del gioco stesso.

Vi ricordiamo che il DLC è esclusiva temporale PS4 e quindi gli utenti PC E Xbox One dovranno attendere il mese prossimo.

Avete letto delle importanti vendite di Black Ops 3?

Fonte: Gearnuke

Notizie dal Mondo #PlayStationPlus, torna il programma "Vota e Gioca"


Fonte Eurogamer.it

 

 

 

 

Sony ha da poco annunciato il ritorno del programma "Vota e Gioca", dove invita tutti gli utenti PlayStation Plus a votare per decidere quale gioco farà parte degli Instant Game Collection.

Questa volta si potrà scegliere tra Action Henk!, Assault Android Cactus e Broforce. I tre titoli sono caratterizzati da un comparto online multiplayer, competitivo o cooperativo, molto interessante.

Di seguito un video che potrà chiarirvi le idee su quale titolo scegliere:

 












Per poter votare il gioco che si addice meglio ai vostri gusti, vi basterà accedere alla sezione PS Plus di Playstation Store e selezionare l'icona "Vota e Gioca". Le votazioni si apriranno il prossimo 9 febbraio.

Avete già dato un'occhiata ai titoli PlayStation Plus di febbraio?

Fonte: PS Blog

 

 

 

lunedì 1 febbraio 2016

PUBBLICATE 8 VIDEO GUIDE DI THE WITNESS " SCOPERTO PIU' DEL 70% DEGLI ENIGMI "


CIAO RAGAZZI  QUI ALEGO LA PLAY-LIST DEL GIOCO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO. BUONA VISIONE A TUTTI 

CONTINUA LA MIA SFIDA IN QUESTO GIOCO MALEFICO, DOPO LE BESTEMMIE SONO DA PADRONE!! STO SCHERZANDO IO NON BESTEMMIO MA QUEST MALEDETTO GIOCO MI STATO FACENDO ESAUIRE. MAI VISTO ENIGMI COSI DIFFICILI DA RISOLVERE. MA IO NON MI ARRENDO PIANO PIANO VADO AVANTI è RIUSCIRò A FINIRLO SPERO? RESTATE COLEGATI AL MIO CANALE GAMEPLAYS1973CHANNEL, UNO DEI POCHI CHE PROPONE VIDEO GUIDE IN DIRETTA LIVE STREAMING 

 

 





News: 30 minuti di gameplay per Attack on Titan " Esclusivo "




Fonte Gamesuf




Altro video di gameplay che arrivano direttamente dal Taipei Game Show, questa volta dedicato alle versione PS4 di Attack on Titan. Il titolo sviluppato da Omega Force arriverà nel corso di quest'anno anche in europa.

Qui potete trovare un video di oltre mezz'ora che mostra il titolo in azione.