domenica 4 ottobre 2015
LE ANTEPRIME DE ICINEMANIACI: NAUSICAA DELLA VALLE DEL VENTO
08:58
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Nausicaa della Valle del vento
di Hayao Miyazaki
Giappone 1984
genere, animazione
durata, 117'
"... e fra loro Nausicaa braccio bianco il canto intonava...
con le ninfe, con le figlie di Zeus egioco, abitatrici dei campi
scherzano... lei più alto di tutte leva il capo e la fronte,
e si distingue assai bene".
- Omero, "Odissea" -
Sul sentiero ben tracciato della lungimiranza della Lucky Red, volta alla riproposizione ad intervalli più o meno regolari dell'opera di Miyazaki Hayao (da segnalare, inoltre, in relativa concomitanza, la pubblicazione su DVD di buona parte del catalogo dell'autore nipponico), incontriamo oggi - e nelle sale per soli tre giorni, il 5, 6, 7 ottobre prossimi - "Nausicaa della Valle del vento", lungometraggio datato 1984, opera seconda e lavoro apripista - di li' ad un anno - per i fasti a venire dell'arcinoto Studio Ghibli.
Trasfuso da vicende e personaggi appartenenti ad un manga realizzato a partire dal 1982 dallo stesso Miyazaki e portato a termine oltre un decennio dopo lungo linee di riflessione improntate ad un più amaro scetticismo; coacervo di suggestioni disparate in cerca di superiore composizione a cavallo tra reminiscenze classiche ed echi d'una antica tradizione letteraria, "Nausicaa", il film, prodotto, ed e' indicativo rilevarlo, dall'altro, elusivo, genius loci del Ghibli, Takahata Isao, comincia con quella che può essere considerata una dichiarazione di poetica tanto semplice quanto esplicita, espressa per il tramite di uno dei suoi elementi fondativi e ricorrenti in grado di percorrere in lungo e in largo una carriera pluridecennale fino al suo (apparente ?) epilogo, vecchio, oramai, quest'ultimo, già di un anno: il turbinio del vento. "In principio era il vento', si potrebbe cioè affermare, e seguendo l'inerzia di questo mutevole confine di per se' inafferrabile e soggetto a continue perturbazioni (come anche capriccioso e irriverente, tale da spingersi nel suo gioco assoluto a lasciare addirittura intuire le nudità della protagonista), provare a cercare e ad isolare ricorrenze (le mascherine dei piloti, per dire, scimmiottano qui, anticipandolo, il grugno suino di "Porco Rosso"), analogie, ingenuità, slanci, ossessioni, di un uomo (e di un Cinema) che, al di la' di qualunque giudizio contingente - questo, in primis - sin dall'inizio s'è mostrato persuaso del fatto che la fantasia non fosse solo un tentativo sovente disperato di evasione - ossia, per quanto sublime, una forma di rassegnazione, di resa - nei confronti della cosiddetta realtà ma, al contrario, quanto essa spiccasse per l'insana sua impertinenza di porsi come osservatorio privilegiato dal quale stilare resoconti inediti - e, si badi, non necessariamente benevoli o tranquillizzanti - di essa, allo scopo di arricchirne la consapevolezza negl'individui e, per certi versi, di conseguenza, migliorarla nel suo insieme.
In tale contesto, la figura di Nausicaa, giovane Principessa di un piccolo regno incuneato tra i monti (in evidente conformità con la tipica orografia insulare del sol levante), miracolosamente messo al riparo da una provvidenziale brezza avversa ai miasmi che avvelenano, oltre mille anni dopo i terribili "Sette giorni di Fuoco" (catastrofe con ogni probabilità scaturita da un conflitto su scala globale), ciò che resta di un pianeta morente, la Terra (qui chiamata ancora, tra nostalgia e afflizione, "Madre Terra"), stupidamente retrocessa dagli uomini superstiti in lotta per una supremazia tutta congetturale ad organismo inerte, inabile a rinnovarsi e quindi, ancora e di nuovo, guardata nell'ottica di un'ennesima e suicida prospettiva di sottomissione, si staglia da subito nella dimensione di un prototipo umano/superumano (Nausicaa, nel caso, incarna ignara le fattezze di un messianico avvento, un insperato fenomeno futuro) con gli anni variamente sbozzato e via via definito dalla mano del Nostro entro il calco di successive approssimazioni, a comporre, idealmente, le sembianze di un'indole costante nelle sue diverse personificazioni, tanto eroica quanto, nel suo trasporto e nelle sue contraddizioni, paradossalmente, terrena. Parliamo, in sintesi, di giovani o giovanissime donne (mentre, in filigrana e per quanto in modo rozzo, avviciniamo l'universo interiore dell'uomo/artista Miyazaki) a volte splendidamente in bilico fra testardaggine e una abnegazione tutta femminile; tra empatia ed intraprendenza ("Non avere paura"; "Non uccidere ancora", ripete più volte l'avveduta ragazzina); tra comprensione e fermezza, improntitudine e precoce lungimiranza. Parliamo di persone, altresì, sempre e comunque curiose del mondo perché ad esso unite dal legame privilegiato e primigenio della Vita intesa come premura per la stessa; coraggiose e temerarie al limite dell'imprudenza o sull'orlo del sacrificio personale: come che sia capaci di compassione e aperte all'Altro per amor di conoscenza e per istinto.
Nessuno stupore, perciò, se Nausicaa palesa, al modo di un'impronta genetica, caratteri che all'occhio complice del successivo magistero miyazakiano risultano piacevolmente familiari, costituendo il primo tassello psicologico di una lunga copia di coscienze - alcune volte chiamate dal proprio lignaggio o da un marchio anomalo del destino; talaltre quasi trascinate nel cuore di avventure che si muovono in alternanza tra il passo meditato dell'itinerario intimo e la cadenza energica dell'incedere picaresco - segnate magari da un'infanzia stranita da ombre dolorose (in tale interludio per l'appunto non così fatato, Nausicaa sperimenta la durezza degli adulti e matura il suo vincolo psichico con gli Ohmu giganteschi insetti-custodi fraintesi nel loro proteggere, rendendolo possibile, il nuovo corso biologico del pianeta) le quali, a loro volta, plasmano individui scissi tra un idealismo intransigente e un contrastato desiderio di ambire ad un posto consono nel mondo. In particolare, colpisce nel film, per chiarezza d'intenti e lucidità della loro messa-in-opera, la sensibilità fuori dal comune della Principessa-bambina, votata corpo e anima alla causa prima della comunione armonica tra esseri viventi. Nausicaa, infatti, più di tutti i suoi pari sapiens, sente (più che comprende) le forze ricostituenti della Natura concepita eminentemente come Physis/Corpo Vivente; avverte lo scorrere dell'acqua/linfa nuova negli alberi della Foresta Sotterranea; percepisce lo sforzo curativo delle pseudo-nematoidi/appendici dorate degli Ohmu al momento di avvolgerla e sondarla: tutto in un raro esempio di prossimità - pressoché priva di attrito - tra organismi senzienti, un portato della quale sono, in un delicato frangente, timide lacrime di gioia, a testimonianza di quell'animismo totale sotterraneamente profuso dall'uomo di Tokio nel proprio lavoro (e di cui avevamo già fatto cenno altrove) e che, al suo sommo grado, ventila il raggiungimento di un equilibrio duraturo e salvifico in un leale scambio reciproco uomo-ambiente; svela la trama segreta (nei fatti, spesso e volentieri negletta) di un'identità condivisa dagli esseri che e' prima di tutto fisica (quindi fragile, cioè da accudire, cioè già, nella sua essenza, di valenza spirituale), quell'impercettibile filo rosso (anima mundi ?) che dischiude il senso nascosto di una metonimia primaria legando doppio l'Uomo al Mondo, Parte viva di un Tutto vivo. Su direttrici di base tracciate a formare uno schema siffatto, assume allora un altro aspetto anche il sotteso tema ecologista, nel senso che, almeno ai suoi prodromi, esso non implica in via esclusiva l'adozione di un punto di vista (e, a seguire, di una prassi) meramente conservativo (a ben vedere, spesso e più in generale, non esente da quell'ottimismo della volontà più consolatorio che efficace) bensì un atteggiamento, una terza via, diciamo così, più sofferta ma radicale, situabile in posizione tangenziale tra il predetto afflato finalizzato ad una ricomposizione a lungo termine dello iato Uomo/Natura e un impulso, misto di consapevolezza, fatalismo e accettazione, che punta con una qual fiducia - anzi, disponendosi quasi ad una grata aspettazione - su un'eventuale palingenesi naturale rigenerativa ("La razza umana potrebbe anche sparire dalla faccia della Terra", avverte la Somma Anziana - fisiognomica senile che ha già qualcosa, tanto per rimanere alle somiglianze anticipate, della Yubaba de "La città incantata" - ) volta ad assecondare le spinte anche distruttrici tese a sostituire un ordo rerum agonizzante (sommovimenti vieppiù sollecitati dalle esalazioni tossiche delle spore spongiforme del "Mare Marcio") con uno come costretto a nascere dalla decomposizione del primo.
Ciò che sorprende davvero, in ogni caso, ed ancor oggi, ad oltre trent'anni di distanza, continuando a diffondere il fascino di una pressoché intatta meraviglia, e' la relativa facilita', spontaneità, misura, con cui argomenti complicati (di certo ambivalenti) che vanno dal già detto scrupolo ecologista, al respiro sordo ma costante di una Fine sempre imminente o, e non appaia un controsenso, persino accaduta diverse volte al punto da sedimentare - una sconfitta dopo l'altra, verrebbe da aggiungere - grumi neri di se' nell'animo di ognuno; dalla diffidente o perlomeno cauta interazione con la Tecnica, alla presa d'atto che un rapporto lucido con la Natura non può pretendere di risolversi in idillio; dai tormenti di una giovinezza talmente in anticipo nel suo volgersi in problematica età adulta da non rimare quasi mai con spensieratezza, ad una maturazione individuale che al termine del superamento di prove impegnative non di rado offre come ricompensa una variegata rosa di rinunce, si sposano ad una competenza artigianale, ad un ventaglio di scelte stilistiche, ad un microcosmo di forme in continua effervescenza, che di rado (ed a costi privati, come poi abbiamo appreso, non indifferenti) ha protratto il suo sforzo di perfettibilità su una linea temporale così lunga. In altre parole, al di la' di certi schematismi narrativi, di alcune rigidità comportamentali e - qua e la'- di una impercettibile macchinosità nella progressione dell'animazione (e per ciò che attiene l'edizione italiana, di talune, in apparenza ineliminabili, pesantezze lessicali), resta senza dubbio stupefacente in "Nausicaa" il connubio ottenuto da Miyazaki tra grazia e pignoleria; ricerca sistematica del dettaglio (anche scientifico) e squarci di puro lirismo cromatico e leggerezza di tratto (nel paesaggio: più deciso nel registro realistico, a privilegiare il pastello in quello onirico/sentimentale; nell'impalpabilità ialina dei cieli tersi; nell'opulenza compatta dei prati vergini; nel nitore denso delle distese desertiche; nei particolari degl'ingranaggi; negli stupori o nelle tristezze appena accennate); la capacita' di far coesistere creature e oggetti diversi per origine e foggia in una sorta di felice e creativo anacronismo di gusto steampunk: gli enormi Ohmu, super tarli corazzati (anche loro a preconizzare o ad affiancare tanto le mega-larve pensanti di "Starship Troopers", quanto l'incombenza monumentale delle misteriose creature di "Dune") e i bastioni blandamente fortificati di piccoli villaggi simil-medievali; gli abiti e le armature in stile cavalleresco e i velivoli da battaglia che sfidano di pura stazza la gravita'. Come pure scampoli di tecnologia avveniristica (i motori che alimentano le macchine volanti) a far da contraltare a reperti di archeologia industriale (gli schioppi a colpo singolo; i cingolati da guerra mondiale). E su tutto, ancora una volta, il vento (insieme alla malinconia anch'essa evoluente delle partiture di Joe Hisaishi - qui agli inizi della collaborazione con Miyazaki -) e la magia inesauribile del volo (il proto-aliante/ala volante di Nausicaa come cugino meccanico del pellicano/pterodattilo arzachiano dell'amico Moebius), amore mai sfiorito di Hayao e corollario all'altrettanto infinito desiderio, infantile e ineffabile, di racchiudere per qualche istante, in un rapido colpo d'occhio, il vago orizzonte dell'immaginabile, prima che la Terra chiami di nuovo a se' per ridefinire e imporre, come sempre, pazientemente, i limiti del possibile.
TFK
sabato 3 ottobre 2015
ALLE 15:00 DIRETTA LIVE SUI LABIRINTI DI BLOODBORNE VI ASPETTO. SCONTRO CON QUESTO BOSS
23:04
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SALVE RAGAZZI
PUBBLICO LA PRIMA VIDEO GUIDA LIVE DEI LABIRINTI DI #BLOODBORNE ALLE 15:00 SI RIPRENDE VI ASPETTO SARÀ UNA LUNGA DIRETTA PASSATE PAROLA GRAZIE :-)
Nota Personale riprendendo la Partita devo affrontare questo bastardo di mostro estremamente forte visto che la partita è in New Game Plus
Foto boss da affrontare
SOPRAVVISSUTO - THE MARTIAN
08:30
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Sopravvissuto - The Martian
di Ridley Scott
con Matt Damon, Jessica Chastain, Jeff Daniels
Usa, 2015
genere, fantascienza
durata, 130'
Piazzate a bella posta nelle locandine dei film per stimolare la fantasia del potenziale spettatore, le frasi di lancio che accompagnano i titoli dei film di Ridley Scott vanno spesso oltre i sofismi legati alle ragioni commerciali delle grandi produzioni, per diventare la promessa di qualcosa che davvero esiste all'interno dell'offerta narrativa proposta dalle storie del regista inglese. Abbiamo ancora in mente quella presente nel poster di "Alien" (In Space No One Can Hear You Scream) che prefigurava come meglio non si poteva la tragedia a cui sarebbero andati incontro i componenti della nave spaziale Nostromo, decimati dalla micidiale creatura aliena. E ancora, sempre per dire della coerenza del regista inglese che, per ribadire il potere evocativo di quelle parole, decise di lanciare il trailer del film (nel suo genere una piccola opera d'arte per estetica e suggestione) senza aggiungere alcun suono al cocktail di immagini che lo costituivano. Meritano quindi di essere considerate nella giusta maniera quelle che campeggiano sopra il faccione del naufrago Matt Damon (Bring Him Home), per l'imperativo sotteso alla missione di riportarlo a casa da parte dei suoi colleghi (e quindi del film), dopo che gli stessi, credendolo morto, lo hanno abbandonato sul pianeta Marte. Perché " Sopravvissuto - The Martian" essendo innanzitutto un blockbuster di primo livello per impegno artistico e produttivo - basti pensare a una star come Jessica Chastain, prestata a un ruolo importante, ma comunque comprimario - si premura in prima istanza di mettere in bella vista i segni di una natura spericolata e avventurosa, legata appunto alle qualità di chi, con sommo sprezzo del pericolo e delle responsabilità dovrà sobbarcarsi la operazioni necessarie a evitare al protagonista il supplizio di un futuro senza speranza.
In realtà "The Martian" aspira fin dal principio ad essere qualcosa di più di un film genere, perché la parte più interessante e meno scontata appartiene proprio agli inserti che hanno in minor grado a che fare con gli elementi spettacolari della vicenda, e che sono quelli che si preoccupano di ragguagliare lo spettatore sulle vicissitudini del naufrago e sulle possibilità che egli ha di sopravvivere alla mancanza di risorse, naturali e artificiali, che l'eccezionalità della sua condizione gli prospettano. E' proprio negli inserti dedicati alle strategie di conservazione adottate da Mark Watney, il film mette in mostra le sue qualità visionarie, quasi tutte indirizzate verso una resa pressoché verosimile del mondo alieno in cui si ritrova il protagonista. E' quindi nella precisione dei dettagli con cui vengono ricostruiti gli interni della base logistica in cui Mark è costretto a vivere (realizzata grazie al supporto della Nasa che ha coadiuvato Scott dal punto di vista tecnico) e nella creazione del paesaggio esterno del pianeta rosso che l'autore dimostra di aver in parte recuperato la lucidità di uno sguardo che, complice forse i molti impegni, era parso un pò appannato negli ultimi lavori. Al contrario "The Martian" , sulla scia di un film come "Gravity", manifesta l'intenzione di proseguire il discorso di una fantascienza più matura e meno vacua, abdicando per esempio all'opzione del confronto/scontro con le civiltà extraterrestri, sostituita dalle istanze ambientaliste e di recupero delle pratiche di coltivazione della terra palesate nella risoluzione da parte di Mark del problema legato alla mancanza di acqua (uno degli spauracchi con cui l'umanità si dovrà scontrare negli anni a venire), necessaria a coltivare il campo di patate improvvisato all'interno della base, oppure dalla necessità di ritornare a uno stato di natura incontaminato e puro, come può essere in prospettiva la vita sul pianeta rosso a cui il film si rapporta in maniera tutt'altro che ostile ma, anzi, lasciando intendere sviluppi positivi in termini di future possibilità abitative.
Rinunciando ai tratti più tipici di certo cinema ad alto budget che non riesce più a prescindere dal tema della vendetta e dall'esibizione di una potenza violenta e mortifera, "Sopravvissuto - The Martian" sembra combattere un altro tipo di lotta, connessa con la speranza di trovare fonti di energia alternative a quelle che già conosciamo. Un bisogno impellente, per ragioni che non staremo qui a spiegare, e su cui però Scott mostra di avere le idee chiare quando, mettendo a confronto l'oggi con il domani, decide di lavorare sugli opposti facendo entrare in dialettica gli spazi angusti e grigi, scelti per rappresentare frammenti dell'esistenza che conosciamo, con i colori caldi e gli orizzonti sconfinati che invece contraddistinguono quelli del nuovo mondo.
E' quindi un peccato che la vivacità di un'immaginazione tutt'altro che banale e la potenza di una narrazione che ben utilizza miti e archetipi tipici del cinema americano (su tutti quello della New Frontier) vengano in qualche modo messi in secondo piano da una dose di patriottismo - presente nelle scene che ci ragguagliano sulle reazioni dei vari personaggi che conducono le operazioni dalla sala operativa - che in alcuni tratti trasforma "The Martian" in un spot propagandistico in cui traspare, manco a farla a posta, la sapienza e la lungimiranza di chi, e parliamo degli Stati Uniti, si sente chiamato a guidare il resto dell'ecumene. E' quindi un bene che il castway di Matt Damon (ottimo nella parte di un homo faber dalla vitalità contagiosa), che usa il computer al posto del pallone, abbia in dote un senso dell'umorismo in grado, in qualche modo, di smorzare il sentimento d'onnipotenza che il film si porta dietro. Se poi qualcuno, per denigrare il lavoro di Scott, volesse fare appello alle imprecisioni della ricostruzione messa in piedi dal regista (su Marte non esistono tempeste così intense come quella che da l'avvio alla storia e gli spostamenti sulla superficie avverrebbero con saltelli e non camminando normalmente), ricordiamo che le stesse rimostranze, pur esatte, non hanno impedito a "Il gladiatore" di diventare un classico del cinema. Qui non siamo a quei livelli ma il discorso rimane comunque uguale.
(pubblicata su ondacinema.it)
di Ridley Scott
con Matt Damon, Jessica Chastain, Jeff Daniels
Usa, 2015
genere, fantascienza
durata, 130'
Piazzate a bella posta nelle locandine dei film per stimolare la fantasia del potenziale spettatore, le frasi di lancio che accompagnano i titoli dei film di Ridley Scott vanno spesso oltre i sofismi legati alle ragioni commerciali delle grandi produzioni, per diventare la promessa di qualcosa che davvero esiste all'interno dell'offerta narrativa proposta dalle storie del regista inglese. Abbiamo ancora in mente quella presente nel poster di "Alien" (In Space No One Can Hear You Scream) che prefigurava come meglio non si poteva la tragedia a cui sarebbero andati incontro i componenti della nave spaziale Nostromo, decimati dalla micidiale creatura aliena. E ancora, sempre per dire della coerenza del regista inglese che, per ribadire il potere evocativo di quelle parole, decise di lanciare il trailer del film (nel suo genere una piccola opera d'arte per estetica e suggestione) senza aggiungere alcun suono al cocktail di immagini che lo costituivano. Meritano quindi di essere considerate nella giusta maniera quelle che campeggiano sopra il faccione del naufrago Matt Damon (Bring Him Home), per l'imperativo sotteso alla missione di riportarlo a casa da parte dei suoi colleghi (e quindi del film), dopo che gli stessi, credendolo morto, lo hanno abbandonato sul pianeta Marte. Perché " Sopravvissuto - The Martian" essendo innanzitutto un blockbuster di primo livello per impegno artistico e produttivo - basti pensare a una star come Jessica Chastain, prestata a un ruolo importante, ma comunque comprimario - si premura in prima istanza di mettere in bella vista i segni di una natura spericolata e avventurosa, legata appunto alle qualità di chi, con sommo sprezzo del pericolo e delle responsabilità dovrà sobbarcarsi la operazioni necessarie a evitare al protagonista il supplizio di un futuro senza speranza.
In realtà "The Martian" aspira fin dal principio ad essere qualcosa di più di un film genere, perché la parte più interessante e meno scontata appartiene proprio agli inserti che hanno in minor grado a che fare con gli elementi spettacolari della vicenda, e che sono quelli che si preoccupano di ragguagliare lo spettatore sulle vicissitudini del naufrago e sulle possibilità che egli ha di sopravvivere alla mancanza di risorse, naturali e artificiali, che l'eccezionalità della sua condizione gli prospettano. E' proprio negli inserti dedicati alle strategie di conservazione adottate da Mark Watney, il film mette in mostra le sue qualità visionarie, quasi tutte indirizzate verso una resa pressoché verosimile del mondo alieno in cui si ritrova il protagonista. E' quindi nella precisione dei dettagli con cui vengono ricostruiti gli interni della base logistica in cui Mark è costretto a vivere (realizzata grazie al supporto della Nasa che ha coadiuvato Scott dal punto di vista tecnico) e nella creazione del paesaggio esterno del pianeta rosso che l'autore dimostra di aver in parte recuperato la lucidità di uno sguardo che, complice forse i molti impegni, era parso un pò appannato negli ultimi lavori. Al contrario "The Martian" , sulla scia di un film come "Gravity", manifesta l'intenzione di proseguire il discorso di una fantascienza più matura e meno vacua, abdicando per esempio all'opzione del confronto/scontro con le civiltà extraterrestri, sostituita dalle istanze ambientaliste e di recupero delle pratiche di coltivazione della terra palesate nella risoluzione da parte di Mark del problema legato alla mancanza di acqua (uno degli spauracchi con cui l'umanità si dovrà scontrare negli anni a venire), necessaria a coltivare il campo di patate improvvisato all'interno della base, oppure dalla necessità di ritornare a uno stato di natura incontaminato e puro, come può essere in prospettiva la vita sul pianeta rosso a cui il film si rapporta in maniera tutt'altro che ostile ma, anzi, lasciando intendere sviluppi positivi in termini di future possibilità abitative.
Rinunciando ai tratti più tipici di certo cinema ad alto budget che non riesce più a prescindere dal tema della vendetta e dall'esibizione di una potenza violenta e mortifera, "Sopravvissuto - The Martian" sembra combattere un altro tipo di lotta, connessa con la speranza di trovare fonti di energia alternative a quelle che già conosciamo. Un bisogno impellente, per ragioni che non staremo qui a spiegare, e su cui però Scott mostra di avere le idee chiare quando, mettendo a confronto l'oggi con il domani, decide di lavorare sugli opposti facendo entrare in dialettica gli spazi angusti e grigi, scelti per rappresentare frammenti dell'esistenza che conosciamo, con i colori caldi e gli orizzonti sconfinati che invece contraddistinguono quelli del nuovo mondo.
E' quindi un peccato che la vivacità di un'immaginazione tutt'altro che banale e la potenza di una narrazione che ben utilizza miti e archetipi tipici del cinema americano (su tutti quello della New Frontier) vengano in qualche modo messi in secondo piano da una dose di patriottismo - presente nelle scene che ci ragguagliano sulle reazioni dei vari personaggi che conducono le operazioni dalla sala operativa - che in alcuni tratti trasforma "The Martian" in un spot propagandistico in cui traspare, manco a farla a posta, la sapienza e la lungimiranza di chi, e parliamo degli Stati Uniti, si sente chiamato a guidare il resto dell'ecumene. E' quindi un bene che il castway di Matt Damon (ottimo nella parte di un homo faber dalla vitalità contagiosa), che usa il computer al posto del pallone, abbia in dote un senso dell'umorismo in grado, in qualche modo, di smorzare il sentimento d'onnipotenza che il film si porta dietro. Se poi qualcuno, per denigrare il lavoro di Scott, volesse fare appello alle imprecisioni della ricostruzione messa in piedi dal regista (su Marte non esistono tempeste così intense come quella che da l'avvio alla storia e gli spostamenti sulla superficie avverrebbero con saltelli e non camminando normalmente), ricordiamo che le stesse rimostranze, pur esatte, non hanno impedito a "Il gladiatore" di diventare un classico del cinema. Qui non siamo a quei livelli ma il discorso rimane comunque uguale.
(pubblicata su ondacinema.it)
Ore 11:00 Diretta Streaming Ps4 su i Labirinti di Bloodborne!! Partecipa se ti va!!
00:54
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Salve Ragazzi sto provando la nuova app della playstaion 4 quella di poter fare la diretta Streaming su Youtube. Voglio Mostrarvi i Labirinti di Bloodborne se vi può interessare vi aspetto alle 11:00 sul mio canale secondario youtube qui il Link https://www.youtube.com/watch?v=gX_HiSCtJhk&feature=youtu.be
ma appena inizierò la partita i stesso pubblicherò il link della partita sui miei canali
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venerdì 2 ottobre 2015
Pubblichiamo l'elenco degli attributi completo #VAULTTEC di Fallout 4:
23:09
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FONTE GAMES.IT
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Oggi gli sviluppatori li hanno ufficializzati tutti, eccoli nell'elenco che segue:
FORZA
1. Iron Fist: danni Disarmato aumentata.
2. Big Leagues: danni con l'arma aumentati.
3. NUOVO - non identificata Armatura Perk: Nessuna indicazione.
4. NUOVO - non identificata Arma da Mischia Perk: Nessuna indicazione.
5. La dimensione conta: grandi potenzialmenti per la pistola aumentano danni e precisione.
6. Strong back: limite di peso nell'inventario è aumentato.
7. Manipolazione Arma: requisiti di resistenza per le armi sono diminuiti.
8. NUOVO - Perk non identificato: Nessuna indicazione.
9. NUOVO - Perk non identificato: Nessuna indicazione.
10. NUOVO - Armatura non identificata di carico di potere Perk: Nessuna indicazione.
PERCEZIONE
1. Ladro: lockpicking, probabilità di successo di Scippo aumentata.
2. Fuciliere: danno da fucili non automatici aumentato.
3. NEW - VATS non identificati Perk: Nessuna indicazione.
4. NEW - non identificato Blocco Picking Perk: Nessuna indicazione.
5. Demolition Expert: granate, mine e danni dinamite aumentati.
6. Amico della Notte: visione notturna miglirarta.
7. Assorbimento radiazioni: Livello di radiazione diminuisce gradualmente
8. Cecchino: Le probabilità di headshot in VATS sono aumentate.
9. NUOVO - Spari attraversano la parete Perk: Nessuna indicazione.
10. Fuoco concentrato: Precisione in VATS è aumentata colpendo ripetutamente la stessa parte del corpo.
COSTITUZIONE
1. Robustezza: resistenza al Danno aumentata.
2. Lead Belly: bere da fonti radioattive porta meno radiazioni.
3. vivificante: Livellamento dà più punti ferita.
4. Resistenza chimica: dipendenza da chimica rimossa.
5. NUOVO - Acqua Perk: Nessuna indicazione.
6. Resistenza Radiazioni: la resistenza alla radiazione aumenta.
7. Adamantium Skeleton: Permette di subire più danni.
8. Cannibale: consente di mangiare cadaveri umani e ottenere salute.
9. NUOVO - non identificato Ghoul Perk: Nessuna indicazione.
10. Alimentazione solare: Rigenerazione della Salute e forza di giorno.
CARISMA
1. Cap Collector: prezzi di acquisti e vendita migliori.
2. Lady Killer / Black Widow: Più danni contro un genere specifico. Dialogo speciale.
3. NUOVE - Vagabondo Solitario: resistenza ai danni, aumenta la forza quando si viaggia da soli.
4. NUOVO - Attacco Cane: precisione in VATS è aumentata. Il cane può trattenere il nemico.
5. Amico degli Animali: Gli animali aiutano nei combattimenti o non attaccano a meno che non vengano provocati.
6. NUOVE - leader locale: Negozi costruiti nel vostro insediamento.
7. Party Boy / Girl: dipendenza sindrome di astinenza da alcol rimossa.
8. NUOVO - Inspirational: il compagno fa più danni.
9. NEW - Wasteland Whisperer: calmare le creature semplicemente puntandogli contro una pistola se sono sotto il vostro livello.
10. NUOVO - Intimidazione: calma gli esseri umani semplicemente puntandohli una pistola contro se sono sotto il vostro livello.
INTELLIGENZA
1. NUOVO - VANS: il percorso degli obiettivi più vicini diventa visibile in VATS.
2. Medico: stimpak e RadAways sono più efficaci.
3. Gun Nut: mod Gun ammessi.
4. NUOVO - Hacker: terminali di computer personali nel vostro insediamento.
5. NUOVO - non identificato Inventario Perk: Nessuna indicazione.
6. NEW - Scienza!: armi energetiche possono essere modificate.
7. NUOVA - non identificato Perk Chimica: Nessuna indicazione.
8. Esperto di Robotica: i danni contro i robot aumentano, l'azione furtiva è più facile.
9. NUOVO - non identificato Radiazione Perk: Nessuna indicazione.
10. Rabbia Nerd!: La resistenza ai danni aumenta dopo una determinata diminuzione del livello di salute.
AGILITÀ
1. Gunslinger: armi ad una mano ottengono una maggiore precisione.
2. Commando: precisione dei fucili in VATS è aumentata
3. NUOVO - Sneak: azioni furtive diventano più facili e si diventa difficili da rilevare
4. Signor Sandman: Si possono uccidere esseri umani e demoni nel sonno.
5. Action Boy / Girl: Punti Azione da utilizzare in VATS aumentano.
6. NEW - non identificato Dodge Perk: Nessuna indicazione.
7. Ninja: corpo a corpo, attacchi disarmati ed attacco furtivo critico aumentano le probabilità di danno.
8. NUOVO - non identificato Ricarica Perk: Nessuna indicazione.
9. NUOVO - non identificato Perk Esecuzione: Nessuna indicazione.
10. NUOVO - Gun Fu: Nessuna indicazione.
FORTUNA
1. Fortune Finder: aumenta la quantità di tappi trovati.2. Scrounger: Munizioni trovate nei contenitori aumentano.3. Bloody Mess: il danno di tutte le armi è aumentato. I Nemici esplodono.4. Mysterious Stranger: Le probabilità di ottenere aiuto in combattimento da uno sconosciuto aumentano.5. NUOVO - Perk non identificato: Nessuna indicazione.6. Miglior criticità: Colpi Critici hanno un danno maggiore.7. NUOVA - Perk Danni Arto: Nessuna indicazione.8. Grim Reaper's Sprint: Uccidi nemico in VATS per ripristinare tutti i Punti Azione.9. NUOVO - Fighting Irish non identificato Perk: Nessuna indicazione.10. NUOVO - Proiettile non identificato Curvatura Perk: Nessuna indicazione.
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